Locarno si veste di ‘Moon+Stars’
Quasi 70mila biglietti già venduti per gli 11 concerti in programma. E domenica alle 3 Svizzera-Argentina su grande schermo in Piazza Grande
D.MAR.
Potrebbe in qualche modo sembrare un segnale: nel giorno più importante per la Nazionale svizzera di calcio (domenica notte, ore 3, quarto di finale dei Mondiali contro l’Argentina di Messi) la Piazza Grande che già sarà in possesso di “Moon+Stars” (non più, da adesso, “Moon&Stars”) ridiventa luogo di condivisione pubblica con la proiezione su grande schermo della partita. Il permesso è stato richiesto dalla Msf di Dani Büchi, patron di M+S, e concesso dal Municipio di Locarno previa verifica delle necessarie condizioni di sicurezza. Simbolicamente, questa convergenza di interessi sembra mettere il sigillo al fresco rinnovo della collaborazione fra il Comune e l’imprenditore musicale, che dopo l’“anno ponte” 2027 ripartirà per un ulteriore lustro di musica, fino al 2032 compreso.
‘Non solo il concerto, un’esperienza’
La vicinanza fra Città, Msf e contesto regionale era ben visibile ieri mattina durante l’incontro stampa convocato per lanciare gli 11 concerti in Piazza, i 90 totali su 3 palchi (due sono gratuiti, in Piazza Piccola e Piazza Magnolia) e il corollario gastronomico che con una quarantina di “food truck” e la ruota panoramica animerà Largo Zorzi. Assente per vacanze il sindaco Nicola Pini, accanto a Büchi c’erano infatti il segretario comunale Marco Gerosa e il direttore operativo dell’ente turistico Benjamin Frizzi; ben contento, quest’ultimo, sia di indossare una bella maglia “vintage” della Nazionale rossocrociata, sia di prestare orecchio ad alcune cifre significative fornite dal promoter: le persone attese a M+S sono oltre 100mila; i biglietti già venduti quasi 70mila; e l’80% di chi compra un biglietto pernotta anche. Ciò significa che M+S non sta più per “mordi e scappa”, ma è diventato quello che Büchi ha definito «un’esperienza a 360°».
Ecco il perché dei pacchetti Vip e delle offerte combinate: per spostare l’evento su un terreno turistico che l’Otlmv è lì apposta per coltivare «assieme a una Città che sta facendo passi da gigante per favorire lo sviluppo di un settore che rappresenta oggi il 20% del Pil regionale – ha sottolineato Frizzi –. Il connubio fra Locarnese e M+S è straordinario: la crescita rispetto al ’25 è di oltre un quinto e l’occupazione alberghiera in centro, direttamente legata ai concerti, supera il 90%».
L’usato sicuro e il rispetto dei luoghi
Poi, ovviamente, M+S non piace a tutti: vuoi per il solito problema dell’occupazione di ampie porzioni di spazio pubblico, vuoi per la scelta di una gamma di artisti tendente, almeno in parte, all’usato sicuro (Roxette, Jamiroquai, Gölä). D’altra parte, come affermato da Büchi rispondendo a precisa domanda, «se una cosa funziona non c’è motivo di cambiarla. Questo, al netto di proposte comunque nuove e particolarmente interessanti anche per un pubblico italofono, come Max Pezzali. Guardando verso il 2032 non sono previste rivoluzioni, ma un adeguamento continuo a tutti i livelli, partendo da quello di un inserimento sempre migliore della manifestazione nel contesto locale. E mi riferisco con questo al problema dei rumori, ai disagi causati alla popolazione non abituata alla nostra presenza in centro, nonché alla collaborazione con i commercianti locali».
In particolare, ha aggiunto Büchi, quelli di via alla Ramogna, «la vera via d’accesso a M+S provenendo dalla stazione. Con loro c’è un grande feeling: in diversi hanno protestato perché soltanto ad alcuni era stato chiesto di “brandizzare” le vetrine con il nostro logo. Così, progressivamente e con nostra grande soddisfazione, la cosa si è estesa a tutta la via». Va ricordato che proprio dai commercianti di via alla Ramogna era partita una raccolta firme che chiedeva al Municipio di puntare sempre e comunque su M+S e non su altri, viste le fatturazioni straordinarie registrate ogni anno durante il periodo dei concerti.
Il pied-à-terre da 600 metri quadri
Büchi ha infine accompagnato la stampa in una rapida visita ai luoghi della rassegna: dal Caffè Verbano confermato quartier generale della rassegna (e “mensa” per gli artisti nei giorni dei concerti) ai 600 metri quadrati di uffici affittati per tutto l’anno da Msf nel palazzo postale, per una ventina di amministrativi occupati durante gli 11 giorni, di cui 12 sono fissi annuali. A questi spazi vanno aggiunti 1’500 metri quadri ad uso magazzino fra l’ex Gas e un’ubicazione esterna a Bioggio. Significativi gli allestimenti in Piazza Magnolia e Piazza Piccola, che richiedono, ha quantificato Büchi, fra i 300 e i 600mila franchi di investimenti annui.
LOCARNO E VALLI
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2026-07-09T07:00:00.0000000Z
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