laRegione

Il ‘buco’ sotto la funicolare fa discutere oltre Gottardo

Stabile Mina, il Blick: ‘Infuriati i fan dell’iconico trenino’

D.MAR.

“Un progetto di appartamenti di lusso fa infuriare i fan dell’iconica funicolare”. Non è una novità che il ‘Blick’ coi titoli ci campi. In questo caso ne dedica uno bello calcato al progetto “Mina” che a Muralto, come anticipato da ‘laRegione’, prevede l’edificazione di un complesso residenziale da 9 milioni di franchi a mezza collina sotto la Madonna del Sasso, sul versante nord della montagna, lungo un pendio oggi solo parzialmente edificato e per raggiungere il quale servirebbe un collegamento stradale ad hoc che i progettisti – ecco il busillis – hanno immaginato poter transitare, con apposito tunnel, sotto il tracciato della funicolare, bucando l’antico muro di sostegno, per dirigersi verso un grande parcheggio sotterraneo per 28 posti auto.

Confinanti e Stan contro

Naturalmente l’idea non piace ai confinanti – alcuni dei quali si sono già opposti alla domanda di costruzione – e neppure alla Società ticinese per l’arte e la natura (Stan). Il presidente Tiziano Fontana ha definito il progetto «decisamente fuori luogo, a confine con un comparto monumentale come quello della Madonna del Sasso, con il sacro monte che rientra tra l’altro tra i beni culturali della Confederazione, aspetto quest’ultimo che dovrebbe far ripensare la situazione pianificatoria dei due mappali in questione». Uno dei quali (quello più a monte) fa anche parte, assieme appunto a santuario, funicolare e via crucis, «dell’Inventario federale degli insediamenti svizzeri da proteggere d’importanza nazionale (Isos), con obiettivo di salvaguardia A, il livello massimo».

Insomma, l’immagine del bel Ticino che non si prende cura di se stesso, come spesso insinua il foglio zurighese, troverebbe conferma in questa circostanza. Nel suo servizio di ripresa della notizia anticipata dal nostro giornale, l’articolista parla della funicolare come di un “iconico trenino” che “sembra una reliquia di un’epoca passata” e riferisce dell’“ira della Stan” per l’eventuale scempio paesaggistico e storico-culturale. Il ‘Blick’ riflette infine sul fatto che “la controversia di Locarno esemplifica un conflitto che si ripresenta ripetutamente in località ambite: privati cittadini alterano il paesaggio circostante, di particolare valore per la collettività, con i loro progetti edilizi”.

Intanto, in Ticino, la notizia stessa riecheggia ma le bocce sono ancora ferme. Non si esprime il Comune di Muralto (il vicesindaco Renato Canziani dice di aver «appreso del progetto dal giornale» e annuncia l’intenzione di valutarlo «settimana prossima»); e neppure lo fa il Cantone: a Bellinzona il capo dell’Ufficio dei beni culturali, Endrio Ruggiero, nota che «la procedura della domanda di costruzione è in corso e quindi non è opportuno esprimersi», mentre la Commissione del paesaggio attende che eventualmente, come sempre nel caso di progetti sensibili, l’Ufficio della natura e del paesaggio la attivi per una valutazione di carattere paesaggistico.

I promotori: ‘Disponibili al dialogo’

Spende invece due parole il cofondatore della Erop Real Estate & Partners di Lugano, promotrice del progetto, Andrea Blotti: «Il progetto ha suscitato alcune reazioni e come sempre prenderemo contatto con gli opponenti e naturalmente con la Stan. Il nostro obiettivo è cercare un dialogo per trovare, se possibile, delle soluzioni condivise».

LOCARNO E VALLI

it-ch

2026-07-17T07:00:00.0000000Z

2026-07-17T07:00:00.0000000Z

https://epaper.laregione.ch/article/281633902001957

Regiopress SA