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‘Lo schermo Vacchini rappresenta una sfida’

Il montaggio della storica opera architettonica è in corso. Mattia De-Sassi: ‘Per il futuro stiamo valutando il modo migliore di soddisfare le diverse esigenze’

Di Serse Forni

Dire “schermo di Livio Vacchini” e intendere Locarno Film Festival... Il nodo che lega la struttura tubolare alla rassegna cinematografica è indissolubile: il noto architetto l’aveva disegnata e realizzata nel 1971 proprio per permettere al Pardo di spostarsi nello spettacolare scenario di Piazza Grande, mentre in precedenza le pellicole venivano proiettate in sale chiuse.

Nel corso dell’edizione 2025, però, lo schermo è rimasto nei magazzini. Il Locarno film festival, dopo il nullaosta dell’assemblea, aveva optato per una soluzione alternativa, in collaborazione con gli organizzatori dei concerti di Moon&Stars, più veloce da realizzare e con un risparmio di oltre 150mila franchi. Una decisione che aveva però sollevato critiche (e una raccolta di 9’400 firme consegnata nel settembre 2025); aveva pure innescato un ampio dibattito. Conclusione: lo scorso dicembre è stato decretato il “dietrofront”, con il ritorno della storica opera di Vacchini.

Dal dialogo, per molti versi costruttivo, è scaturita pure una “Carta” per la tutela delle opere effimere, che in città costituiscono l’ossatura architettonica per lo svolgimento della rassegna. Tra le costruzioni che rientrano nella sezione definita “custodi temporanei dell’identità del Festival” troviamo lo schermo e la cabina di proiezione di Piazza Grande; i padiglioni, le tensostrutture, le gradinate e gli elementi scenografici ricorrenti; le strutture di accoglienza (ingresso, biglietteria e servizi al pubblico nei luoghi del Festival); gli allestimenti della Rotonda; e gli allestimenti della zona Forum/Spazio Cinema.

In questi giorni è in fase di montaggio lo schermo (che è quello firmato da Vacchini). Uno spunto d’attualità che ci porta ad approfondire il tema assieme al direttore del dipartimento operativo, Mattia De-Sassi: «Per noi non si tratta di ragionare unicamente guardando al passato, ma di lanciare una riflessione orientata al futuro. La pregiata costruzione tubolare costituisce una sfida. Dobbiamo riuscire a trovare soluzioni che ci permettano di utilizzarla, con gli stessi pezzi, ma in modo più sostenibile. Da una parte ci sono le questioni essenziali legate ai costi, dall’altra siamo chiamati a coordinarci con gli organizzatori dei concerti di Moon&Stars, nell’ambito dell’ottima collaborazione instaurata, per ridurre al massimo i tempi tra lo smontaggio delle loro infrastrutture e il montaggio delle nostre». Uno sforzo richiesto anche nell’ambito del prospettato spostamento delle date del Festival, che verrebbe anticipato di circa una settimana.

‘Incrementare le sinergie con Moon&Stars’

«È prevista una riunione il prossimo mese di settembre, alla quale siamo stati invitati dalla Città di Locarno, che coordina l’incontro e che è direttamente coinvolta – prosegue l’intervistato –. Vogliamo capire se ci sono spazi per incrementare le sinergie con Moon&Stars e quali costruzioni potranno essere condivise negli anni a venire. Penso, in particolare, alla zona Magnolia: il medesimo manufatto potrebbe restare, cambiandogli semplicemente “vestito”». Obiettivo (vale la pena ribadirlo), ridurre i tempi tra l’uscita di scena dei concerti e l’inizio delle proiezioni cinematografiche, come pure contenere le spese. Tornando allo schermo: per De-Sassi si può montare a costi inferiori rispetto a quanto avveniva in passato: «Con il nuovo assetto organizzativo abbiamo analizzato a fondo diversi aspetti. Per anni si è andati avanti assegnando a figure esterne, che definivano i capitolati, diversi compiti; tra questi, i lavori relativi allo schermo. Ora procediamo in proprio, con una nostra regia e cercando di ottimizzare tempi e costi. Abbiamo iniziato mercoledì scorso, nel pomeriggio, dopo che la Piazza Grande è stata liberata dal palco e dalla tribuna dei concerti. Devo dire che tutto sta funzionando nel migliore dei modi: nel giro di tre giorni la struttura di Vacchini verrà issata e affrancata al suolo. Poi ci vorrà un giorno per stendere i teli d’oscuramento e allestire l’impianto audio».

‘Più celeri, risparmiando sui costi’

La rivalutazione dei processi legati alle strutture del Pardo procede con nuove sfide: «Ci viene richiesto di essere più celeri, da una parte per non ingombrare lo spazio pubblico più del necessario e per ridurre al massimo il disturbo nel centro cittadino, dall’altra pensando a un futuro anticipo dell’inizio della rassegna». Il passaggio fra Moon&Stars e Festival dovrà quindi, per forza di cose, essere davvero veloce.

Nell’ambito del controllo delle uscite, il direttore del dipartimento operativo aggiunge: «Per noi questa rivalutazione dei processi è un esercizio costante e che va applicato nei diversi ambiti. Risparmiare sui costi laddove è possibile è una nostra chiara responsabilità e decisione strategica, per continuare a poter investire nell’offerta culturale. Ciò presuppone valutazioni dettagliate anche nel montaggio delle infrastrutture provvisorie. Una strategia che aveva portato l’anno scorso a un piano B, che andava sperimentato. È stato utile come test. Ora, si guarda avanti con lo schermo Vacchini: montarlo più rapidamente e a costi inferiori è il compito che stiamo affrontando. Mi sento di dire che quella che lo scorso autunno era solo un’ipotesi si sta rivelando corretta. In futuro potremo magari fare altri passi avanti, adottando soluzioni “ad hoc”, che facilitino ulteriormente le operazioni».

LOCARNO E VALLI

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2026-07-25T07:00:00.0000000Z

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