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La Cooperativa Radice nel mirino del Legislativo

Il confine fra interessi pubblici e privati viene “esplorato” dal consigliere comunale Plr di Locarno Simone Merlini, primo firmatario di un’interrogazione sulla tematica delle cooperative d’abitazione, firmata anche da altri 20 consiglieri di Plr, del Centro, di Lega-Udc-Indipendenti, nonché da un Indipendente.

In particolare, l’interrogazione mette la lente sulla Cooperativa Radice, che a maggio aveva inviato a tutti i consiglieri comunali un comunicato sul tema del comparto ex Gas ex Macello e sui relativi strumenti pianificatori previsti. “In quel comunicato la Cooperativa Radice prende posizione su quanto in discussione in Commissione del Piano regolatore; propone di introdurre il vincolo di una quota minima riservata ad alloggi di pubblica utilità e in particolare alle cooperative; informa anche di aver segnalato al Municipio la sua disponibilità a occupare i terreni pubblici in quel comparto (ma anche in altri); e comunica di aver avviato una collaborazione con degli enti pubblici per l’analisi dello scompenso di pigione sostenibile a livello locale”. Gli ultimi due aspetti, aggiunge Merlini, emergono anche da documenti ufficiali del Municipio, ovverosia il complemento al messaggio 80 (pianificazione ex Gas ex Macello) e la risposta del Municipio a un’interrogazione sul tema presentata dalla Sinistra Unita; risposta in cui la Città scriveva: “Ancora più recentemente, segnaliamo il nostro determinante sostegno (finanziario e di risorse) a uno studio avviato da una cooperativa locale, con la fattiva collaborazione della Supsi, per un’analisi sulla carenza di alloggi a pigione moderata nell’agglomerato urbano, che ha pure beneficiato del contributo dell’Ufficio federale dello sviluppo territoriale (A43). Sempre grazie al nostro impegno, altri aiuti sono giunti dalla Cit e da un paio di Comuni della regione”. Si tratta di elementi che “sollevano tutta una serie di dubbi legati ai confini tra interesse pubblico e interesse privato – considerano i firmatari dell’interrogazione –, così come sui rapporti tra la stessa Cooperativa e il Municipio e la presenza delle stesse persone – membri della Cooperativa Radice – in vari gremi coinvolti nei citati progetti cittadini a favore delle cooperative, e non solo”. Aggiungendo che “promuovere il modello cooperativo è una cosa; promuovere misure da cui una specifica cooperativa potrebbe trarre beneficio un’altra”. Questo poiché “gli stessi membri della Cooperativa sono infatti anche in prima fila nella battaglia della Sinistra Unita per bloccare la realizzazione delle residenze secondarie a Locarno, con tanto di istanze al Cantone e alla Confederazione”.

Così all’Esecutivo viene fra l’altro chiesto: “Per quali ragioni il Municipio ha proposto un bonus edilizio per le cooperative d’abitazione? Per quanto riguarda il comparto di proprietà, il tema delle cooperative non poteva semplicemente essere risolto a livello di concorso, essendo il pallino sempre in mano al Municipio? Nell’arco del processo decisionale, il Municipio ha avuto contatti con la Cooperativa Radice? Cosa pensa il Municipio della proposta della Cooperativa Radice di introdurre una quota minima significativa nel comparto? Il limite massimo del 25% (secondo le norme comunali) per le secondarie costituisce un’estensione e una diminuzione rispetto al comparto circostante? Che tipo di alloggi e contribuenti si attendono in quel comparto strategico della città?”.

Seguono diverse altre domande sulla richiesta di terreni alla Città, sul finanziamento pubblico (anche da parte della Commissione intercomunale dei trasporti) dello studio sugli alloggi promosso dalla Cooperativa Radice, nonché sul Programma di azione comunale, nel cui collegio di esperti, evidenzia l’interrogazione, sarebbe stata presente la presidente della Cooperativa Radice.

LOCARNO E VALLI

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2026-08-07T07:00:00.0000000Z

2026-08-07T07:00:00.0000000Z

https://epaper.laregione.ch/article/281633902049728

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