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Il Pardo e i suoi 80 anni: ‘Ci vorrebbe un museo’

In un’interrogazione interpartitica al Municipio la nuova proposta: ‘Creare uno spazio interattivo aperto tutto l’anno per valorizzare la storia del Film Festival’

Di Serse Forni

Creare un museo dedicato alla storia del Locarno Film Festival, per valorizzare durante tutto l’anno un patrimonio accumulato nel corso di quasi 80 anni. Il Municipio ci ha già pensato?

La proposta arriva a Palazzo Marcacci sotto forma di interrogazione interpartitica (prima firmataria è Franca Antognini, Plr). “Il Festival, nato nel 1946, rappresenta uno degli eventi culturali più prestigiosi della Svizzera e uno dei simboli più riconoscibili della Città a livello internazionale – si legge nella premessa dell’interrogazione –. Nel corso di ottant’anni, la rassegna ha accolto registi, attori, produttori, personalità della cultura e appassionati provenienti da tutto il mondo, costruendo un patrimonio storico, culturale e cinematografico di straordinario valore. La Piazza Grande, il Pardo e il cinema sono ormai parte integrante dell’identità di Locarno. Questo enorme patrimonio viene tuttavia vissuto dal grande pubblico principalmente durante i dieci giorni della manifestazione. Da qui nasce l’idea di valutare la creazione di un museo permanente, capace di raccontare la storia del Festival durante tutti i mesi dell’anno”.

La proposta è quella di “creare uno spazio attrattivo e interattivo, non concepito esclusivamente come un museo tradizionale, ma come una vera e propria esperienza”. Un percorso articolato e ricco di spunti: “Potrebbe comprendere, ad esempio, la storia della rassegna dal 1946 a oggi, attraverso le sue diverse epoche; fotografie storiche e immagini delle varie edizioni; manifesti originali; programmi, documenti, pubblicazioni e materiale d’archivio; filmati e immagini storiche della Piazza Grande”. Dovrebbe pure prevedere “una sezione dedicata al Pardo d’oro e agli altri riconoscimenti; oggetti, costumi, memorabilia e testimonianze legate alle diverse edizioni; una galleria dedicata ai grandi registi, attori e personalità internazionali che hanno partecipato al Festival; spezzoni di film e contenuti audiovisivi; interviste e testimonianze dei protagonisti; installazioni multimediali e interattive; uno spazio dedicato ai bambini, ai giovani e alle scuole; una piccola sala per proiezioni, incontri, conferenze e presentazioni; esposizioni temporanee dedicate al cinema, ai registi e a particolari anniversari”.

Il museo, secondo l’idea avanzata dagli interroganti, dovrebbe essere concepito come un luogo in continua evoluzione, al quale a ogni edizione del Pardo si aggiungono nuovi elementi. “Un progetto di questo tipo potrebbe avere una valenza che va oltre quella puramente museale. Il Locarno Film Festival è un marchio conosciuto internazionalmente e un museo dedicato alla sua storia potrebbe diventare una nuova attrazione culturale e turistica permanente della città. Il visitatore avrebbe così la possibilità di entrare in contatto con una delle realtà che maggiormente hanno contribuito alla notorietà internazionale della città anche fuori dal periodo della rassegna. La struttura potrebbe pure contribuire alla destagionalizzazione turistica, generando movimento nel centro cittadino anche nei periodi di minore affluenza e creando sinergie con alberghi, ristoranti, commerci, musei e altre realtà culturali e turistiche della regione”. I firmatari della proposta definiscono pure l’ubicazione della futura struttura: “Idealmente dovrebbe sorgere nel cuore di Locarno, possibilmente nel centro storico o nelle immediate vicinanze della Piazza Grande, che è il simbolo internazionale del Festival. La vicinanza fisica tra il museo e il luogo delle grandi proiezioni permetterebbe di offrire al visitatore un’esperienza ancora più significativa. Si potrebbe inoltre valutare la creazione di un piccolo percorso cinematografico urbano”.

E ancora: “È evidente che un’iniziativa di questo genere dovrebbe essere approfondita in stretta collaborazione con il Locarno Film Festival, con la ‘Cinémathèque suisse’ di Losanna (dove sono depositati gli archivi del Festival), con il Politecnico di Losanna, per un’eventuale digitalizzazione del materiale storico, e con altri enti che dispongono delle competenze e delle relazioni necessarie per dare valore e autenticità al progetto. Sarebbe inoltre interessante valutare il coinvolgimento del Cantone, della Confederazione, degli enti turistici, di istituzioni culturali e cinematografiche, di fondazioni, di sponsor e di partner privati”. Segue una lunga serie di domande, per chiarire se il Municipio ha preso in considerazione la possibilità di creare questo spazio museale permanente, se ci sta pensando, se esistono già dei progetti simili e se è disposto ad approfondire l’idea. Ma pure come valuta la proposta, se esiste uno stabile dove ospitare il museo e se è possibile avviare uno studio che valuti costi, collaborazioni pubblico-privato, coinvolgimento del Film Festival e altri aspetti legati alla fattibilità del progetto.

LOCARNO E VALLI

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2026-08-22T07:00:00.0000000Z

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