laRegione

Boscolo (Ps) e Petralli (Verdi): ‘Più risorse’

Lotta alla violenza di genere e prevenzione, servono più risorse. A ribadirlo, e sostenerlo stavolta con una mozione inoltrata al Consiglio di Stato, e dieci richieste, sono le granconsigliere Lisa Boscolo (Ps) e Giulia Petralli (Verdi). Per le due deputate, “la violenza di genere rappresenta una grave problematica sociale che coinvolge l’intera collettività e che richiede una risposta politica e istituzionale all’altezza della sua gravità. I femminicidi e le altre forme di violenza contro le donne dimostrano quanto sia urgente rafforzare gli strumenti di prevenzione, protezione e intervento a disposizione dello Stato. Nel settembre 2026 il numero delle donne uccise in Svizzera, in contesti riconducibili alla violenza di genere, continua a rappresentare un allarme che non può essere ignorato”. Pur considerando che il Ticino “dispone già di strumenti importanti”, per Boscolo e Petralli “la disponibilità di strumenti strategici, tuttavia, non è sufficiente. Perché gli obiettivi dichiarati possano tradursi in risultati concreti, l’impegno politico deve essere accompagnato da risorse finanziarie adeguate, stabili e proporzionate alla dimensione del fenomeno”.

Questo perché “la prevenzione non può esaurirsi nell’adesione formale a campagne occasionali o concentrate in determinati periodi dell’anno. Modificare nel tempo comportamenti, stereotipi e norme sociali che possono favorire la violenza richiede un investimento pubblico continuativo, coordinato e di lungo periodo. Le campagne devono raggiungere in modo capillare la popolazione, attraverso linguaggi, strumenti e canali differenti, compresi i social media e gli ambienti digitali, senza rinunciare agli strumenti tradizionali”. Oltre la prevenzione “è necessario rafforzare la capacità del Cantone di intervenire tempestivamente, prima che le situazioni di violenza si aggravino e possano sfociare in conseguenze irreparabili”. Seguendo i quattro assi della Convenzione di Istanbul, “è necessario sostenere l’intero sistema di prevenzione e contrasto, valorizzando il contributo di tutti gli attori coinvolti: servizi sanitari e sociali, autorità giudiziarie, scuole, Comuni, organizzazioni specializzate e associazioni”. In questo quadro “un ruolo centrale deve essere riconosciuto alle Case protette per le donne e ai servizi specializzati nell’accoglienza e nella protezione delle vittime di violenza”. Per questo motivo “il Cantone deve potenziare gli investimenti destinati alle Case protette per donne, garantendo finanziamenti adeguati, stabili e a lungo termine”. Infine, per Boscolo e Petralli, “andrebbe anche valutata la riorganizzazione della governance cantonale della violenza domestica e della violenza di genere, superando un’impostazione prevalentemente legata alla Giustizia e alla Sicurezza e adottando un approccio più trasversale. Affidando per esempio la regia politica e il coordinamento strategico al Servizio delle pari opportunità, in collaborazione con i rappresentanti dei diversi Dipartimenti, per garantire un approccio multidisciplinare e trasversale”.

CANTONE

it-ch

2026-09-15T07:00:00.0000000Z

2026-09-15T07:00:00.0000000Z

https://epaper.laregione.ch/article/281633902132745

Regiopress SA