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Sfruttamento del personale, revocato l’incarico ai progettisti

Centro funerario, la Città rinuncia allo studio Klingenberg

Se una ditta viola il Contratto collettivo di lavoro il committente pubblico, in base alla Legge sulle commesse, non può affidarle degli incarichi. Ne sa qualcosa lo studio Klingenberg Arkitektur di Mendrisio, vistosi revocare recentemente dal Municipio di Bellinzona il compito di proseguire la progettazione della valorizzazione e riqualifica del Centro funerario cittadino risalente a oltre 50 anni fa. Lo ha comunicato l’Esecutivo stesso rispondendo lunedì sera in Consiglio comunale all’interpellanza depositata in luglio da Maura Mossi Nembrini (Più Donne), Manuela Genetelli (Lega/Udc) e Sara Nisi (Verdi/Fa). Che volevano sapere se al momento di affidare allo studio un incarico di progettazione pari a 80mila franchi il Municipio fosse al corrente della vertenza salariale in corso (i media ticinesi ne avevano riferito lo scorso febbraio) e se non ritenesse opportuno ora riesaminare la situazione o effettuare ulteriori verifiche. La decisione è stata infine un taglio netto.

Sanzione impugnata con un ricorso

La vertenza era stata avviata dalla Commissione professionale paritetica cantonale per gli ingegneri, gli architetti e professioni affini, la quale come emerso lo scorso febbraio aveva comminato allo studio una multa di 160mila franchi per aver sottopagato una decina di collaboratori che hanno infine segnalato le irregolarità. A fronte di contratti dal 30 al 50% venivano conseguentemente retribuiti, ma operando anche fino al 100%. Il valore del lavoro non pagato in quattro anni ammonterebbe a circa un milione e gli oneri sociali mancanti a 200’000 franchi. Un grave caso di sfruttamento, che nei mesi scorsi lo studio ha contestato impugnando la multa dinanzi al Tribunale arbitrale della commissione. Dal canto suo, come detto, il Municipio ha intanto fatto la scelta. Davanti al plenum ha specificato che l’incarico allo studio Klingenberg era stato conferito il 26 febbraio 2024 tramite mandato diretto per un importo di 33mila franchi relativo ad alcune fasi. È poi venuto a conoscenza solo a febbraio 2026 della vertenza con la Commissione paritetica. Sentita quest’ultima nell’ambito delle verifiche per l’attribuzione del mandato relativo a fasi successive, il Municipio “ha appreso che allo studio d’architettura non può essere rilasciata l’attestazione di rispetto del Ccl”. In assenza di una certificazione il Municipio ha stabilito che “attualmente non ci sono i presupposti per proseguire la collaborazione con lo studio” in questione, l’unico finora coinvolto per i lavori al crematorio.

Lodata la qualità progettuale

Da notare che la qualità del progetto “è stata apprezzata sia dall’organo di controllo cantonale (Ufficio beni culturali) sia dalla Commissione edilizia” del Cc. Il progetto ha infine ottenuto “preavviso favorevole e regolare licenza di costruzione”.

BELLINZONA E VALLI

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2026-09-23T07:00:00.0000000Z

2026-09-23T07:00:00.0000000Z

https://epaper.laregione.ch/article/281633902151537

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