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‘Migliorare la fine del mese per progredire alle urne’

Un più alla fine del mese, ovvero un aumento del budget di famiglie e single, per avere un più nel risultato nelle urne alle prossime elezioni cantonali. «Sono quattro legislature che la nostra presenza in parlamento si indebolisce, sia a livello percentuale che nel numero di seggi», afferma davanti al comitato cantonale il copresidente del Partito socialista Fabrizio Sirica. «Se vogliamo progredire, dobbiamo far capire alla popolazione che votare il Ps vuol dire sostenere chi cerca di migliorare la situazione dei cittadini alla fine del mese». Ecco quindi l’annuncio fatto davanti al ‘parlamentino’ socialista prima che venisse approvata la candidatura (che poi andrà ratificata dal Congresso) di Marina Carobbio e Nancy Lunghi per la lista unitaria con Verdi e Mps per il Consiglio di Stato: un’iniziativa popolare per alzare gli assegni familiari da 215 a 300 franchi per figlio. Una misura che riguarderebbe potenzialmente 80mila giovani, ovvero i minori di 16 anni. «Si tratta di 85 franchi in più alla fine del mese per ogni figlio. È una misura sostenibile, c’è un margine». Anche perché il calo delle nascite è sotto gli occhi di tutti. «Se diminuiscono i giovani da sostenere ma il budget resta uguale, allora si può alzare il contributo. Altrimenti si possono abbassare le aliquote, ma questo andrebbe maggiormente a favore dei datori di lavoro. Noi invece vogliamo che a guadagnarci da questa situazione siano le famiglie». Allarga il discorso Sirica: «Il sentimento di antipolitica che si respira in Ticino e nel resto d’Europa è alimentato certamente dagli scandali, ma soprattutto dalla mancanza di risposte concrete. Risposte che se la politica non riesce a dare i cittadini vanno a cercare in chi propone di scardinare il sistema».

Tra gli scandali che hanno segnato la politica ticinese c’è ovviamente il ‘caso Zali’. «È stata un’estate molto intensa. Settimana scorso il Gran Consiglio si è riunito e lo spettacolo proposto è stato triste», afferma la copresidente Laura Riget. «Non possiamo restare ostaggi di un quasi ex consigliere di Stato e di un dibattito che non ha affrontato abbastanza la questione della gestione del potere». Tornando alle due candidate per il governo. «Sono due donne e con due percorsi diversi ma entrambe accomunate da forte appartenenza al partito e un grande senso di solidarietà. Marina in Consiglio di Stato e Nancy in Municipio a Locarno vivono quotidianamente la difficoltà di essere le uniche rappresentanti di sinistra in un organo esecutivo collegiale».

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2026-09-24T07:00:00.0000000Z

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