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Autosilo, dal Cantone risposte positive

Ok dell’Ufficio sviluppo del territorio. Il sindaco di Mesocco, Mattia Ciocco: ‘Struttura da circa 400 posti grazie a un partenariato pubblico-privato’

Chi ha visto le immagini della lunga colonna di vetture ferme sul lato della strada principale nell’ultimo weekend di sole, si sarà reso conto di come a San Bernardino quello dei parcheggi – in particolare nei fine settimana invernali di bel tempo – rappresenti un problema da affrontare per rimanere al passo con lo sviluppo dell’offerta turistica. A questo proposito, nell’ultimo numero del bollettino informativo alla popolazione di Mesocco, si accenna al progetto di costruzione, nella località turistica, di un autosilo con annesso centro commerciale, un’opera frutto di un partenariato pubblico-privato. Qualche dettaglio supplementare lo fornisce Mattia Ciocco, sindaco di Mesocco: «A tal proposito c’è una novità: proprio in questi giorni, abbiamo ricevuto il parere positivo dell’Ufficio sviluppo del territorio per un esame preliminare da noi richiesto. Di conseguenza, la nostra idea è fattibile e trova l’appoggio dei preposti uffici cantonali. A realizzare l’opera non sarà la Swiss Alps Sa, bensì un investitore esterno, in collaborazione con il Comune. Quale sarà il nostro grado di intervento deve ancora essere stabilito. Per quanto riguarda il progetto, l’idea è di abbinare all’autosilo anche un piccolo centro commerciale, in grado di catturare e sfruttare parte del traffico di transito e rendere redditizia l’intera struttura, la quale non potrebbe reggersi solo su 15 giorni annuali di afflusso straordinario». Autosilo e centro commerciale sorgerebbero sull’attuale piazzale dell’Ustra, a sud della stazione di rifornimento Socar e, «in base a un accordo, l’Ufficio federale delle strade sposterebbe il suo piazzale di controllo per i camion più a nord, a fianco della Socar, liberando in tal modo il terreno».

Una volta conclusi i lavori, i posti auto disponibili saranno circa 400: «Ai quali andranno aggiunti i 300400 parcheggi del progetto Acuforta di Swiss Alps (struttura alberghiera con annesso centro benessere aperto al pubblico, ndr). Soluzioni grazie alle quali potremo dare una risposta alla richiesta di parcheggi a San Bernardino, ben sapendo tuttavia che non è possibile dimensionare queste strutture sulla base di affluenze straordinarie. Ci saranno comunque occasioni in cui occorrerà far capo a soluzioni alternative, ma abbiamo a disposizione valvole di sfogo in grado di soddisfare le richieste».

Centrale a cippato, legname a chilometro zero

Oltre al nuovo autosilo, in zona Socar è prevista pure la costruzione di una centrale a cippato: «Anche in questo caso si tratta di un partenariato pubblico-privato e ci permetterà di fornire calore alle grandi strutture del paese. La potenza rimane da determinare e dipenderà dal numero degli allacciamenti: sarà comunque una centrale in grado di garantire il riscaldamento a migliaia di unità».

E che permetterà di sfruttare la materia prima a chilometro zero: «Assolutamente sì. Il territorio di Mesocco, con i suoi 164 chilometri quadrati, che corrispondono a poco meno della superficie del Canton Zugo, mette a disposizione una quantità molto importante di legname. Al momento attuale, una parte viene venduta come legname d’opera e una parte trasformata in cippato per alimentare altre centrali. In futuro, la qualità meno pregiata potrà essere bruciata nella nostra centrale».

Per quanto riguarda le tempistiche, si parla di tre o quattro anni per l’autosilo (Ustra deve innanzitutto traslocare dal vecchio al nuovo sedime, anch’esso nei pressi di Socar), mentre dovrebbero essere più brevi i tempi di realizzazione della centrale a cippato, per la quale è già stata pubblicata la domanda di costruzione.

Casa anziani, sinergie cercansi

Altro tema toccato dal bollettino informativo, quello della Casa di cura del Circolo di Mesocco, confrontata con una carenza di ospiti: «È un problema riscontrato negli ultimi due anni e adesso siamo giunti a quello che si può definire il numero critico per la sostenibilità della struttura. Si tratta tuttavia di un trend passeggero e le prospettive per il futuro rimangono buone. Abbiamo sfruttato l’attuale situazione per provare ad allacciare contatti con altre strutture disposte a collaborare e a unire le forze per aumentare l’efficienza dei rispettivi servizi. La regione Moesa conta novemila abitanti e presenta molte entità a livello sanitario prive di collegamento tra di loro, ma che potrebbero ottimizzare la gestione se solo trovassero sinergie sulla base delle quali collaborare. Noi vorremmo essere promotori in questo senso, perché la sanità incide sempre di più sui Comuni e sarebbe auspicabile trovare soluzioni condivise».

Ufficio postale addio

Tra le problematiche affrontate nel bollettino informativo, quella della paventata chiusura dell’ufficio postale: «Nei giorni scorsi la Commissione federale delle poste si è espressa in maniera negativa sul ricorso del Comune contro la decisione di chiusura dell’ufficio esistente e l’apertura di un’agenzia postale all’interno del negozio Coop di Mesocco. Secondo Postcom, la procedura è stata corretta, i numeri sono veritieri, per cui la chiusura dell’ufficio è giustificata. Purtroppo, si trattava dell’ultima istanza di ricorso, per cui a questo punto la decisione diventa effettiva. La Posta ha assicurato che verremo informati con largo anticipo sui tempi di chiusura, ma per il momento non abbiamo ricevuto comunicazioni».

Legislativo più piccolo, una necessità

Il 2026 è anno di elezioni politiche. In ottobre si terranno quelle comunali, ma come accade sovente, anche a Mesocco diventa sempre più arduo trovare persone desiderose di dedicare tempo ed energie alla politica: «Per questo motivo, si sta prendendo in considerazione l’ipotesi di diminuire il numero dei Consiglieri comunali. Attualmente sono 21, ma in molti altri comuni di dimensioni simili o superiori a Mesocco, il legislativo è formato da 11-15 membri. Andrà modificato lo statuto comunale che in un secondo tempo verrà sottoposto a votazione popolare. È un passo che va intrapreso: al momento attuale, a seguito di alcune dimissioni, ci troviamo nella scomoda situazione di non avere più subentranti in caso di ulteriori rinunce».

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2026-02-06T08:00:00.0000000Z

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