Nuove imprese iscritte truffate con fatture false
La testimonianza della titolare di un’impresa individuale che sporgerà denuncia. L’Ufficio del registro di commercio è a conoscenza dei raggiri
Di Katiuscia Cidali
La titolare di una piccola ditta di Giubiasco sporgerà denuncia. Non è un caso isolato, anzi: l’Ufficio cantonale del registro di commercio è a conoscenza di questi raggiri.
«Non pagate quelle fatture: gli importi sono molto elevati e non siamo noi a inviarle». A mettere in guardia è l’Ufficio del registro di commercio del Cantone Ticino, con sede a Biasca, che contattiamo dopo una segnalazione inviata alla redazione dalla titolare di un’impresa individuale giubiaschese iscrittasi a registro di commercio verso fine gennaio: «Ho versato 166 franchi per pagare l’iscrizione e nei giorni successivi ho ricevuto un’altra lettera con allegata una fattura da 522 franchi da saldare entro dieci giorni». Colta di sorpresa, si è rivolta all’Ufficio del registro di commercio chiedendo chiarimenti e le è stato subito consigliato di non procedere al pagamento.
«Già da tempo siamo a conoscenza di queste truffe e invitiamo sempre a prestare la massima attenzione a simili richieste», spiegano dall’Ufficio. Si tratta spesso di importi particolarmente elevati: circostanza che ci viene confermata dagli stessi funzionari i quali citano, tra i casi più recenti, una fattura di circa seicento franchi. Solitamente a essere contattati sono i titolari che hanno appena registrato un’impresa individuale. Le ultime ditte inserite nel registro di commercio in Svizzera e Ticino possono essere monitorate quotidianamente attraverso il portale ufficiale Zefix (Indice centrale delle ditte) e il Foglio ufficiale svizzero di commercio (Fusc), che pubblicano quotidianamente nuove iscrizioni, modifiche e cancellazioni, inclusi dati su società anonime (Sa), garanzia limitata (Sagl) e ditte individuali. Quanto alle fatture ufficiali emesse, non ci si può sbagliare: «Portano sempre l’intestazione ‘Ufficio tesoreria fatturazioni di Bellinzona’».
Comunicazione sospetta
Tornando al caso di Giubiasco, la lettera sospetta proviene da Zurigo. Come mittente compare la sigla ‘svra-ch’, senza ulteriori indicazioni sull’attività svolta. Consultando il sito internet indicato, risulta che si tratterebbe di una piattaforma professionale per la pubblicazione dei dati aziendali svizzeri; piattaforma il cui scopo dichiarato è offrire visibilità online attraverso una presentazione strutturata delle imprese. Un elemento singolare è però emerso analizzando la fattura: il nome della piattaforma non vi compare, mentre il numero di conto indicato per il pagamento risulta intestato a una persona fisica. Dai controlli effettuati sul Foglio ufficiale svizzero di commercio, risulta essere una donna residente nel Canton Argovia, cittadina rumena e titolare di un’azienda attiva nel settore informatico, in particolare nei campi del web design, della programmazione e della pubblicità digitale. Non è stato tuttavia possibile individuare alcun legame ufficiale tra questa attività e la piattaforma ‘svra-ch’.
Frasi ambigue
Un aspetto significativo è che la titolare dell’azienda di Giubiasco non ha mai preso contatto con questa piattaforma né le ha richiesto alcun servizio. Il contenuto della comunicazione, tuttavia, è formulato in modo tale da poter facilmente trarre in inganno e indurre persone ignare a effettuare il pagamento. Nel testo che accompagna la fattura si legge infatti che “i dati della vostra azienda sono stati pubblicati, tra l’altro, nel registro delle imprese. Dopo il pagamento delle tariffe indicate di seguito, l’inserimento nel nostro elenco con i servizi corrispondenti avverrà. In caso di mancato pagamento o accettazione, ci riserviamo il diritto di cancellare i vostri dati”. Proprio queste affermazioni sollevano diversi interrogativi: a quali dati si fa riferimento e da dove verrebbero eventualmente cancellati? Se si trattasse delle informazioni presenti nel registro di commercio del Cantone Ticino, è evidente che la piattaforma non avrebbe alcuna competenza in merito. D’altro canto, verificando il sito indicato, i dati dell’azienda di Giubiasco non risultano nemmeno pubblicati. L’intento ingannevole della lettera appare quindi evidente. Nel testo non viene fornita alcuna reale presentazione della piattaforma né sono descritti in modo chiaro i servizi offerti, mentre risulta ben evidenziato l’invito a saldare entro pochi giorni una somma che supera di quasi quattro volte la tassa ufficiale prevista per l’iscrizione al registro di commercio cantonale.
L’avvertimento beffardo
Nella comunicazione si legge inoltre che “il trattamento e la pubblicazione avverranno dopo l’avvenuto pagamento. La responsabilità per l’accuratezza dei dati spetta all’azienda registrata. Le modifiche o cancellazioni devono essere comunicate tempestivamente a svra-ch. La tariffa è una tantum”. Seguono poi l’elenco dettagliato delle voci di costo: importo di pubblicazione 322 franchi, inserimento delle informazioni aziendali 40 franchi, inserimento dell’oggetto sociale 40 franchi, tassa amministrativa 120 franchi. Totale: 522 franchi. Nella lettera si specifica inoltre che la somma dev’essere versata entro dieci giorni tramite il bollettino allegato e che l’iscrizione avverrà solo dopo il pagamento. Non manca un particolare che suona quasi beffardo: nello stesso documento compare anche l’avvertimento: “Avviso importante: attualmente sono in circolazione fatture false che somigliano alle nostre comunicazioni”. La titolare dell’impresa di Giubiasco, scampata al raggiro, tira un sospiro di sollievo: «Per fortuna non ho pagato quella somma. Mi sembrava strano dover versare altro denaro dopo aver già dato 166 franchi per l’iscrizione. Mi chiedo quante persone possano essere state ingannate e abbiano saldato fatture salate senza rendersi conto di essere vittime di un raggiro». Nei prossimi giorni la donna presenterà denuncia alla polizia. Una vicenda che invita a tenere sempre alta la guardia di fronte a richieste di pagamento sospette e a rivolgersi agli uffici competenti in caso di dubbio.
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