La boxe come disciplina per percorsi educativi
Fernandes: ‘Lo sport è rispetto, condivisione e inclusione’
D.L
Utilizzare i valori del pugilato (spirito di sacrificio, rispetto delle regole e dell’avversario, disciplina) al di là dell’ambito prettamente agonistico, per promuovere inclusione sociale, pari opportunità e crescita personale tra i giovani, coinvolgendo anche i ragazzi problematici, le vittime di bullismo, di mobbing o di marginalità e disagio sociale. Il progetto lo porta avanti, sin dalla fondazione del Boxing Club Locarno nel 2010, l’allenatore e responsabile del sodalizio Americo
Fernandes. Un lavoro che non solo valorizza il pugilato, ma offre ai ragazzi modelli motivazionali e strumenti per crescere consapevolmente, allontanandoli da pericolose derive e trasmettendo loro i valori essenziali e le regole del vivere civile. Ovviamente nella palestra della Morettina, sede degli allenamenti del club, si apprendono anche tecniche utili alla difesa personale qualora fossero necessarie, e a non usarle per prevaricare gli altri o nelle risse da strada. «Insegniamo a ragazze e ragazzi non solamente gli aspetti formativi del pugilato (controllo dell’impeto e della violenza), insegnando il rispetto dell’altro e del proprio sacrificio» spiega l’allenatore locarnese, che per questo suo prezioso lavoro è pure stato premiato con ‘L’Impronta Viola’, il riconoscimento che, su intuizione di Stelio Mondini, dal 2005 unisce sport, cultura e socialità. «Sono sempre più numerosi gli adolescenti e i genitori di ragazzi problematici che si rivolgono al nostro sodalizio per sperare in questa forma di aiuto. Una disciplina, quindi, che presa nel modo giusto insegna anche a vivere meglio, ad avere autostima e fiducia in sé stessi e a nutrire rispetto nei confronti di tutti. Molti di loro riescono, grazie a Dio, a girare pagina e uscire da situazioni di fragilità interiore grazie anche al nostro supporto».
Sguardo rivolto ai Campionati nazionali juniores
Un profondo e costante impegno per il benessere fisico e psichico dei giovani, sfruttando il potere dello sport per trasformare vite e comunità. Ma non solo, perché, ovviamente, chi pratica questa disciplina condivide la preparazione con altri coetanei motivati a creare nel gruppo un elevato senso di aggregazione sociale e di fratellanza sportiva. «Dal profilo agonistico, attualmente siamo un grande cantiere aperto. Nel settore del pugilato, stiamo lavorando con un obiettivo chiaro: i Campionati svizzeri juniores (sotto i 19 anni) che ospiteremo alla palestra della Peschiera di Locarno il 19 e 20 settembre. Quindi, da qui in poi, i tornei che ci vedranno al via con i nostri bravi giovani (come il Campionato svizzero interno e ticinese di Boxe che si terrà a Lugano il 2 e 3 di maggio) serviranno da test. Ci permetteranno di capire a che punto siamo con la preparazione. Sul ring saliranno per la prima volta quasi tutti i nostri atleti, che sono debuttanti. Una decina di giovani che dovranno dimostrare di saper gestire le emozioni tipiche di questi momenti. Stiamo preparando al meglio anche tre ragazze promettenti, che dovranno dimostrare di saperci fare con i guantoni al loro debutto ufficiale sul ring. Sono fiducioso, sono motivate a fare bene e si stanno impegnando a fondo per raggiungere i propri obiettivi».
Accanto alla pura boxe tradizionale, alla Morettina si insegna anche la Light boxe, che non contempla il contatto fisico duro: «Siamo reduci da un raduno svoltosi nel Canton Basilea dove i nostri atleti hanno colto dei buoni risultati. Sono soddisfatto della prestazione d’assieme della squadra – osserva Fernandes –, che conferma il grande interesse per quest’arte pugilistica che richiede intensità ma che evita colpi che possono far male. Li accompagniamo nel loro percorso sportivo allenandoli al meglio». Dentro e fuori dal ring.
LOCARNO E VALLI
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2026-04-04T07:00:00.0000000Z
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