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Il micro info point e il museo per valorizzare la cultura locale

I due nuovi progetti della Fondazione Monti di Dunzio

Di D.L.

L’attrattività dei paesi di montagna passa anche attraverso la riqualificazione del patrimonio edilizio. È questo il presupposto da cui è partito, nel 2021, l’imponente lavoro di valorizzazione del comparto dei Monti di Dunzio condotto dall’omonima Fondazione. Ripristinare il patrimonio storico-paesaggistico del monte valmaggese, recuperarne le testimonianze agro-forestali del passato (come la ‘Grà d’la Licia’, la ‘Grà du Bico’ e il vecchio apiario ‘Vigèra’ ne sono una chiara testimonianza) sono alcune delle tappe di questo progetto di rinascita condotto dal Consiglio di fondazione guidato da Domenico Paladino. Il bilancio dell’attività svolta nel 2025 è stato trasmesso di recente ai soci e fa stato di ulteriori e significativi interventi di rilancio di questo “ecomuseo a cielo aperto”.

Così piccolo da entrare nel Guinness

La rinascita di questo pittoresco borgo rurale immerso nel verde della natura toccato, nei decenni del dopoguerra, da un vento di disgregazione e di abbandono, grazie alla tenacia della Fondazione ha preso slancio e vigore. Il lancio di ripetute azioni per valorizzare la memoria e il patrimonio storico fa stato di due ulteriori opere allo studio: la creazione di un Infopoint e quella di un piccolo museo. Nel primo caso, come si legge nella circolare trasmessa a tutti i portatori d’interesse, sorgerà nella storica Grà Morètt, donata alla Fondazione da un privato. Nonostante le dimensioni contenute (da ‘Guinness dei primati), il piccolo edificio verrà trasformato in un accogliente e moderno spazio informativo destinato ai turisti di passaggio e alle scolaresche che, si spera, approfitteranno dell’offerta didattica. Lì troveranno gli spunti e le indicazioni per scoprire la storia di Dunzio e le sue peculiarità.

Per quanto riguarda il museo, invece, ubicato lungo la via storica che attraversa il villaggio, anch’esso frutto di una donazione da parte di un privato, diventerà il cuore pulsante del progetto. Destinato a suscitare sicuro interesse tra i visitatori, custodirà le testimonianze del passato di una comunità dedita all’agricoltura, con una collezione di utensili, reperti agricoli e oggetti di allora che permettono di entrare in contatto con i molteplici aspetti della vita della montagna, dal lavoro ai riti quotidiani. Un’epoca lontana, dove la tecnologia era assente e l’esistenza era costellata da strumenti semplici ma funzionali ed efficaci. Un museo insomma attraverso cui esprimere l’essenza profonda della storia umana e sociale del luogo. Due progetti che contribuiranno al percorso di crescita del piccolo nucleo che non vuole essere solo un luogo di quiete e bellezza paesaggistica per i fine settimana, ma un vero e proprio laboratorio di rinascita, un esempio concreto di come la tenacia e la visione possano trasformare le difficoltà in opportunità straordinarie. Anziché arrendersi a un destino apparentemente segnato, la Fondazione ha deciso di invertire la rotta, dimostrando come anche un piccolo borgo possa ritrovare la sua identità e offrire nuove prospettive ai suoi residenti e a chi decide di visitarlo. A tal proposito ricordiamo che dallo scorso autunno è nuovamente possibile raggiungere la località grazie alla strada forestale completamente risanata grazie all’importante investimento sostenuto dal Comune di Maggia (e col sostegno di Cantone e Confederazione). La nuova gestione del collegamento prevede l’incasso di una tassa di transito che serve alla copertura dei costi di manutenzione e amministrazione della strada (maggiori ragguagli sul sito www.maggia.ch/files/2025_info_popolazione_strada_dunzio.pdf ). Segnaliamo, in conclusione, che dal rapporto sull’attività 2025 emerge una situazione finanziaria sana. Ciò che ha garantito di avviare i progetti sin qui programmati. Va da sé che per gli investimenti previsti, il Consiglio di Fondazione conta anche in futuro sul sostegno di enti pubblici e privati.

LOCARNO E VALLI

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2026-04-25T07:00:00.0000000Z

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https://epaper.laregione.ch/article/281638196798613

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