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Percorso invernale Rivalago, il test ha dato esito positivo

Soddisfa la stagione di prova del percorso aperto a tutti e il bilancio è positivo. La presidente del Patriziato Rachele Allidi: ‘Riproporremo l’iniziativa’

Di Serse Forni

Soddisfa la stagione di prova della passeggiata aperta a tutti, attraverso il sedime del lido. La presidente del Patriziato, Rachele Allidi: ‘Verrà riproposta il prossimo autunno’.

È stato ben frequentato e il bilancio dell’esperienza è positivo. Il percorso sulla riva del Lago Maggiore, aperto a tutti per la prima volta lo scorso autunno, sul sedime del Lido patriziale di Ascona, è stato chiuso per la bella stagione.

«Lo scorso 20 aprile si è tenuto un incontro con Antonio De Nigris, capo dell’Ufficio cantonale del demanio, i servizi comunali e quelli patriziali, per fare il punto su questo primo anno – afferma la presidente del Patriziato di Ascona Rachele Allidi –. Nel complesso, non sono emerse criticità di rilievo, fatta eccezione per sporadici comportamenti non conformi alle prescrizioni indicate sui cartelli esposti alle entrate, in particolare in relazione al divieto di accesso ai cani e a quello di accendere fuochi».

Va detto che le regole fissate sul percorso, per altro ben delimitato, sono state volute e concordate per spingere al rispetto del sedime e del territorio. Sull’affluenza non ci sono dati: «Tuttavia – afferma l’intervistata – l’impressione avuta è che le persone che ne hanno approfittato siano state molte. E tutte hanno gradito la novità. Tanto che il prossimo autunno si prevede di riproporre l’apertura, fatti salvi alcuni adeguamenti puntuali del tracciato, per tener conto della preparazione del manto erboso e della spiaggia in vista dell’avvio della successiva stagione balneare e delle esigenze di manutenzione del patrimonio arboreo. Un patrimonio che viene gestito secondo un piano stabilito dagli specialisti e che prevede interventi costanti, sia per il taglio sia per la messa a dimora di piante».

La passeggiata invernale in riva al lago, tra acqua e natura, è lunga diverse centinaia di metri e attraversa un’area che negli anni passati era chiusa al pubblico durante il periodo freddo. Il tracciato parte dal sentiero che costeggia il golf e si sviluppa fino al bagno pubblico, per poi riallacciarsi a via Albaredo. Questo permette di camminare comodamente e senza ostacoli, e per la maggior parte del tempo sul bordo dell’acqua, dal Porto alla piazza del Borgo.

Idea nata da una partnership

L’idea era nata da una partnership fra i diversi enti e la gestione è stata affidata a Comune e Patriziato: «Come è risultato anche dalla riunione dello scorso 20 aprile, la collaborazione si è rivelata pienamente soddisfacente per le parti coinvolte». Va detto che la proposta ha generato alcuni costi, sia per il Comune sia per il Patriziato, non compensati da introiti. «È giusto così – afferma Allidi –. Il nostro è un ente che lavora a favore dell’intera cittadinanza, anche con proposte che non generano introiti». Rientra fra queste il frutteto pubblico: «Esatto. Lo abbiamo creato nel 2019 con l’intento di favorire la biodiversità, l’educazione ambientale e la scoperta delle specie. Allo stesso tempo è uno spazio di svago e incontro che si adatta a tutti coloro che vogliono trascorrere il proprio tempo libero circondati dalla natura. Pure in questo caso c’è stata collaborazione con il Comune, che ha donato cinque panchine, mentre la nostra Azienda forestale ha realizzato una fontana». Il frutteto si trova sul percorso pedonale che costeggia il campo da golf. Un’area particolare, curata e attrezzata, dove si può sostare per immergersi e godere della natura circostante in tutto relax; per chi desidera mantenersi in forma, sono a disposizione degli attrezzi da fitness a misura di adulto e di bambino. «Il tutto è gestito direttamente dall’Azienda forestale del Patriziato, con il supporto di un giardiniere esterno, ed è progettato seguendo un percorso a spirale: si parte idealmente da una zona collinare, dove la vegetazione si sviluppa senza l’intervento dell’uomo, passando attraverso arbusti, vite e piante da frutto, terminando con un labirinto di bacche commestibili, emblema dello straordinario lavoro dell’uomo sulla natura». Al suo interno (su un’estensione di circa 3’500 metri quadrati liberamente accessibili da parte del pubblico) si possono trovare un centinaio di arbusti di bacche differenti come l’uva spina, mirtilli e ribes, una cinquantina di piante da frutta e diverse centinaia di fragoline di bosco. «Fra le essenze presenti, molte sono considerate specie antiche, come il biricoccolo, o provengono da ProSpecieRara – conclude la presidente del Patriziato –. Da una parte questo spazio pubblico è nato per permettere a tutti di raccogliere i frutti, anche se (nota dolente) c’è purtroppo chi arraffa a più non posso, incurante dell’anima sociale e del rispetto per gli altri fruitori del luogo; dall’altra riveste uno scopo didattico a favore degli alunni delle scuole. Vengono pure organizzate visite guidate ad hoc per gruppi specifici che ne fanno richiesta. A fine maggio, ad esempio, ospiteremo l’associazione Amici del museo di Ascona con un’iniziativa legata al ruolo della frutta e della natura nell’arte».

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