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Capanna Soveltra, ricostruzione più veloce dell’iter giudiziario

Oltre un anno fa il ricorso del pp al Tribunale federale

Di Sascha Cellina

È con la “nota dolente” della vertenza giudiziaria relativa all’incendio del 2017 alla capanna Soveltra ancora aperta, che sabato 25 aprile a Lodano si è tenuta l’annuale assemblea della Società Alpinistica Valmaggese, presieduta proprio da quell’Arturo Rothen che ormai da quasi nove anni attende di mettere un punto alla questione. Sì perché come confermato durante la riunione, dopo che a inizio 2025 la Corte di appello e revisione penale (Carp) aveva respinto il ricorso presentato dal procuratore pubblico Moreno Capella e confermato quindi il proscioglimento di Rothen dall’accusa di incendio colposo, come deciso nell’aprile 2024 dalla Pretura penale di Bellinzona nel processo-bis – il numero uno della Sav era infatti stato condannato in prima istanza nell’ottobre 2021 a una pena pecuniaria sospesa, sentenza poi ribaltata dopo che la stessa Carp aveva accolto il ricorso del suo legale, Marco Broggini –, lo stesso pp ha poi deciso di presentare (il 28 febbraio 2025) un ulteriore ricorso all’ultimo organo giudiziario possibile, il Tribunale federale. Ricorso che, nonostante sia pendente da oltre un anno, secondo nostre informazioni non è ancora stato intimato all’imputato.

I fatti risalgono, lo ricordiamo, al pomeriggio del 2 ottobre 2017, quando le fiamme divampate dal sottotetto a causa – si scoprì in seguito – di un difetto di costruzione della canna fumaria, divorarono la capanna posta a 1’530 m e ricavata da un vecchio stallone dell’alpe edificato nel 1927 dal Patriziato di Prato Vallemaggia, poi ceduto in diritto di superficie (in scadenza nel 2027) alla Sav, che lo aveva trasformato in capanna, inaugurata nel 1999 e gestita fino al rogo del 2017. Nessuno rimase ferito, ma la struttura fu gravemente danneggiata. Peraltro a pochi anni da una ristrutturazione che l’aveva portata a disporre di 40 posti letto, una cucina a gas e legna, servizi igienici, una sala per seminari e 22 posti letto, suddivisi in quattro camere.

Il tema è stato toccato da Rothen nella sua lunga relazione presidenziale su un 2025 definito “intenso”, nella quale ha trovato ampio spazio proprio la ricostruzione dell’alloggio alpino Soveltra, le cui opere sono iniziate il 15 giugno e concluse, per la stagione invernale, il 20 settembre, con un investimento di circa 400mila franchi. L’architetto Marzio Demartini ha illustrato quanto eseguito così come quanto previsto nel 2026, confermando inoltre che la situazione finanziaria aggiornata rispecchia quanto votato dall’assemblea nel 2025, ossia un investimento di 1,09 milioni di franchi.

Nel 2025 leggera perdita per la Sav

Trattati anche gli argomenti del nuovo sito della Sav, le decisioni e risoluzioni della Fat, il contributo per la perdita di guadagno dalle capanne a seguito del nubifragio del giugno 2024 (in particolare il contributo di 34mila franchi dalla Catena della Solidarietà) e la situazione economica della società, che ha registrato una leggera perdita d’esercizio di 4mila franchi (ma con un ammortamento sugli immobili e rettifiche di valore di 26mila). Citati anche il workshop per i guardiani volontari, le gite e l’organizzazione del 40° della prima capanna al Pian di Crest (1984).

Relazione presidenziale, conti 2025, riversamento del contributo di solidarietà dal conto Pian di Crest a favore della ricostruzione dell’alloggio alpino Soveltra e tre regolamenti sono stati tutti accettati dai soci presenti. In conclusione dei lavori sono inoltre stati ricordati per l’impegno a favore del sodalizio Milena Giorgietti (11 anni nel comitato direttivo), Fiorenzo Derungs (oltre 50 anni quale responsabile delle capanne Pian di Crest e del rifugio Fiorasca) e Fiorenzo Soresini (40 anni di collaborazione).

LOCARNO E VALLI

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2026-04-30T07:00:00.0000000Z

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