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Dezonare? ‘Quartieri salvati dalla fusione’

Lo ha detto il sindaco di Bellinzona incontrando la popolazione durante il tour municipale. Dalla sala tante richieste e un problema: i posteggi, che ci sono ma...

Di Marino Molinaro

Preonzo e i suoi problemi. Piccoli e locali, com’è logico attendersi da un quartiere di nemmeno 700 anime distante una dozzina di chilometri dal centro della capitale. E com’è emerso durante l’incontro di giovedì scorso fra la popolazione e il Municipio cittadino. Preonzo che se fosse rimasto Comune, anziché unirsi con Bellinzona nel 2017, a questo punto si ritroverebbe una bella gatta da pelare, al pari di molti Comuni ticinesi e di quasi tutti gli altri quartierini della capitale divenuti tali con l’aggregazione. Ossia il marcato sovradimensionamento del Piano regolatore. In parole povere, quanta zona edificabile c’è più del necessario rispetto alla crescita demografica e lavorativa prevista nei prossimi 15 anni. Nella top 5 cantonale, ricordiamo, c’è Blenio col 985%, quando il limite massimo ammesso dalla Confederazione è del 120%. Soglia critica oltre la quale bisogna dezonare terreni (cioè renderli inedificabili, con importanti perdite per i proprietari evidentemente preoccupati, anche perché non vi è garanzia d’indennizzo) o declassarli (cioè ridurre gli indici, idem come prima).

La vecchia città ha compensato il surplus degli ex Comuni Arno Ottini,

E uno a cui non sfugge nulla e che giovedì ha stabilito il nuovo record di interventi dalla sala, la domanda l’ha posta: «Dobbiamo temere qualcosa?». No, perché è da un anno esatto che si sa quanto segue: stando ai calcoli eseguiti nel 2023 dalla Città e certificati nel 2025 dal Dipartimento del territorio, Bellinzona si assesta al 113%. Lo ha ribadito il municipale Mattia Lepori, capodicastero Territorio e mobilità, rimarcando che il risultato è stato facilitato anche dalla crescita demografica sin qui registrata specialmente nella zona centrale, la quale in ottica futura segna un trend che risulta essere favorevole al calcolo della contenibilità del Piano regolatore. Quello che non si sapeva, rispetto a quanto comunicato un anno fa dal Municipio in un comunicato, lo ha esplicitato il sindaco Mario Branda: «Preonzo da solo era molto sovradimensionato, e con esso la maggior parte degli altri quartieri periferici. I quali, aggregandosi, hanno potuto beneficiare del tasso assai contenuto e riequilibrante della vecchia Bellinzona e di Giubiasco», le zone più densamente popolate. Periferia che tira dunque un sospiro di sollievo, al contrario di altri Comuni del distretto. Emblematico il caso di Lumino, il cui Municipio confrontato a un ostico 359% lo scorso autunno ha chiesto al Consiglio di Stato di rivedere il metodo di calcolo. Questo mentre i tre Comuni bleniesi trovandosi ben oltre il limite difendono lo statuto di periferia della periferia, cui sarebbe ingiusto imporre un sacrificio simile in termini di aree edificabili, pena una drastica riduzione dell’attrattiva per nuovi abitanti e insediamenti.

Si diceva dei piccoli problemi locali. Tra i vari emersi, anche qui come negli altri quartieri spicca quello dei posteggi. Strano, perché nel dicembre 2023 veniva aperto il nuovo parcheggio con 27 stalli ricavato vicino alla scuola, sulla stradina che collega il nucleo al campo sportivo. Progetto da 460mila franchi concretizzato per sgravare la piazza del paese il cui nuovo arredo era stato inaugurato due anni prima, con tanto di divieto di parcheggio al di fuori degli stalli demarcati. Risultato: la sera dell’incontro col Municipio ogni posto disponibile in piazza era occupato, mentre il nuovo parcheggio era deserto. Fra gli abitanti il malcontento serpeggia perché quest’ultimo è gestito in modalità disco blu con sosta diurna massima di 4 ore e notturna illimitata fra le 20 e le 8 del mattino. Una soluzione voluta dal Municipio, si narra, per non creare disparità con gli altri quartieri e i rispettivi parcheggi pure collocati nei pressi delle scuole e occupati durante il giorno anche dagli insegnanti. Va da sé che la richiesta a Preonzo è di trasformare i posteggi blu in bianchi con libero utilizzo. Forse aiuterebbe a sgravare un pochino la piazza e il nucleo, dove come detto i veicoli abbondano e dove la carenza di spazio impedisce ai proprietari di fondi e case di realizzare posteggi privati; tanto più che nel corso degli anni sono stati chiamati a pagare contributi sostitutivi assai salati e – stando a una testimonianza – troppo spesso si vedono veicoli occupare ogni angolo, compreso il prato. Cosa non confermata dall’agente di polizia responsabile del quartiere, secondo cui dalle ronde quotidiane non emergono troppe irregolarità (comunque all’occorrenza sanzionate).

Spogliatoi, palestra, stradine, ruscellamenti, bagnanti...

Dal profilo infrastrutturale, è stata ribadita la vetustà degli spogliatoi del campo sportivo e della palestra delle scuole. Nel primo caso il Patriziato proprietario medita il rifacimento e gradirebbe un sostegno comunale, dopo quello già riconosciuto per il campetto sintetico; quanto alla palestra, non figura fra gli investimenti dei prossimi cinque anni, manutenzione a parte. Sollecitate poi migliorie alle stradine di campagna e alla strada dell’argine; chiesto anche un collegamento ciclabile con Lodrino, facile a dirsi ma che richiede una valutazione con le autorità di Riviera e con la Commissione regionale dei trasporti Tre Valli. Segnalata poi l’occupazione abusiva di prati e stradine da parte dei bagnanti e camperisti che nella bella stagione si recano con i loro veicoli al laghetto. Quanto ai persistenti ruscellamenti dalla montagna, all’origine di problemi per le abitazioni vicine, il municipale Henrik Bang ha spiegato che il Dicastero opere pubbliche ha progettato le vasche di contenimento e che si confida ora nei sussidi cantonali.

«E se scoppia la guerra, dove andiamo?». La domanda, affatto banale coi tempi che corrono, mirava a capire se vi è un numero sufficiente di rifugi pubblici. La risposta è no, essendo la copertura bellinzonese dell’87%; ma nuove strutture sono in vista per colmare il deficit collaborando con la Protezione civile. A chi, poi, ha lamentato il salasso nella bolletta elettrica il municipale Mauro Minotti ha ricordato che Amb applica le tariffe più basse del Ticino, appesantite dalle tasse federali. Infine una micro-richiesta: un’allieva delle Elementari ha sollecitato la posa di un canestro da basket, per migliorare l’offerta di svago. Suggestione portata avanti anche dal gruppo genitori e presa in considerazione dal municipale Vito Lo

Russo. Quanto alle Elementari, l’anno prossimo le sezioni passeranno da due a tre (una multiclasse in più) grazie all’aumento del numero di allievi. Nota positiva purtroppo non emersa pubblicamente.

BELLINZONA E VALLI

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2026-05-12T07:00:00.0000000Z

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