Tra tante salite un po’ di discesa
Con l’inaugurazione del rinnovato stabilimento allo Zandone la storica azienda ha concluso la strategia (da oltre 35 milioni) di consolidamento
Di Sascha Cellina
«Di salite ne abbiamo ancora molte davanti a noi, ne siamo consapevoli, ma oggi effettivamente ci sentiamo un po’ come al termine della tappa regina di un grande giro ciclistico».
E di pedalate – per restare nel paragone utilizzato da Juri Cugini, responsabile Operation & Quality di United Machining, divisione alla quale appartiene la storica azienda di Losone Agie Charmilles – ne sono state fatte parecchie per arrivare al traguardo raggiunto: la conclusione del rinnovamento dello stabilimento allo Zandone, l’area industriale del comune sulla sponda destra della Maggia inaugurata oggi nella sua interezza alla presenza delle autorità comunali e cantonali.
Azienda (e presenza in Ticino) rafforzata dal passaggio di proprietà
Una fine (dei lavori) che rappresenta, in realtà, un nuovo inizio per un’azienda tra le più importanti e riconosciute al mondo nell’offerta di soluzioni complete – in particolare legate alla tecnologia dell’elettroerosione – per i produttori di componenti, strumenti di precisione e per l’industria degli stampi. A maggior ragione se si considera che questo traguardo arriva a meno di un anno dal passaggio, per 630 milioni di franchi, dalle mani della Georg Fischer di Sciaffusa alla bernese United Grinding Group, operazione che ha dato vita alla United Machining Solutions, leader mondiale nel settore delle macchine utensili con oltre 1,5 miliardi di franchi di cifra d’affari.
«L’aspetto importante è che questa unione non ha portato a una sovrapposizione dei prodotti: facciamo cose diverse, ma parliamo la stessa lingua – ad esempio, entrambi siamo attivi nel campo dell’aeronautica e dell’industria energetica – e per questo possiamo sfruttare diverse sinergie», ha sottolineato il presidente Ivan Filisetti. Gli ha fatto eco Cugini, che ha parlato di un’operazione che, in definitiva, ha «rafforzato – seppur in un contesto globale in cui le sfide di certo non mancano, a cominciare dalla situazione internazionale e di mercato – la nostra azienda e il nostro brand».
E proprio sul marchio e sul prestigio di Agie Charmilles ha posto l’accento il Ceo di United Machining Solutions, Stephan Nell, evidenziando come «un brand debba suscitare emozioni, identità e fierezza: aspetti che non si possono comprare, ma che vanno costruiti grazie a persone motivate che si identificano in quel marchio, com’è il caso di Agie Charmilles». Nell ha inoltre ribadito che «Losone è tra i siti più importanti del nostro gruppo, sia per le persone sia per la tecnologia di cui dispone, e tutto rimarrà qui. Qualcuno afferma che non sia possibile, a lungo termine, mantenere attività come questa in Svizzera, ma con investimenti e innovazione è possibile e continueremo a lottare per dimostrarlo».
Una storia importante tra investimenti, formazione e legame con il territorio
Agie Charmilles sembra dunque destinata a proseguire in Ticino, e in particolare a Losone, la sua lunga storia, ripercorsa dal presidente Filisetti. Tra le tappe ricordate figurano la nascita a Muralto nel 1954, il trasferimento e lo sviluppo a Losone – prima nella zona Saleggi e in seguito anche allo Zandone –, la distruzione causata dall’alluvione del 1978, la prima joint venture (accordo strategico) nel mondo della macchina utensile realizzata in Cina nel 1993, l’entrata nel gruppo Georg Fischer nel 1996 e la conseguente fusione con Charmilles, la crisi dei subprime del 2010 e infine, oltre al recente cambio di proprietà, il consolidamento a Losone. Quest’ultima fase, costata circa 35 milioni di franchi, ha visto l’azienda investire in modo continuo dal 2009 nello stabilimento losonese, che con i suoi circa 450 dipendenti è tra i più rilevanti non solo del Locarnese, ma dell’intero Ticino. Un primo passo concreto era stato compiuto nel 2014 con la realizzazione della mensa, seguito da numerosi interventi di ammodernamento. Nel 2022 è poi avvenuto quello che è stato definito «un passaggio strategico fondamentale», ossia l’unificazione dei due stabilimenti dei Saleggi (la storica sede di via dei Pioppi) e dello Zandone, con la vendita del primo – nel frattempo riqualificato e oggi sede, tra le altre cose, di un albergo, un asilo nido e diversi spazi commerciali e amministrativi – e il trasferimento degli uffici nel secondo, dove era già presente la produzione. Produzione che è stata, in questi anni, al centro dell’ultima fase del processo di ammodernamento. In particolare, la vecchia ala est è stata demolita per lasciare spazio – non senza difficoltà, visto che nel frattempo l’attività è proseguita – a un edificio di due piani da 7mila metri quadrati ciascuno. Al piano terra trovano posto la logistica, il controllo qualità e il laboratorio di sviluppo tecnologico dell’elettroerosione, con il generatore di impulsi – sviluppato e prodotto in loco – che rappresenta il cuore di questa tecnologia. Al piano superiore si trova invece, su oltre 1’400 metri quadrati, il Centro di formazione, che ogni anno consente di formare una quindicina di apprendisti in cinque professioni diverse. La sua importanza è stata sottolineata sia dal presidente dell’azienda («il nostro centro di formazione è equipaggiato con un parco macchine unico nel nostro cantone, che permette di imparare la meccanica a 360 gradi») sia dal sindaco di Losone Ivan Catarin e dal direttore della Divisione dell’economia del Canton Ticino Stefano Rizzi. Quest’ultimo ha indicato Agie Charmilles come un «esempio di impresa che da anni investe con convinzione per rinnovarsi nonostante un contesto non facile», creando «un circolo virtuoso inserito in un cantone, il Ticino, che ha le carte in regola per favorire questo tipo di sviluppo». Catarin, dal canto suo, ha evidenziato «il sostegno che Comune e Patriziato da sempre danno all’azienda» e «il legame indissolubile con il territorio, che ha contribuito – ad esempio attirando famiglie e altre imprese – a sviluppare».
Un legame e uno sviluppo che, come detto, proseguiranno attraverso la presenza importante e consolidata a Losone di un’azienda che vanta oltre 700 brevetti e le cui macchine utensili – alcune costruite negli anni 80 e tuttora funzionanti – plasmano il nostro quotidiano più di quanto si possa immaginare. Contribuiscono infatti a creare oggetti di uso comune, dai coperchi degli yogurt ai mattoncini Lego, dagli orologi meccanici ai componenti per aerei, fino agli strumenti medici... «Con questa importante inaugurazione – hanno concluso Filisetti e Cugini – si chiude un ciclo e possiamo tornare al cento per cento a sviluppare i nostri macchinari e a seguire i nostri clienti. E siamo felici di poterlo fare con la convinzione di sempre: dal Ticino e da Losone, dove vogliamo rimanere il più a lungo possibile».
LOCARNO E VALLI
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2026-05-30T07:00:00.0000000Z
2026-05-30T07:00:00.0000000Z
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