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La Elia Colombi Sa cede l’attività alla Valora Ag

Per la nuova proprietà non ci saranno licenziamenti

Di Sebastiano Storelli

Dal 1° agosto la Elia Colombi Sa passerà nelle mani della Valora Ag, leader nazionale del commercio al dettaglio. La direzione lo ha comunicato mercoledì con una lettera alla trentina di collaboratrici toccate dalla decisione. Una missiva nella quale, peraltro, si sottolinea come Valora abbia assicurato l’assunzione di tutto il personale di vendita. Un bel sospiro di sollievo per le dipendenti, chiamate questa mattina a un colloquio con la proprietà della Elia Colombi Sa. La Elia Colombi Sa è una ditta fortemente radicata sul territorio bellinzonese. Oltre alla cartoleria di via Dogana, possiede sei chioschi in città, uno a Faido e uno a Lugano (alla Pensilina). È in assoluto una delle ditte più antiche di Bellinzona, fondata nel 1848 con l’apertura di una tipografia da parte di Carlo Colombi e iscritta al registro di commercio dal 1883. Otto generazioni che nel corso di centocinquanta anni hanno contribuito a fare la storia dell’editoria bellinzonese.

‘Procedura non rispettata’

In totale, come detto, sono una trentina le dipendenti (tutte donne) toccate dalla decisione della proprietà. Dipendenti che, come conferma Paolo Locatelli di Ocst, «devono poter beneficiare degli effetti di una procedura di licenziamento collettivo. Procedura che segue un iter ben preciso: la direzione deve informare i dipendenti dell’arrivo a fine mese di una regolare lettera di licenziamento, questi hanno la possibilità di proporre alternative e di chiedere l’allestimento di un piano sociale».

Appare dunque chiaro come in questo caso non siano stati rispettati i tempi tecnici per un licenziamento collettivo, dal momento che le lettere sono partite martedì e il personale è convocato per oggi: «Siccome le collaboratrici sono state convocate a cadenza di dieci minuti, mi immagino che venga proposto loro di firmare seduta stante la lettera di licenziamento. Tuttavia, proprio perché non è stata rispettata la procedura per la disdetta collettiva, anche nel caso in cui qualche dipendente firmasse la lettera, il licenziamento sarebbe nullo».

La notizia del passaggio di mano non arriva, invero, come un fulmine a ciel sereno. Nel corso degli ultimi mesi si erano moltiplicate le voci in merito a una possibile vendita, ma fino all’altro giorno la ditta aveva sempre negato questa eventualità. D’altro canto, se Valora terrà fede agli impegni presi per l’assunzione di tutte le collaboratrici – e non c’è motivo di dubitarne –, il personale avrà la possibilità, come si suol dire, di cadere in piedi. «Per quanto riguarda il salario – aggiunge Locatelli –, la Elia Colombi Sa rispetta il minimo salariale cantonale, vale a dire 20,50 franchi all’ora. Con Valora, firmataria di un contratto collettivo, lo stipendio orario salirebbe tra i 22 e i 23 franchi. Tuttavia, alla luce del suo posizionamento di mercato, sembra poco probabile che Valora possa essere interessata a proseguire l’attività della cartoleria». In discussione, insomma, non c’è tanto la decisione di cedere l’attività, quanto la procedura adottata… «Dal punto di vista formale ci sta che la direzione abbia deciso di compiere questo passo, avrà i suoi buoni motivi. Tuttavia, esiste una procedura che deve essere seguita, a tutela delle lavoratrici, e che in questo caso è stata ignorata», conclude Paolo Locatelli.

Da noi contattata la direzione della Elia Colombi Sa ha deciso, per il momento, di non fornire precisazioni in merito ai motivi che l’hanno portata a cedere l’attività alla Valora Ag.

BELLINZONA E VALLI

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2026-07-10T07:00:00.0000000Z

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