Livello in picchiata, ecosistema in pericolo
M.M.
Il Lago Maggiore continua a perdere acqua a un ritmo preoccupante: da due settimane il livello medio si abbassa di quasi quattro centimetri al giorno. Tra le conseguenze di questa situazione c’è anche la sofferenza della fauna ittica del Verbano. A lanciare l’allarme è stato Marco Zacchera, componente italiano della Commissione italo-svizzera per la pesca nei laghi Maggiore e di Lugano: «Le secche fanno male a un ecosistema delicato, dal quale dipendono numerose specie animali». E la situazione è destinata a peggiorare, considerando che il livello del Verbano è sceso il 31 luglio fino a -41 centimetri rispetto allo zero idrometrico, a causa delle scarse precipitazioni e delle temperature elevate. Il risultato è che dallo sbarramento della Miorina, a Sesto Calende, non viene più rilasciata acqua verso il Ticino e l’approvvigionamento idrico destinato all’irrigazione della Pianura Padana risulta compromesso. Il progressivo arretramento delle acque sta trasformando anche il paesaggio del Lago di Lugano. Le rive si ampliano, lasciando spazio a distese di sassi, sabbia e fango, mentre i canneti rimangono esposti all’aria e iniziano a seccarsi. Si tratta di un fenomeno che non ha soltanto conseguenze paesaggistiche, ma che mette seriamente a rischio l’equilibrio dell’intero ecosistema lacustre. I canneti rappresentano infatti un habitat fondamentale per numerose specie animali, oltre a svolgere un’importante funzione di filtraggio naturale delle acque. Secondo gli esperti, le forti oscillazioni del livello del lago stanno compromettendo la riproduzione di diverse specie ittiche. Particolarmente colpito è il coregone lavarello, il pesce più importante per i pochi pescatori professionisti rimasti sul Lago Maggiore. Anche il progressivo aumento della temperatura dell’acqua rappresenta una minaccia: il mancato raffreddamento impedisce infatti il naturale rimescolamento degli strati del lago, riducendo la quantità di ossigeno nelle acque profonde e mettendo in difficoltà specie sensibili come le trote. La siccità incide inoltre sulla vegetazione sommersa e sui canneti. A peggiorare ulteriormente il quadro contribuisce la diffusione di specie invasive. Piante acquatiche come l’elodea nuttallii e la ludwigia grandiflora si stanno espandendo rapidamente, alterando l’equilibrio biologico del lago, riducendo l’ossigenazione delle acque e creando problemi anche alla navigazione. Solo pochi mesi fa amministratori locali e operatori turistici temevano che un livello eccessivamente alto del lago potesse ridurre le spiagge disponibili. Oggi l’emergenza è di tutt’altra natura: la crisi idrica, oltre a compromettere l’approvvigionamento d’acqua per l’agricoltura, mette a rischio la biodiversità e la stabilità di uno dei più importanti ecosistemi lacustri dell’area prealpina.
LOCARNO E VALLI
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2026-08-03T07:00:00.0000000Z
2026-08-03T07:00:00.0000000Z
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