Il geologo giramondo che allenava i ragazzi
Il geologo ucciso nella Repubblica Centrafricana
Commosso ricordo degli amici della Virtus per il 46enne rapito e ucciso giovedì in un attacco nella Repubblica Centrafricana. Si cercano gli assalitori, ignoto il movente.
È un cittadino locarnese, diplomato all’Università di Losanna, attivo come geologo esperto di esplorazione a capo di un progetto di ricerca nel settore minerario l’uomo rapito e assassinato tra giovedì 30 luglio e sabato 1° agosto nella zona di Imohoro, lungo la strada di Damara, nella Repubblica Centrafricana, a una cinquantina di chilometri dalla capitale Bangui. Lo hanno prelevato dalla sua auto giovedì, per trascinarlo con la forza in un luogo nascosto con un altro uomo, un sergente delle locali Forze armate (Faca) che viaggiava con lui e che fungeva, probabilmente, da guardia del corpo. Dopo alcune ore di prigionia, i due sono stati barbaramente assassinati. La notizia dell’uccisione è stata confermata anche dal Dipartimento degli affari esteri. Il 46enne locarnese risiedeva principalmente a Johannesburg (Repubblica del Sudafrica). Figura conosciuta in ambito scientifico (agli studi di psicologia aveva preferito la geologia), aveva creato una propria ditta in Ticino prima di iniziare – grazie all’esperienza maturata – le collaborazioni con le grosse multinazionali in varie parti del mondo (nel 2003 in Brasile, dove aveva conosciuto la moglie dalla quale ha avuto due figli e, in seguito, in Africa) nel campo della prospezione mineraria. Come riferiscono le autorità locali, ad agire sarebbe stato un gruppo di malviventi armati che si è scagliato sul tecnico e sull’accompagnatore, facendo prigionieri entrambi prima di giustiziarli. Il decesso è stato confermato da un portavoce della magistratura inquirente in Bangui, sulla scorta dell’avvenuta identificazione dei due cadaveri individuati nella mattinata di sabato 1° agosto nella vegetazione. Secondo alcune testimonianze nell’area, ritenuta alquanto sicura rispetto ad altre zone della regione, operavano bande armate di criminali e anche istruttori militari russi della ex Wagner attivi al fianco delle forze locali per debellare le bande di ribelli (con agganci ai movimenti jihadisti) attratti dalle prospettive di guadagno dai minerali strategici presenti nel Paese (già confrontato con una nuova ondata di ebola). Il 46enne operava alle dipendenze della compagnia mineraria emiratina “Admog Gold”, attiva nell’esplorazione e nello sviluppo aurifero in Africa, in particolare nella Repubblica Centrafricana e stava compiendo delle ricerche geologiche. Secondo una fonte locale ben informata, sembra addirittura che, al momento del sequestro dei due, i rapitori abbiano chiesto un riscatto di svariati milioni di dollari ai familiari. Poi, all’improvviso, le trattative si sarebbero interrotte.
Un vuoto nel mondo della Virtus
Da oltre un ventennio attivo nel settore della ricerca di giacimenti, residente a Solduno ma patrizio di Tenero-Contra (ricopriva la carica di membro supplente del Patriziato), il geologo era un appassionato di natura e di sport. Aveva gareggiato come atleta quattrocentometrista per la grande famiglia della Virtus di Locarno della quale era in seguito diventato, nei ritagli di tempo, monitore e allenatore capace di coinvolgere i giovani. I vertici del sodalizio e i compagni di allenamento, scossi dalla tragica notizia, sul loro sito lo ricordano come un amico dallo spirito avventuriero, un giramondo gentile e cortese, dal carattere buono, disponibile e aperto, un bravissimo papà nonostante la lontananza da casa. Quando rientrava in Ticino, non mancava mai di rendere visita ai suoi compagni del club e anche dall’estero teneva regolari contatti con amici e parenti in Ticino. Di una settimana fa l’ultimo colloquio telefonico tra lui e i suoi compagni della Virtus.
PRIMA PAGINA
it-ch
2026-08-05T07:00:00.0000000Z
2026-08-05T07:00:00.0000000Z
https://epaper.laregione.ch/article/281638197012389
Regiopress SA