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‘Cure a domicilio, costi trasferiti sugli utenti’

Da inizio aprile pazienti chiamati alla cassa: sulla controversa misura il capogruppo socialista Durisch chiede al Consiglio di Stato dati e trasparenza

Di Andrea Manna

“La questione non è soltanto stabilire quanto risparmiano Cantone e Comuni. Occorre sapere quanto viene trasferito complessivamente sugli utenti, su quali persone si concentra il nuovo onere e se, a fronte di tale trasferimento, sia effettivamente riscontrabile quel contenimento della crescita delle prestazioni e dei costi che aveva contribuito a giustificare la misura. Se le prestazioni restano sostanzialmente invariate, non siamo di fronte a una diminuzione del costo delle cure, ma principalmente a un cambiamento di chi quel costo è chiamato a pagare”. Il capogruppo del Ps in Gran Consiglio Ivo Durisch spiega così il motivo dell’interrogazione indirizzata al governo con la quale torna sulla controversa misura della partecipazione dei pazienti di spitex (pubblici e privati) e infermieri/e indipendenti ai costi delle cure a domicilio. Proposto dal Consiglio di Stato e ancorato lo scorso dicembre dalla maggioranza del legislativo alla voce risparmi/tagli del Preventivo 2026 del Cantone, il provvedimento è stato messo in vigore dall’Esecutivo questa primavera, il 1° aprile. Cinquanta centesimi ogni cinque minuti di prestazione, sino a un massimo di 15 franchi al giorno: tale il contributo che l’utente è tenuto a versare. Nonostante proteste di piazza, petizioni e atti parlamentari, il Gran Consiglio, nella seduta tenutasi una ventina di giorni dopo l’introduzione della misura, ha mantenuto, anche in quell’occasione a maggioranza, la partecipazione degli utenti ai costi. “Uno degli obiettivi richiamati dal governo – scrive nell’interrogazione Durisch, tra i contrari alla misura – era il contenimento della crescita del volume delle prestazioni e dei relativi costi, grazie a una maggiore attenzione alle prestazioni ricevute e alla loro effettiva necessità. I primi riscontri parziali a nostra disposizione non sembrano tuttavia evidenziare una diminuzione apprezzabile del fatturato LaMal dopo l’introduzione della partecipazione: il fatturato appare sostanzialmente stabile dopo il primo mese. Questo non consente di escludere singoli casi di rinuncia, riduzione o posticipo delle cure, ma non sembra emergere, almeno allo stato attuale, un fenomeno generalizzato di rinuncia tale da produrre una contrazione visibile dei volumi economici. Se tale indicazione fosse confermata a livello cantonale, l’effetto finora più chiaramente misurabile del provvedimento sarebbe soprattutto un trasferimento di una parte del finanziamento dall’ente pubblico agli utenti, più che una diminuzione del costo complessivo delle cure. Per valutare correttamente questo punto – aggiunge il deputato socialista – occorre comunque confrontare il 2026 non soltanto con il 2025, ma anche con la tendenza degli anni precedenti”.

‘Serve un quadro preciso e dettagliato’

Interpellato dalla ‘Regione’, Durisch ritiene infatti che, per quel che riguarda il finanziamento pubblico dei servizi di cure a domicilio, «l’importo annuo complessivo di dieci milioni di franchi – quale risparmio stimato per Comuni e Cantone con l’entrata in vigore della misura, ovvero circa otto milioni di minore finanziamento comunale e due milioni di minore finanziamento cantonale – sia stato di fatto trasferito, perlomeno in gran parte, sugli utenti». Ciò perché «dai dati in mio possesso non risulta esserci stato, perlomeno in questi primi mesi di applicazione della misura, un calo di quanto i servizi di cure a domicilio fatturano a carico della

Legge federale sull’assicurazione malattie, la LaMal». Insomma, osserva il granconsigliere, «a sopportare l’impatto finanziario del provvedimento sarebbero gli utenti. Soprattutto quelli più fragili dal profilo della salute e da quello economico, visto che molti sono anziani con risorse limitate, i quali non rinunciano alle prestazioni sanitarie a domicilio, potendo così continuare a vivere a casa, sebbene questo comporti per loro notevoli sforzi finanziari. È però importante avere un quadro preciso e dettagliato della situazione: è necessaria la massima trasparenza. Di qui la mia interrogazione».

E sono tante le domande che Durisch pone al Consiglio di Stato. Il capogruppo del Ps chiede fra l’altro “a quanto ammonta, mese per mese dal 1° aprile 2026 fino all’ultimo dato disponibile, la partecipazione lorda (ai costi delle cure a domicilio, ndr) complessivamente fatturata agli utenti, distinta fra servizi pubblici e privati”, e con quali effetti finanziari per Comuni e Cantone. Durisch chiede anche se sia possibile “suddividere gli utenti per intensità delle cure, indicando per ciascuna fascia numero di pazienti, ore medie di cura e partecipazione media e mediana”. E ancora: “Quanti utenti raggiungono il tetto di 15 franchi al giorno e per quante giornate al mese?”. E poi:

quale parte della partecipazione degli utenti ai costi “viene successivamente rimborsata attraverso le prestazioni complementari?”. “Come sono evoluti, mese per mese da gennaio 2025 all’ultimo dato disponibile, il fatturato LaMal, il numero di utenti, le ore di cura, le ore medie per utente e le giornate di intervento?”. Durisch chiede inoltre se dopo la messa in vigore del provvedimento siano stati rilevati “casi di rinuncia, riduzione o posticipo delle cure per ragioni economiche, oppure mancati pagamenti, richieste di dilazione, richiami o procedure esecutive”. L’impatto della misura sugli utenti di cure a domicilio è oggetto di un monitoraggio avviato dal Consiglio di Stato. Un monitoraggio che, ha indicato il governo rispondendo ai primi di agosto a un’interrogazione parlamentare di Giovanni Albertini (Avanti con Ticino & Lavoro), “permetterà di valutare in modo più dettagliato le segnalazioni che presentano delle condizioni di particolare fragilità e che potrebbero richiedere degli interventi di supporto. Questi rilevamenti continueranno nel tempo per permettere un’osservazione complessiva dell’evoluzione degli effetti della misura e saranno oggetto di regolari discussioni fra i servizi cantonali e i partner presenti sul territorio”. Si vedrà.

CANTONE

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2026-09-16T07:00:00.0000000Z

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