Raggiungere l’Everest in sella al Gottardo
L’11 settembre dell’anno prossimo il primo ‘Everesting Tremola’: si dovranno superare in dislivello gli 8’848 metri d’altezza del Tetto del mondo
Di Sebastiano Storelli
Fondo del Bosco, Motto Bartola, Ponte di Mezzo, Cappella dei Morti, Gane di S. Antonio da una parte; Khumbu Icefall, Cwm, Fascia Gialla, Colle Sud, Balcone, Hillary Step dall’altra. Cosa hanno a che fare i toponimi legati alla strada della Tremola con quelli che caratterizzano la scalata dell’Everest? A prima vista poco o nulla, è vero. Se non fosse che a legarli c’è proprio il nome della montagna più alta del pianeta e la speranza che, un giorno, i passaggi chiave della salita che da Airolo porta al Passo del San Gottardo diventino internazionalmente famosi quanto quelli che distanziano il campo base dalla vetta del Chomolungma.
Infatti, l’11 settembre 2027 la Tremola diventerà parte del circuito denominato Everesting, una nuova competizione ciclistica che, da qualche anno a questa parte, sta prendendo sempre più piede tra gli appassionati delle sfide estreme su due ruote. Certo, lungo le pendici del San Gottardo non vi sono né crepacci né valanghe e non si rischia di morire assiderati, ma il cimento è comunque epico. Si tratta infatti di superare, percorrendo una singola salita, un dislivello positivo equivalente all’altezza del Monte Everest: vale a dire 8’848 metri, nel caso della Tremola affrontando i 24 tornanti di una strada iconica come poche ce ne sono nell’arco alpino.
‘Community’ di migliaia di appassionati
La manifestazione è stata presentata mercoledì a Bellinzona, alla presenza di Georg Hochegger, fondatore di Jam15, società organizzatrice di Everesting, Juri Clericetti, direttore di Otr Bellinzona e Valli, e dei due testimonial Vincenzo Nibali e Guido Toscanelli. Nato una quindicina d’anni fa in Australia quale sfida personale tra ciclisti, l’Everesting ha conosciuto un forte sviluppo negli anni successivi alla pandemia, quando tre spagnoli hanno deciso di creare eventi locali e internazionali. In poco tempo si è venuta a formare una vera e propria “community”, che ha già portato ben 35’000 ciclisti di 124 nazioni a completare almeno un Everesting. «Quando abbiamo iniziato a immaginare una location in Svizzera, non stavamo cercando semplicemente una salita – afferma Georg Hochegger –. Cercavamo una strada che avesse già una storia propria. Sulla Tremola questa storia la respiri ancora prima di iniziare a pedalare».
Dieci salite, un’impresa
I chilometri da percorrere per ogni ascesa saranno 13,1, con un dislivello di 919 metri: per raggiungere e superare gli 8’848 metri dell’Everest saranno dunque necessarie dieci ascensioni. Che andranno fatte in un solo tentativo, quindi senza pause prolungate. «Quando ho pensato a quale salita ticinese sarebbe stata ideale per promuovere l’Everesting, non ho dovuto riflettere a lungo – ha aggiunto il campione italiano Vincenzo Nibali –. La Tremola è ideale per questo genere di manifestazioni, anche perché salita e discesa vanno a creare un circuito: si sale dalla Tremola e si scende dalla normale strada del passo». L’Everesting è nato come sfida individuale, ma si è trasformato in una vera e propria competizione. I circa 300 atleti attesi dagli organizzatori partiranno in due scaglioni distinti e il risultato cronometrico finale sarà composto dalla somma dei tempi stabiliti nelle dieci salite (le discese saranno neutralizzate). «Siccome siamo tutti consapevoli dell’imponente sforzo fisico richiesto da un Everesting, chi non dovesse sentirsi preparato per superare gli 8’848 metri richiesti può optare per soluzioni meno drastiche – ha aggiunto l’ex professionista italiano –: il Mezzo Everesting (4’424 metri), il Quarto di Everesting (2’212 metri) e l’Ottavo di Everesting (1’106 metri)». Inoltre, il dislivello complessivo può essere superato anche suddividendolo tra i componenti di una squadra: due atleti per il Mezzo (4’424 metri ciascuno), quattro atleti per il Quarto, otto atleti per l’Ottavo. All’interno di un team, i concorrenti scatteranno a due a due, scaglionati tra loro, e dovranno giungere assieme al traguardo.
L’Everesting, come detto, è una disciplina in forte crescita. Il primo obiettivo è l’espansione del format in Europa, con quattro o cinque eventi entro il 2027, ma la visione a lungo termine prevede una World Series composta da 20-25 appuntamenti entro il 2029-30. Al momento sono stati raggiunti accordi con Sicilia (salita dell’Etna), Svizzera (la Tremola per tre anni, dunque fino al 2029), Francia (Mont Ventoux) e Austria, mentre trattative sono in corso con Arabia Saudita, Italia (per lo Stelvio), Stati Uniti (si pensa a due appuntamenti in Colorado), Australia, America centrale e Sudamerica. In fase di sviluppo, un’ulteriore espansione in Cina e Giappone.
Ricaduta economica e di immagine
L’interesse che gira attorno all’Everesting non è unicamente sportivo. Come ha sottolineato Juri Clericetti, la ricaduta economica non va sottovalutata: «Avremo tra i 300 e i 400 atleti che soggiorneranno in Alta Leventina per un paio di giorni (Nibali lo ha corretto, stimando che la permanenza potrebbe arrivare anche a una settimana, perché in molti ne approfitteranno per studiare percorso e materiali, ndr), il che significa una ricaduta positiva sia per le strutture ricettive sia per la visibilità del territorio», alla luce soprattutto degli accordi televisivi già raggiunti con broadcaster quali Eurosport, Sky e Mediaset. «La presenza di numerosi media e la diffusione dell’evento attraverso i canali social permetteranno di portare l’attenzione sul nostro territorio, sulle sue peculiarità paesaggistiche e culturali e, in particolare, sulla Tremola, autentica icona delle vie di comunicazione storiche lungo l’asse nord-sud dell’Europa. Si tratta quindi di un’occasione per valorizzare e raccontare il territorio a un pubblico ampio, trasformando la presenza dei partecipanti e la risonanza mediatica dell’evento in un’importante opportunità di promozione turistica e di posizionamento della nostra regione».
Scalare il Tetto del mondo non è un’impresa che si possa preparare dall’oggi al domani, proprio come non si può ambire a pedalare per dieci volte la Tremola senza un adeguato allenamento. Gli organizzatori hanno lanciato la sfida; chi intende raccoglierla ha a disposizione 360 giorni per raggiungere una condizione fisica tale da permettergli di superare, in dislivello, gli 8’848 metri d’altezza dell’Everest.
BELLINZONA E VALLI
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2026-09-18T07:00:00.0000000Z
2026-09-18T07:00:00.0000000Z
https://epaper.laregione.ch/article/281638197107071
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