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Una formazione ad hoc per chi lavora con i bambini

“Quando si parla di sicurezza dei bambini, non basta occuparsi degli spazi, delle procedure interne o della possibilità di chiamare il 144. Se un lattante o un bambino soffoca, perde conoscenza, ha una crisi convulsiva, una grave reazione allergica o cade in acqua, chi si trova con lui è necessariamente il primo a dover intervenire”. È da questa premessa che parte la mozione inoltrata dalla deputata liberale radicale Simona Genini al governo. Un atto parlamentare con cui chiede che il Cantone introduca una formazione obbligatoria e periodicamente aggiornata in primo soccorso pediatrico per le persone che, nell’ambito della loro attività professionale, hanno direttamente in custodia dei bambini.

Se “chiamare immediatamente i soccorsi è evidentemente indispensabile”, ancora di più è “sapere cosa fare nel tempo che passa prima del loro arrivo: riconoscere l’emergenza, evitare manovre sbagliate e, quando necessario, iniziare subito quelle corrette”. In tal senso, rimarca Genini, “ogni operatore può essere il primo, e per alcuni minuti l’unico, a trovarsi davanti a un’emergenza. Per chi si occupa professionalmente di bambini, queste conoscenze non dovrebbero dipendere dalla sensibilità del singolo datore di lavoro, ma costituire un normale requisito di sicurezza”. Le emergenze pediatriche, sottolinea poi la liberale radicale, sono un problema concreto. In Ticino, scrive, “nel 2025 sono stati registrati complessivamente 296 interventi, quasi uno al giorno, su bambini fino a sei anni non compiuti. Le cause più frequenti sono state le crisi convulsive, gli stati febbrili o infettivi senza shock, i traumi cranio-cerebrali e i disturbi o l’insufficienza respiratoria. Vi sono stati inoltre interventi per perdita di conoscenza o malori, emorragie, traumi, ustioni, reazioni allergiche e annegamento. Quasi un terzo degli interventi è avvenuto fuori dall’abitazione e anche i dati disponibili per il 2026 risultano sostanzialmente allineati”. Anche se “questi numeri non consentono di stabilire in quanti casi il bambino fosse affidato a una struttura o a un professionista, mostrano quanto siano frequenti e diverse le situazioni nelle quali possono essere necessarie competenze di primo soccorso pediatrico”. Infatti, precisa Genini, “la mozione non intende disciplinare ogni situazione di custodia, ma interviene là dove la responsabilità verso il bambino è assunta professionalmente e può quindi essere accompagnata da requisiti minimi di preparazione”. Concretamente, viene spiegato, “il nuovo requisito dovrebbe prevedere contenuti minimi e una parte pratica obbligatoria, senza indicare il nome di un corso o di un ente formatore. La formazione dovrebbe comprendere almeno la disostruzione delle vie respiratorie, la rianimazione pediatrica, l’uso del defibrillatore quando indicato, gli incidenti in acqua, le convulsioni, le reazioni allergiche, le emorragie, i traumi, le ustioni e le intossicazioni”. L’obbligo, aggiunge ancora Genini, “dovrebbe riguardare tutto il personale con responsabilità diretta di accudimento presso nidi e micro-nidi, famiglie diurne, centri extrascolastici, centri di socializzazione, colonie, soggiorni organizzati e altre strutture o servizi sottoposti ad autorizzazione, riconoscimento o vigilanza cantonale”. Non solo. Per la deputata, “va inoltre valutata l’estensione del requisito a chi svolge professionalmente o in modo regolare e retribuito attività di custodia di bambini presso il domicilio della famiglia, come tate e babysitter professionali”.

CANTONE

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2026-09-29T07:00:00.0000000Z

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