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La prima pietra di un’idea inclusiva

Domus Lusanigh, un investimento da 12 milioni di franchi per un centro polifunzionale che intreccia abitare, servizi e socialità. Sarà operativo a inizio 2028

Di Sebastiano Storelli

Non è soltanto un nuovo edificio quello che sta prendendo forma a Carasso. Con la posa simbolica della prima pietra (un cilindro all’interno del quale hanno trovato posto una pergamena firmata da promotori e autorità, oltre a una pennetta con i dettagli del progetto), la Domus Lusanigh si presenta come luogo abitativo, d’incontro, di servizi e d’inclusione. Il cantiere è già in opera da alcuni mesi, ma la cerimonia ha voluto segnare pubblicamente l’avvio del progetto. Un investimento di circa 12 milioni di franchi, reso possibile in primis dalla donazione del terreno da parte di Carla Bernasocchi.

«È importante sottolineare la portata del progetto – ha ricordato Sergio Zufferey, presidente della Fondazione per l’inclusione –. Un progetto la cui genesi nasce da una riflessione sulle necessità della popolazione. Abbiamo visto che esigenze di socialità, di incontro, di assistenza anche a persone con difficoltà non erano completamente soddisfatte». Da qui la scelta di progettare un centro «nella direzione della massima accessibilità», affinché tutti possano beneficiare dei servizi e degli spazi.

Il nome Domus Lusanigh richiama la casa e il territorio: Lusanigh è la forma dialettale del toponimo Lusanico. Ma la futura struttura, come ha sottolineato il Consigliere di Stato Christian Vitta, sarà molto più di una residenza. «Sarà una struttura polifunzionale con contenuti sociali, abitativi e commerciali, un’opera pensata anche al servizio del quartiere». Attorno al nuovo edificio vivono circa mille persone: l’obiettivo è creare un luogo nel quale l’intera comunità possa incontrarsi, acquistare beni di prima necessità, bere un caffè o vivere uno spazio accessibile.

Un’ampia gamma di servizi

La componente sociale sarà affiancata da quella abitativa e dai servizi. Il progetto prevede undici appartamenti e un centro di riabilitazione sociale e accompagnamento all’indipendenza per persone con disabilità fisiche. Si tratterà di un appartamento condiviso per quattro o cinque persone, con personale specializzato e il supporto del servizio di aiuto domiciliare Abad di Bellinzona. È inoltre previsto un custode sociale, figura già presente in altre zone della città, ma finora assente a Carasso. A completare il complesso ci saranno attività commerciali e professionali. Al piano terreno troverà posto un bar con reparto alimentare, affidato a City Carburoil nell’ambito del progetto City Bistro. È prevista una farmacia, mentre altri spazi saranno destinati al lavoro condiviso e gestiti da inclusione andicap ticino. Il complesso ospiterà inoltre uno studio di fisioterapia, ergoterapia e podologia e uno studio medico. Alcuni di questi spazi, segnatamente quelli destinati a farmacia e studio medico, sono tuttora in attesa di assegnazione. A pieno regime, ha spiegato il segretario della Fondazione Lorenzo Giacolini, il centro dovrebbe generare una trentina di posti di lavoro, «con l’impegno della Fondazione ad assumere, nel limite del possibile, persone con disabilità». Un capitolo particolare è quello dedicato alla mobilità e al turismo. La Domus Lusanigh ospiterà infatti un Bike e-Hotel, pensato per ciclisti, biker e cicloturisti. Saranno disponibili rimessa chiusa, noleggio di biciclette, officina per le piccole riparazioni e lavanderia comune. L’accessibilità sarà garantita anche alle persone con disabilità che utilizzano biciclette speciali. L’offerta è rivolta a chi cerca una struttura semplice, accessibile e attenta anche alle famiglie. L’attenzione all’accessibilità riguarda però l’intera concezione architettonica. L’architetto Aldo

Velti, dello studio Architettura e Ambiente, ha spiegato che l’obiettivo è evitare che l’inclusione diventi un elemento separato dal resto del progetto. «Se si mostra in maniera troppo evidente lo sforzo compiuto per includere chi ne ha bisogno, paradossalmente l’inclusione viene meno», ha osservato. I tre corpi della struttura sono collegati da percorsi orizzontali e ampi ballatoi che non saranno semplici passaggi. «Sono delle vere e proprie terrazze che uniscono ogni volta uno stabile con l’altro», ha spiegato Velti: spazi di relazione, oltre che elementi funzionali alla sicurezza, in caso di incendio o di blocco di uno degli ascensori. La progettazione ha guardato oltre i confini della particella. Sono previste due fermate del trasporto pubblico, collegate da un passaggio pedonale, che dovrebbero essere pronte al momento della consegna dell’opera. La Domus viene così concepita come parte del quartiere, non come organismo isolato.

Un progetto ‘con’ e non solo ‘per’ le persone

Al centro di questa impostazione c’è il principio del Design for All, illustrato da Caterina Cavo, architetto del Centro competenze Design for All di inclusione andicap ticino. «Design for All significa progettare con le persone e non solo per le persone», ha sottolineato. Nel percorso sono state coinvolte persone in sedia a rotelle, con disabilità visiva, uditiva e sensoriale, rappresentanti di associazioni, esperti di mobilità lenta e professionisti del turismo. Un confronto servito a raccogliere esigenze concrete.

Per il sindaco di Bellinzona Mario Branda, la posa della prima pietra rappresenta «una bella giornata per la città» e soprattutto per Carasso. La Domus Lusanigh, ha detto, «nasce come un progetto capace di arricchire Bellinzona non soltanto sul piano architettonico, ma anche come modello di sviluppo inclusivo. La nostra società funziona e può chiamarsi tale solo nella misura in cui davvero rispecchia gli interessi e il senso di appartenenza di tutti».

Il cronoprogramma indica la conclusione dei lavori alla fine del 2027, mentre l’inaugurazione ufficiale è prevista per la primavera del 2028. Il “cilindro dei ricordi” è il punto di partenza di un complesso che riunisce abitare, servizi, lavoro, turismo e socialità. «Oggi posiamo assieme una prima pietra – ha sintetizzato Vitta – ma ciò che conta è quello che su questa prima pietra verrà costruito».

BELLINZONA E VALLI

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2026-09-30T07:00:00.0000000Z

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https://epaper.laregione.ch/article/281638197135190

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