Un patto generazionale a favore della collettività
Presentato il Fondo che sarà finanziato da chi vorrà rinunciare alla 13esima Avs per donarla a progetti dedicati alle nuove generazioni bisognose in Ticino
Di Jacopo Scarinci
Tra due mesi verrà versata, dopo il sì popolare, per la prima volta una 13esima mensilità a tutti i beneficiari dell’Avs. Su spinta della società civile ticinese, ieri è stato lanciato davanti alla stampa il fondo ‘Patto generazionale’ che sarà finanziato da chi vorrà donare su base volontaria tutta, o una parte, di questa 13esima. Obiettivo? Aiutare i giovani bisognosi, passando attraverso organizzazioni di pubblica utilità, ridando slancio, appunto, a quel patto generazionale che è alla base dell’Avs dalla sua creazione nel 1948. Insomma, «un patto generazionale a favore del collettivo» riassume l’ideatore del progetto Marco Netzer, membro del Consiglio esecutivo che vede al suo interno anche Paolo Beltraminelli, Sandra Centonze, Paolo Morel, Chiarella Rei Ferrari, Pietro Soldini, Emanuele Stauffer e Tiziana Zaninelli. Ma che, a fianco, ha anche il sostegno di numerose altre personalità come la vicepresidente della Camera di commercio e deputata Plr Cristina Maderni.
‘Ci piace che anche i pensionati possano essere solidali’
Alla base del ragionamento, spiega Netzer, il fatto che «la 13esima Avs sarà versata a tutti i beneficiari, indipendentemente dalla loro situazione economica. Sarà ricevuta, quindi, anche da molte persone che vivono in condizioni solide o agiate, e che per loro stessa ammissione non ne hanno bisogno. In Ticino saranno 86mila persone a goderne, il 24% della popolazione residente, con un versamento supplementare di 140 milioni di franchi a dicembre. Cifre che ovviamente sono lontanissime dalle nostre ambizioni, ma per intenderci i numeri sono questi». Partendo da questa base, «è difficile stimare di quanto potremo disporre come fondo. Se solo il 10% dei beneficiari decidesse di partecipare a questa iniziativa sarebbero 14 milioni, scendiamo al 5% e sarebbero 7 milioni... Il nostro lavoro sarà metterci alla prova per motivare le persone, dimostrando la capacità di tradurre in fatti concreti la nostra volontà di ridare, un verbo e un concetto a noi molto cari, per dare un forte segnale nei confronti dei giovani e del collettivo, oggi sempre meno considerato». Già, perché – prosegue l’ideatore del fondo – «sono i giovani a sostenere le rendite Avs, 13esima compresa. Quindi ci piace molto che possa scorrere anche al contrario la solidarietà, che vada dai pensionati ai giovani, raccogliendo donazioni da dedicare a loro.
Come funzionerà il fondo
Nel concreto, Emanuele Stauffer spiega invece di che cosa si tratti. Partendo dall’Abc: il suo scopo. «Il fondo sostiene progetti e organizzazioni di pubblica utilità che promuovono l’autonomia personale e sociale delle nuove generazioni del Canton Ticino, dalla nascita ai 30 anni, e ne migliorano il contesto di vita, famiglie comprese», illustra l’avvocato. Il sostegno «andrà a enti e progetti, non alle singole persone. Integrando e rafforzando il ruolo dello Stato, senza sostituirsi a esso». Qualche esempio? Presto detto: «L’accompagnamento verso un apprendistato, spazi d’incontro per adolescenti, laboratori di musica e teatro, lo sport anche per chi non se lo può permettere... Perché i giovani – continua Stauffer – sono coloro che oggi sostengono le rendite con i loro contributi, e destinare a loro le tredicesime chiude il cerchio della solidarietà su cui l’Avs è costruita. Questa volta in senso inverso, ma sempre di solidarietà si tratta».
‘Una possibilità per chi può permetterselo, non un giudizio’
E attenzione: «Noi offriamo una possibilità, una facoltà: mai un giudizio. Il fondo non prende posizione sulla 13esima, non entra nel dibattito politico, semplicemente si rivolge a chi, in coscienza, ritiene di non averne bisogno. In questo modo un versamento automatico dall’alto diventa un atto volontario, e chi aderisce non rinuncia a un diritto: rimette questo denaro in circolo». Stauffer, inoltre, sottolinea l’importanza di aver messo nello scopo che a goderne potrebbero essere tutti i giovani residenti in Ticino «per essere più inclusivi possibile e per niente discriminatori» e rivendica anche la decisione di ‘versare’ le somme raccolte a enti e organizzazioni riconosciute «per evitare anche l’ombra di favoritismi». A decidere a quali enti e organizzazioni, che potranno candidarsi a un sostegno attraverso tutte le modalità presenti sul sito www.pattogenerazionale.ch, «sarà un gruppo di professionisti che conosce la realtà sociale del cantone e conosce, sa quali siano i bisogni principali da soddisfare nelle nuove generazioni. Fino ad arrivare a identificare progetti meritevoli di essere sostenuti».
A scegliere i più adatti, annota Giorgio Panzera, presidente dell’Associazione mantello Filantropia – involucro dentro il quale è nato e si svilupperà il fondo –, «saranno a maggioranza, 4 su 7, persone espressione della società civile e non membri del Consiglio esecutivo. Per essere ancora più trasparenti e vicini al territorio».
‘Bella l’idea di ringraziare così chi sostiene l’impianto Avs’
Sandra Centonze, membra del Consiglio esecutivo, ribadisce quanto ha animato molte persone nell’organizzazione e nel lancio di questo fondo: «Durante la campagna per la votazione popolare mi sono detta più volte che dare un aiuto supplementare a pensionati che faticano è un’ottima idea, ma perché dare una 13esima anche a chi non ne ha bisogno? Persone come me, e altri ticinesi per i quali non risponde a una necessità vitale, ora possono destinarla liberamente a fin di bene. E mi piace molto l’idea di ringraziare i giovani per la solidarietà che mostrano verso i pensionati».
Per Paolo Beltraminelli è «fondamentale» mettere insieme gli attori coinvolti: «Lo Stato preleva le imposte e fa quel che può, gli imprenditori partecipano già alla socialità con dei contributi, ma c’è anche una società civile che può dare tantissimo a complemento. L’unità d’intenti tra azione dello Stato e cittadino che in tutta libertà vuole dare qualcosa a enti di pubblica utilità è estremamente interessante».
E insomma eccoci qua, con quella che Panzera dice essere «la prima in Svizzera» e l’auspicio che associazioni e progetti dei giovani possano essere aiutati in maniera solidale «da chi riceve qualcosa di cui, in tutta libertà, non ha bisogno e altrettanto senza vincoli decide di far del bene. Noi garantiamo trasparenza, tutto sarà sempre aggiornato sul nostro sito e speriamo di guadagnarci la fiducia che questo progetto merita».
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