‘Rilanciare i castelli, ma come deciso dalla gente’
I referendisti annunciano una ‘task force’ che fungerà da interlocutore istituzionale per valorizzare il sito Unesco. ‘Il progetto va però rifatto da capo’
Di Fabio Barenco
Facilitare l’accessibilità ai tre castelli di Bellinzona e migliorare l’accoglienza. Sono queste le priorità per i referendisti, usciti vincitori dalla votazione popolare comunale di domenica scorsa, quando quasi il 54% dei cittadini espressisi ha bocciato il progetto della Città da 19 milioni di franchi volto a valorizzare il sito Unesco. Valorizzazione che in ogni caso «continua a essere l’obiettivo, tenendo però conto della volontà popolare», afferma a ‘laRegione’ Brenno Martignoni Polti, presidente de Il Noce che lo scorso marzo aveva lanciato il referendum – sostenuto anche da Avanti con Ticino&Lavoro, HelvEthica, Partito comunista, la sezione locale dell’Udc e Mps – contro la decisione del Consiglio comunale di accogliere il relativo credito di investimento. Insomma, «il chiaro responso uscito dalle urne non è negoziabile», sottolinea riferendosi in particolare alla denominazione – «sono Castelli e basta» –, al mantenimento dell’accesso gratuito alla corte di Castel Grande e alla galleria della murata e alla rinuncia di una fondazione di diritto privato per gestire il patrimonio Unesco. Per difendere questi punti che rappresentano «una doppia linea rossa di sicurezza da non superare», i referendisti intendono «istituire la ‘Task force Castelli’». Ovvero «una sorta di comitato operativo, garante della popolazione riguardo alle precise scelte decretate lo scorso fine settimana» che fungerà da «interlocutore istituzionale». Task force che sarà composta, oltre che da Martignoni Polti, anche da Adam Barbato Shoufani (Partito Comunista), Tuto Rossi (Udc), Sergio Savoia (Avanti con Ticino&Lavoro) e Paolo Balzari (Il Noce).
‘Promozione in tempi brevi che sia percepibile da popolazione e visitatori’
Ma quali sono quindi i prossimi passi? «A brevissimo, indiremo un incontro pubblico di presentazione, chiarendo i contestuali punti e le nostre iniziative propositive di implementazione», sottolinea Martignoni Polti. «In questo senso, indirizzeremo una missiva al Municipio di Bellinzona, chiedendo di essere coinvolti, a tutti gli effetti, in esito alla decisione popolare: non si tratta di inventare nulla, bensì di perseguire un’azione coerente e proficua nell’ottica di rimettere il focus sui castelli e la loro promozione». Una tematica che la task force vuole «affrontare da subito, senza indugi e senza perdere tempo». Insomma, «è giunto il momento di fare un salto di qualità; non necessariamente investendo meno (la solida base c’è già, visti i coinvolgimenti di Confederazione e Cantone), ma in un modo che sia percepibile dalla popolazione e dai visitatori». In ambito finanziario, bisogna quindi «focalizzarsi su progetti e contenuti puntuali e trasparenti: obiettivi mirati, di comprovato e riconosciuto impatto trovano sempre sbocchi positivi».
‘Priorità all’accessibilità e all’accoglienza’
L’obiettivo resta in ogni caso quello di promuovere i castelli. Ma come concretamente? «In particolare dando priorità all’accessibilità
e all’accoglienza», spiega Martignoni Polti. «Ad esempio realizzando risalite meccaniche gratuite (come è il caso per Castel Grande), non solo fino a Montebello, ma anche fino a Sasso Corbaro: minimetrò, ascensore su rotaia, scale mobili sono tutte opzioni possibili, purché pratiche e di uso diretto». In sostanza, «il vero salto di qualità percepibile verso i castelli è proprio quello di collegarli in modo diretto con il centro storico». E questo «sarebbe un formidabile vettore di attrazione turistica e di inclusione locale». Per quanto riguarda l’accoglienza, essa «deve essere a misura di turista, ad esempio grazie a punti di spaccio e ristoro fissi negli spazi esterni dei tre castelli». In questo contesto, va poi «messo in rete il prodotto ‘Castelli’ in ambito turistico, facendo sì che chi visita il Ticino passi anche quasi ‘forzatamente’ da Bellinzona».
‘Tre condizioni cardine: denominazione, gratuità e nessuna fondazione’
Tutto ciò però «rispettando assolutamente le tre condizioni cardine: la denominazione deve essere ‘Castelli’; i relativi spazi pubblici devono essere fruibili gratuitamente; e la gestione non deve essere affidata a una fondazione», afferma Martignoni Polti. «Da questo profilo, non ci devono essere remore o tentennamenti. E chi non se la sentisse di fare proprie queste condizioni, non potrà perseguire la realizzazione del nuovo corso. Se ne faccia una ragione». Sulla denominazione il presidente del Noce resta dunque categorico: «L’estemporaneo marchio ‘Fortezza’, studiato a tavolino, è stato respinto dai cittadini nell’ambito della votazione popolare». Di conseguenza, «bisogna procedere quanto prima a rimuovere cartellonistica, insegne e pannelli, adeguando anche l’intera comunicazione». A questo proposito «va anche sostituita l’irritante designazione ‘Zona Fortezza’» relativa alle scuole dell’infanzia ed elementari dell’Istituto scolastico comunale presenti a Bellinzona Nord, Daro e alla Gerretta. Insomma, «si tratta ora di rimboccarsi le maniche, rifacendo il progetto da capo; come deciso dalla gente; prendendo le richieste seriamente; punto per punto. Si tratta, né più né meno, della nostra secolare democrazia diretta: il verdetto popolare è sacrosanto e va rispettato».
BELLINZONA E VALLI
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2026-10-03T07:00:00.0000000Z
2026-10-03T07:00:00.0000000Z
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