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Coazione sessuale, condannato a 22 mesi con la condizionale

Vittima credibile. La pena è stata sospesa per due anni

SEBA

È stato condannato a 22 mesi, sospesi in via condizionale per una durata di due anni, l’uomo che nel 2023 aveva costretto un giovane a subire, contro la sua volontà, un atto sessuale che lo ha portato a soffrire di disturbo posttraumatico da stress e dal quale ancora oggi non si è del tutto ripreso. La corte delle Assise criminali, presieduta dal giudice Amos Pagnamenta, ha ritenuto conclamata la coazione sessuale, ritenendo pienamente credibile la testimonianza in aula della vittima. «Vi sono state delle incongruenze, questo è vero – ha commentato il giudice Pagnamenta –, ma si è trattato di imprecisioni di scarsa rilevanza e perfettamente spiegabili a distanza di tanto tempo, di numerosi deposizioni e del senso di vergogna provato».

Al contrario, le affermazioni sono state quasi sempre precise e circostanziate, corroborate pure dalle testimonianze dei compagni di lavoro giunti sul posto a poca distanza dai fatti. Che la vittima, appena giunta a casa, abbia gettato in lavatrice tutti i vestiti indossati nel momento del rapporto orale e abbia fatto una lunga doccia, per la corte rappresenta un’ulteriore dimostrazione del senso di vergogna con il quale si trovava confrontata. «Inoltre – ha proseguito il presidente di giuria –, l’accusatore privato ha spontaneamente rilasciato alcune affermazioni che avrebbero potuto nuocergli», come quando ha ammesso di aver subito una coazione sessuale ma senza violenza specifica da parte dell’imputato. Il che dimostra la sua volontà di dire la verità e l’assenza di un intento deliberato di aggravare la situazione del 57enne. Per contro, ha proseguito Pagnamenta, «è difficile trovare parole per dire quanto l’imputato non sia credibile». Ha negato in maniera goffa ogni addebito, si è contraddetto più volte, cambiando versione a suo piacimento, arrampicandosi sui vetri per cercare di sminuire i suoi atti. La corte ha dunque accertato come il 22 marzo 2023 vi sia stata coazione sessuale da parte del 57enne nei confronti del giovane apprendista e come la sua colpa, sia dal profilo oggettivo, sia da quello soggettivo, risulti grave, per aver agito intenzionalmente senza minimamente curarsi delle conseguenze psichiche per il giovane, ma soltanto per soddisfare il suo impulso sessuale. Tuttavia, il fatto che la coazione sia stata perpetrata essenzialmente senza violenza, unita all’incensuratezza da parte dell’uomo ha portato la giuria a formulare la condanna a 22 mesi, ai quali andranno aggiunti il risarcimento morale e quello per le cure mediche alle quali la vittima si è dovuta sottoporre.

BELLINZONA E VALLI

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2026-10-17T07:00:00.0000000Z

2026-10-17T07:00:00.0000000Z

https://epaper.laregione.ch/article/281638197179039

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