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Arrestati cinque serbi per il massacro di Reçak

La polizia kosovara ha arrestato cinque persone di etnia serba, tra cui quattro ex poliziotti, sospettate di essere coinvolte in uno dei peggiori crimini contro i civili di etnia albanese durante la guerra degli anni Novanta del secolo scorso. Gli arresti sono i primi collegati al massacro di oltre 40 civili di etnia albanese da parte delle forze serbe nel villaggio kosovaro di Reçak (Raçak in serbo) nel gennaio 1999. Questo è il secondo caso avviato dalla magistratura del Kosovo in relazione al massacro. L’udienza preliminare del processo contro altri 21 serbi è prevista per il 20 luglio. Tra gli imputati figurano anche l’ex capo della polizia serba Obrad Stevanovic e il capo dei Servizi segreti Rade Markovic, oltre a due generali e due colonnelli. L’accusa è di omicidio, tortura, trattamenti inumani, distruzione di proprietà e deportazione di civili albanesi del Kosovo. Durante quell’operazione, 42 civili albanesi di diverse età e sesso furono brutalmente uccisi. Il massacro di Reçak rappresentò un punto di svolta nel conflitto, indignando l’Occidente e innescando una campagna di bombardamenti della Nato contro le forze di Slobodan Milošević. La campagna si è conclusa con la cacciata delle truppe serbe dal Kosovo, l’istituzione di una missione Onu nel territorio e infine la dichiarazione di indipendenza nel 2008, che Belgrado non ha mai riconosciuto. Più di 13’000 persone sono morte durante il conflitto in Kosovo, la maggior parte delle quali di etnia albanese.

ESTERO / SVIZZERA

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2026-06-15T07:00:00.0000000Z

2026-06-15T07:00:00.0000000Z

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