Dopo la revoca del servizio la Snl non ci sta e protesta
Il Consiglio di Stato conferma l’intenzione di togliere la navigazione sul bacino svizzero a Snl, che da par suo chiede rispetto di accordi e procedure
Di Sascha Cellina e David Leoni
La decisione governativa di affidare alle Fart la gestione dei collegamenti lacustri nella parte svizzera del Verbano, scatena la reazione della società che ricorda gli accordi presi. «Cambiare era necessario e dovevamo farlo adesso, indietro non si torna». All’indomani della notizia anticipata su queste pagine della concretizzazione – attraverso una lettera con la quale chiede sostegno agli attori del Locarnese quali Convivio dei sindaci, Ente regionale per lo Sviluppo, Commissione intercomunale dei trasporti ed Ente turistico – della volontà di togliere la gestione della navigazione pubblica sul bacino elvetico del Verbano alla Società Navigazione del Lago di Lugano per affidarla (dal cambio orario del prossimo 13 dicembre) alle Fart, il presidente del Consiglio di Stato Claudio Zali difende tale decisione dalle bordate arrivate a stretto giro di posta dalla stessa Snl, che in sostanza accusa il governo ticinese di aver agito unilateralmente e chiede il "rispetto degli accordi, delle procedure e del territorio”.
Snl critica e preoccupata, ma ancora aperta al dialogo
Esprimendo al riguardo “forte preoccupazione”, Snl in un comunicato “ribadisce la propria piena disponibilità a discutere ogni possibile evoluzione del modello di navigazione sul Verbano“, ma fa anche notare come ”collaborare non significa accettare passivamente che una decisione di tale portata venga annunciata in modo unilaterale, senza un confronto effettivo con tutti gli attori coinvolti (ancora oggi il Cantone ha ribadito di aver anticipato le sue intenzioni a Snl, ndr), senza una valutazione pubblica delle conseguenze e senza il necessario rispetto del quadro transfrontaliero, degli accordi in essere e del quadro istituzionale vigente nel quale la navigazione sul Lago Maggiore opera”.
Oggetto negli ultimi anni di critiche da più parti – politica cantonale e federale, enti regionali, sindacati (Ocst ieri ha parlato di "un’ottima notizia per i collaboratori e per il Locarnese“) –, la società presieduta da Agostino Ferrazzini sottolinea di essere ”una storica azienda svizzera, radicata in Ticino, che ha investito competenze, risorse e lavoro nel futuro della navigazione sui laghi ticinesi". E ricorda l’accordo rinnovato nel 2023 fino al 2046 con l’italiana Gestione Governativa Navigazione Laghi, intesa che “comprende sviluppo dell’offerta, formazione del personale, rinnovo ed elettrificazione della flotta, infrastrutture e cooperazione tecnica tra le due sponde del lago”. Quanto all’affermazione del Consiglio di Stato di essersi mosso “d’intesa con la controparte italiana”, Snl precisa “di non avere ricevuto, né di avere potuto prendere visione, di un assenso formale della controparte italiana a una scelta che modifica radicalmente l’assetto operativo maturato negli ultimi anni”.
Un tavolo di lavoro tecnico
Controparte italiana (Ggnl) che però, come annunciato sempre dal governo cantonale, siederà al tavolo di lavoro tecnico con le Ferrovie Autolinee Regionali Ticinesi per il nuovo progetto di navigazione sul Verbano... “Un preavviso o un contatto preliminare non equivale a un’intesa compiuta, né può sostituire le procedure necessarie tra i soggetti competenti”, ribatte l’azienda che gestisce anche il trasporto sul Ceresio (settore questo che il CdS intende lasciare nelle sue mani, tanto da aver “espresso all’Ufficio federale dei trasporti il proprio preavviso favorevole a un rinnovo della concessione in favore di Snl”, seppur “subordinato alla piena risoluzione degli aspetti critici riscontrati a oggi”).
Snl chiede quindi che il Governo chiarisca “quali siano gli atti formali, gli accordi, le valutazioni tecniche e le garanzie finanziarie che sorreggono“la sua decisione e sottolinea come “in una fase nella quale la politica ticinese è già proiettata verso la prossima campagna elettorale, sarebbe un grave errore trasformare una scelta industriale, territoriale e transfrontaliera in una prova di forza”.
Mentre sulle "criticità che il Governo attribuisce a Snl”, quest’ultima si dice “pronta a discuterle” e a tal proposito “conferma la propria disponibilità a un tavolo di lavoro serio, documentato e paritetico”. Infine, assicura che nel frattempo “continuerà a garantire con pieno impegno i servizi affidati sul Lago di Lugano e sul Lago Maggiore, nell’interesse dei passeggeri, dei collaboratori e del Ticino, portando avanti i progetti già avviati in attesa delle determinazioni delle autorità competenti e della controparte italiana”. Un’apertura quest’ultima che emerge anche dalle parole del direttore di Snl, Simone Bianchi, il quale a differenza del presidente Agostino Ferrazzini ha risposto alle nostre sollecitazioni... «Più che deluso, sono sorpreso dalla decisione del Consiglio di Stato, perché ricordo che era stato lo stesso Cantone a chiederci di entrare in gioco e adesso di colpo vuole cancellare dieci anni di investimenti, sforzi e accordi, come quello quadro valido sino al 2048 e quello per la locazione dei battelli sino al 2028 con Gestione Governativa, la controparte italiana. Ci sono dei contratti in essere e dei progetti in corso, non basta dire “fatevi da parte”, bisogna dialogare per trovare la quadra attraverso un percorso graduale e condiviso. E, fermo restando che non siamo d’accordo con la decisione del governo in quanto riteniamo di aver lavorato bene (e i passeggeri in aumento lo dimostrano), siamo ancora disposti a farlo».
Zali: ‘Cambiamento necessario, non si torna indietro’
«A titolo generale, era da attendersi che la Snl dissentisse dalle visioni del Cantone – afferma Claudio Zali –. Dopotutto è il gioco delle parti. La Snl non ha accettato passivamente l’esclusione dovuta, in buona sostanza, a delle inadempienze a più livelli e perduranti nel tempo. Non è da ieri che non vi è più soddisfazione per il livello delle prestazioni offerte. Per noi è stato evidentemente necessario reperire un’alternativa, cosa che non era scontata. Sono stati richiesti degli approfondimenti alla società interpellata (le Fart, ndr). Conclusi questi in modo positivo, è giunto il momento in cui abbiamo dovuto rompere gli indugi se volevamo cambiare le cose».
Un discorso che come detto riguarda unicamente il servizio di trasporto sulla parte svizzera del Verbano e non il Ceresio: «Le due realtà godono di uno statuto giuridico differente e non c’è alcuna implicazione su quanto avviene sul Lago di Lugano». Tra Consiglio di Stato e Snl si potrà quindi proseguire in buoni rapporti anche in futuro? «Certo. Si tratta di prendere atto che la decisione di separarsi da Snl è irrevocabile. I termini dell’uscita di scena sono frutto di un dialogo che poteva proseguire e che, invece, complice una comunicazione “sorprendente” da parte di Snl che annunciava nuovi investitori, si è arenato. Non ci sembrava congruente al percorso – che stava iniziando – di richiesta del committente di un’uscita condivisa dal bacino del Verbano. Siamo così arrivati a questa nostra comunicazione – unilaterale evidentemente perché riguarda decisioni nostre – e alla replica della Snl. Il futuro di questo nuovo progetto non dipende da questi colloqui. Possiamo tirare dritti per la nostra strada».
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