La valle non ha bisogno di contrapposizioni
Di Ivo Bordoli, sindaco di Verzasca
La decisione di mantenere chiusa la sottosede di scuola media di Brione Verzasca resta, per il Municipio di Verzasca, profondamente deludente. Una scuola non è soltanto un luogo nel quale si impartiscono lezioni. È un presidio territoriale, un punto (...) (...) di riferimento per le famiglie e un segnale concreto della volontà di mantenere viva una comunità.
Proprio per questo sorprende che Bruno Storni, nel suo recente contributo apparso su ‘laRegione’, finisca per contrapporre la scuola alle residenze secondarie, al turismo, al Masterplan e persino al futuro Campeggio alpino. È una lettura troppo semplice di una realtà molto più complessa. Le regioni alpine, in Svizzera e in Europa, affrontano le stesse sfide. Invecchiamento della popolazione, calo delle nascite, perdita di posti di lavoro e concentrazione dei servizi. Pensare che esista un’unica causa o un’unica soluzione significa scivolare nella semplificazione.
Il tema della disponibilità di abitazioni primarie è reale e lo stiamo affrontando. Ma presentare le residenze secondarie unicamente come un problema significa ignorare che molte di esse sono affittate e gestite anche da cittadini residenti, generando reddito e attività economiche. Il punto non è demonizzare una categoria di proprietari, bensì creare le condizioni affinché in Valle vi siano più abitazioni accessibili, più opportunità professionali, servizi adeguati e collegamenti efficienti. Perché la qualità di vita è davvero invidiabile.
Per questo il Masterplan Verzasca 2030 promuove, insieme alle altre valli, un progetto di marketing residenziale che intende partire da un censimento degli immobili e terreni disponibili e crea opportunità concrete per chi desidera trasferirsi in Valle.
In questi anni sono oltre trenta i progetti realizzati, con importanti finanziamenti esterni e oltre dieci milioni di franchi di ricadute economiche per le imprese della Valle e della regione. Fin dall’inizio, il piano di sviluppo ha puntato su un equilibrio fra progetti turistici, interventi destinati al vivere in Valle e iniziative dedicate alla salvaguardia e alla valorizzazione del patrimonio paesaggistico e culturale. Pensiamo al Verzasca Mobile, ai recuperi di edifici e manufatti, al progetto dell’archivio storico, al marchio d’origine “vera Verzasca”, agli eventi distribuiti durante le quattro stagioni, agli spazi di “coworking”, al sostegno costante alle associazioni locali, ai Patriziati e al Comune. Pensiamo anche all’apertura di un negozio Coop, un servizio essenziale soprattutto per chi vive quotidianamente in Valle. Oppure, al futuro centro sportivo e del tempo libero, che permetterà di accogliere gruppi, famiglie, associazioni e giovani, contribuendo a mantenere viva la parte alta della Valle e a sostenere le sue attività economiche e sociali.
Il Campeggio alpino non sottrae risorse alle famiglie, bensì porterà posti di lavoro, indotto economico e una migliore gestione del territorio. Camper e campeggiatori sono già presenti in Valle. La differenza è che oggi la loro presenza è spesso dispersa e difficilmente gestibile, senza indotto. Una struttura organizzata permette invece di concentrare i flussi, offrire servizi adeguati, ridurre il campeggio selvaggio e limitare gli impatti sul territorio. Non si crea traffico dal nulla. Si gestisce meglio una realtà che già esiste, producendo nel contempo occupazione e ricadute economiche locali. C’è poi un aspetto fondamentale che spesso viene dimenticato. Il Campeggio alpino rafforzerà il Patriziato di Brione Verzasca, proprietario della struttura. Un Patriziato più solido significa maggiori possibilità di investire nella cura del paesaggio, nella manutenzione dei boschi e dei sentieri, nella valorizzazione del patrimonio naturale e in tanti altri interventi indispensabili per preservare la qualità del territorio.
La scuola di Brione deve continuare a essere difesa. Il Municipio lo ha fatto e continuerà a farlo con determinazione, perché i numeri e gli allievi ci sono. Ma una scuola può vivere nel tempo soltanto se attorno a essa esiste una comunità vitale, con famiglie, posti di lavoro, mobilità, negozi, servizi, associazioni e prospettive economiche. La Verzasca non ha bisogno di dividersi tra buoni e cattivi, tra turismo e residenti, tra scuola e sviluppo. Come Municipio intendiamo continuare a lavorare insieme ai Patriziati, alla Fondazione Verzasca, alle associazioni sul territorio e agli enti regionali, consapevoli che ogni progetto che crea lavoro, servizi e qualità del territorio rende anche più credibile il futuro delle famiglie che scelgono di viverci.
LOCARNO E VALLI
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2026-07-25T07:00:00.0000000Z
2026-07-25T07:00:00.0000000Z
https://epaper.laregione.ch/article/281642491955832
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