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‘Abbiamo gli strumenti per tutela e sviluppo’

Il ‘no’ del Municipio a una mozione del Centro, che chiede un concorso urbanistico e architettonico per il nucleo storico. Autorità già attive sui diversi fronti

Di Serse Forni

Un concorso urbanistico e architettonico per lo sviluppo integrato della Città Vecchia di Locarno. È una delle proposte contenute in una mozione presentata lo scorso mese di gennaio da sei consiglieri comunali del Centro (prime firmatarie Yvonne Ballestra Cotti e Barbara Angelini Piva). Per il quartiere storico la stessa mozione chiede pure un coordinamento con il progetto “La nouvelle belle époque”, previsto per Piazza Grande e Largo Zorzi, l’inserimento negli indirizzi del Programma d’azione comunale (Pac), il superamento dell’approccio settoriale del messaggio municipale per la sperimentazione viaria e la definizione di una strategia a tappe, con priorità di intervento, costi indicativi e orizzonti temporali. Obiettivo dichiarato: una pianificazione con “un approccio interdisciplinare che integri urbanistica, mobilità, spazi pubblici, tutela del patrimonio, sviluppo economico e qualità di vita per i residenti”.

‘Il quartiere mantiene la sua vivacità’

A circa sei mesi di distanza arriva il preavviso negativo del Municipio. L’Esecutivo spiega in dettaglio le sue ragioni e ricorda che per il quartiere vige il Piano regolatore particolareggiato, approvato dal Consiglio di Stato nel gennaio 1986 e successivamente adattato a più riprese. “Questo strumento è destinato a rimanere anche in futuro e sarà sicuramente oggetto di ulteriori cambiamenti, mantenendo comunque intatti i principi su cui si fonda”. Scopo principale: “la riscoperta dell’agglomerato come luogo di abitazione e di vita, mediante il miglioramento della qualità del tessuto edilizio, dell’ambiente circostante e delle strutture utilizzate per il commercio e per i servizi, per il lavoro artigianale, per il ristoro e lo svago”. E ancora: “I risultati degli ultimi 40 anni dimostrano che lo scopo originale è stato perseguito correttamente, con un tessuto urbano che ha preservato la componente residenziale, con oltre un migliaio di abitanti, accanto a numerose attività economiche (circa 150 tra commerci ed esercizi pubblici vari). Da questo punto di vista, ci sembra di poter affermare che il quartiere mantiene la sua vivacità, pur registrando degli aspetti critici che non vengono misconosciuti, ma che sono spesso frutto di sviluppi socio-economici di valenza nazionale o internazionale e quindi esterni all’ambito cittadino in quanto tale”.

Nel preavviso viene sottolineata la contrapposizione tra il nucleo storico e il Quartiere Nuovo, separati da una “generosa fascia di stacco” che comprende Largo Zorzi e Piazza Grande. Fascia, quest’ultima, scelta come perimetro d’intervento de “La nouvelle belle époque”. Per il Municipio trattare il comparto della Città Vecchia in modo differenziato risulta “concettualmente corretto”. Ciò detto, resta una serie di questioni aperte. Tra queste il traffico veicolare parassitario (in particolare sull’asse Via Cappuccini-Contrada Borghese) e la sistemazione discontinua delle pavimentazioni e dell’arredo delle vie, dei vicoli e delle piazze: “Non può non saltare all’occhio la differenza rappresentata proprio dalla via Borghese, attualmente pavimentata in asfalto, con il transito quotidiano medio di oltre seimila veicoli. Il problema viario principale di Città Vecchia è incentrato proprio su quest’ultimo punto e ci sembra quindi logico ricercare una soluzione adeguata e pragmatica, che possa in ogni caso adattarsi all’evoluzione pianificatoria e urbanistica del comparto e che sia implementabile in breve tempo e con mezzi relativamente semplici, lasciando poi ai progetti urbanistici veri e propri il compito di ridare smalto e qualità a certi spazi pubblici che necessitano di una rivisitazione”. Il riferimento va a due proposte: una da 60mila franchi (già approvata dal Consiglio comunale) per arredo e piantagioni all’interno del centro storico; l’altra per la sperimentazione viaria nel quartiere.

‘Promozione delle attività commerciali’

L’esecutivo menziona pure la realizzazione di una cartellonistica che indica, per chi passeggia sotto i portici, le varie attività presenti nelle stradine e in Via Borghese, rispettivamente lo sviluppo di un sito per i commerci con il relativo link ai singoli negozi. Senza dimenticare il sostegno alle attività promosse dalla locale “Pro”, considerata l’interlocutore principale in relazione alle esigenze del quartiere. Infine, c’è la prospettata riorganizzazione della linea 3 del trasporto pubblico per un miglior collegamento con la stazione ferroviaria. Per quanto riguarda i contenuti della mozione il parere municipale specifica che il progetto “La nouvelle belle époque” riguarda un comparto urbanistico a diretto contatto con la Città Vecchia, ma con caratteristiche tali da non richiedere un vero e proprio coordinamento, se non limitatamente ai punti di contatto, già considerati nel progetto stesso, specie in corrispondenza di Piazza Grande e delle stradine che salgono verso il nucleo: “Un analogo discorso è stato affrontato per il coordinamento nel punto di contatto tra il progetto di Piazzetta Remo Rossi e quello del restauro del Castello Visconteo”.

Per il Pac “il quartiere non è oggetto di proposte particolarmente incisive”. Nel concreto, “tra le strategie che vengono descritte si parla unicamente di valorizzare gli spazi pubblici con la pavimentazione in pietra locale, rispettivamente di incentivare l’utilizzo di alberi da frutto nei giardini privati. Per il resto, tutti i documenti si concentrano sulla necessità di rivedere la mobilità per limitare il traffico motorizzato”. E da una serata pubblica “emergeva soprattutto l’invito a rafforzare l’arredo urbano e ad aumentare la presenza di vegetazione e punti d’acqua, oltre a migliorare l’accessibilità pedonale. A nostro avviso, questo non esclude a priori che si ragioni su delle misure da integrare nel Pac, per rafforzare la qualità urbanistica del quartiere, ma si può procedere con singoli progetti, come sarà il caso per il Parco Balli, che perseguano la linea strategica già delineata”. Per il Messaggio municipale relativo al test sulla viabilità, il Municipio sottolinea il vantaggio della sperimentazione proposta che risiede “nella sua adattabilità al contesto urbanistico e alla realizzazione di singoli progetti di riqualifica/riordino degli spazi pubblici. Si pensi di nuovo agli assi di via Cappuccini e via Borghese, ma anche alle varie piazzette presenti che potrebbero acquisire un nuovo ruolo”. Senza dimenticare, ovviamente, l’autosilo sotto il parco Balli.

Infine, lo strumento del concorso urbanistico-architettonico non viene ritenuto il migliore per rispondere alle diverse questioni. Per l’esecutivo non occorre “rivedere integralmente il concetto urbanistico degli spazi pubblici del centro storico”, mentre la definizione delle priorità d’intervento deve restare appannaggio delle autorità cittadine. “Il centro storico di Locarno – è la conclusione – ha mantenuto nel tempo caratteristiche e qualità che altrove sono andate perse. Non si tratta quindi di stravolgere o rivedere integralmente i suoi contenuti, quanto piuttosto di correggere singole situazioni e di portare a compimento quei progetti che rientrano pienamente nello spirito del piano di protezione, visto quale elemento ordinatore del suo sviluppo”. L’ultima parola sulla mozione spetterà al Consiglio comunale.

LOCARNO E VALLI

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2026-07-27T07:00:00.0000000Z

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