Una Porta per il futuro anche della Vallemaggia
Di Gabriele Dazio, sindaco di Lavizzara
Ci vuole coraggio per guardare al futuro. Lo dico come padre e come sindaco di Lavizzara. Lo vediamo in Municipio, specie in questi anni di fronte agli investimenti milionari necessari alla ricostruzione post alluvione. Sì, mi auguro che a ragion di cifre (...) (...) decideremo in tutto e per tutto con convinzione di ricostruire il nuovo Centro Sportivo Lavizzara a Sornico. Come per il Lido alpino a
Cevio si tratta di un’infrastruttura chiamata a colmare un vuoto lasciato nell’offerta turistica di tutta una regione, ma non solo. Si pensi all’importanza di offrire ai giovani di tutta la valle la possibilità di praticare sport vicino a casa, di crescere con dei sani valori. L’Opinione pubblicata su queste colonne lo scorso 11 agosto da parte del granconsigliere Aron Piezzi, che ringrazio, mi ha dato lo spunto per queste riflessioni. È evidente che le valli avranno un domani, solo se viene riconosciuto loro il diritto di poter contare, alla pari dei propri amici della città, su infrastrutture al passo con i tempi, su progetti strategici. Nella corrente legislatura sono stati identificati dal Municipio che guido due assi principali di sviluppo, l’innalzamento della diga del Sambuco e la realizzazione della Funivia Fusio-Ambrì. Il primo progetto strategico avanza per fortuna a spron battuto. Il nostro territorio sarà così chiamato a soddisfare i bisogni di energia, pulita, dell’intera Svizzera. Quanto di meglio possiamo immaginarci, specie in questa estate, ormai l’ennesima, nel segno del clima impazzito, delle foglie che cadono in agosto e, non dimentichiamoci, delle supercelle temporalesche che possono cancellare in una notte la storia di una valle.
Ricordo che il nostro Municipio chiederà, in modo del tutto legittimo, dei compensi, qualcosa in cambio, all’ampliamento del bacino idroelettrico del Sambuco. Attenzione, non si tratta di chiedere l’elemosina. Anzitutto perché è dato l’obbligo di fare dei compensi, e poi perché occorre finalmente ragionare, tutti assieme, su una strategia di sviluppo unica, anche a beneficio delle regioni periferiche. La Funivia Fusio-Ambrì è in tal senso un’opera all’avanguardia, assolutamente sostenibile. La Porta Gottardo può dare maggior coerenza a questo progetto. Si spalancherebbe infatti a pochi minuti di treno dal capoluogo cantonale, la città di Bellinzona, già collegata con la rete ad alta velocità, dando così accesso a una fitta rete di collegamenti, rispettosi dell’ambiente, a promuovere la magnificenza del paesaggio alpino. Nel suo testo il deputato Piezzi ha elencato questi collegamenti che potranno essere valorizzati dalla Porta alpina. Non dimentichiamo che ci troviamo nella culla della Svizzera, il Castello d’acqua d’Europa da dove si diramano i quattro importanti fiumi europei. Avremmo unito una macroregione mettendo in primo piano proprio la meraviglia delle Alpi, le incantevoli vette che dominano Ticino e Uri fino al Gemsstock, all’arena Andermatt-Sedrun-Disentis, per raggiungere la Matterhorn Gotthard Bahn. Come sottolineato da Piezzi, potremmo così immaginarci un’immensa estensione che in inverno permetterebbe di sciare da Airolo fino a Disentis, a Bosco Gurin.
Restando in ambito di sfide epocali ambientali, della penuria energetica e dell’impegno a puntare su fonti rinnovabili, la realizzazione della funivia tra Fusio e Ambrì potrebbe fungere da collegamento, con tutte le sinergie che si potrebbero innescare, tra il cantiere dell’ampliamento della diga del Sambuco e la già potenziata Centrale idroelettrica del Ritom, altra importante tappa, e forse meta di un nuovo turismo, del processo di abbandono dell’atomo, che ci auguriamo. Certo quindi che vogliamo continuare a guardare con coraggio al futuro dei nostri figli in valle. Ma per farlo serve una strategia, legata al nostro territorio, commisurata all’epoca che stiamo vivendo. Per questo la Funivia Fusio-Ambrì vuole/dovrà essere parte integrante della ‘Porta Gottardo’, un cardine irrinunciabile.
LOCARNO E VALLI
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2026-08-20T07:00:00.0000000Z
2026-08-20T07:00:00.0000000Z
https://epaper.laregione.ch/article/281642492011040
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