laRegione

Mini ferrovia, grande passione

L’Ataf, che gestisce l’apprezzata offerta per famiglie a Mappo, traccia un bilancio positivo del 2025 (oltre 5mila passeggeri) e guarda con fiducia al futuro

Di Sascha Cellina

Oltre 5mila passeggeri in 21 giorni di attività per il pubblico tra la primavera e l’autunno, ossia circa 250 persone per apertura, che oltretutto solitamente si limita a qualche ora pomeridiana o serale (nei mesi più caldi). È il bilancio del 2025 della tanto apprezzata, in particolare dalle famiglie, miniferrovia dell’Associazione ticinese amici della ferrovia (Ataf), che proprio nell’anno appena concluso ha scollinato i 55 anni di attività, di cui gli ultimi 25 passati nella sede – e sul tracciato – inaugurata nella domenica di Pasqua del 2000 a Mappo (prima le attività si svolgevano nel deposito della stazione Fart di Sant’Antonio a Locarno e in seguito a Ponte Brolla). Un’area di circa 3’500 metri quadrati in cui oltre al percorso dei binari che si snoda tra altalene, scivolo, zona sabbia e quant’altro (il parco giochi è stato creato in un secondo momento, nel 2002) nell’edificio “stazione” trovano spazio anche una sala riunioni adornata di cimeli vari, una piccola cucina, un locale per le cosiddette piccole scale (modellini ridotti, con tanto di plastico che ricrea un paesaggio molto dettagliato), il deposito per locomotive e vagoni e una piccola officina.

«A Mappo stiamo bene, la collaborazione con il Comune di Minusio, proprietario del parco giochi, è ottima – ci tiene a sottolineare il segretario e già presidente dell’associazione Pietro Mariotta –. Il concetto architettonico sviluppato nel lontano 1997 si è confermato vincente così che nel 2017 abbiamo quasi raddoppiato la volumetria senza problemi: in meno di 3 mesi i lavori erano terminati con la sede originale sempre disponibile e con le circolazioni per il pubblico sempre garantite. Con l’ampliamento del 2017 si sono inoltre creati gli spazi per la costruzione di plastici ferroviari, tornando così alle origini dell’associazione. Il nuovo binario di raccordo fra la sede e la fossa di preparazione delle locomotive a vapore poi facilita enormemente lo spostamento in sicurezza di locomotive molto pesanti».

Stiamo infatti parlando di veri e propri convogli, seppur in miniatura, che pesano varie tonnellate (le sole motrici vanno da 50 a 400 kg a dipendenza del modello) e la cui meccanica è identica a quella dei mezzi in scala reale, con la trazione che può essere elettrica o a vapore, alimentata da carbone (antracite) e acqua. Gioiellini che dallo scorso 6 dicembre, giorno del tradizionale pomeriggio a circolazione gratuita, sono ufficialmente in letargo fino alla prossima primavera, ma questo non significa riposo per i membri dell’Ataf, anzi… «Quest’anno, oltre alle normali manutenzioni e riassetto delle varie componenti della miniferrovia e della sede, abbiamo in corso alcune importanti manutenzioni: la revisione totale della locomotiva elettrica Ge 4/4 (Ferrovia Retica RhB); la manutenzione speciale degli scambi; la verifica delle sospensioni dei carrelli dei vagoni; alcuni interventi particolari per la manutenzione e l’abbellimento della sede. Per quel che invece riguarda la gestione ordinaria, un impegnativo lavoro è l’eliminazione dell’erba nella massicciata. Da anni stiamo cercando soluzioni che lo facilitino, sempre nel pieno rispetto dell’ambiente e ora stiamo sperimentando un nuovo metodo basato sull’acqua ad alta temperatura. L’obiettivo per il 2026 è acquisire la necessaria esperienza per poi automatizzare almeno in parte questo processo».

Intenso lavoro dietro le quinte per la gioia di residenti e turisti

Il classico lavoro dietro le quinte di un’offerta apprezzata tanto dalla gente del posto quanto da chi arriva da fuori cantone… «La ripartizione fra passeggeri locali e turisti cambia a seconda del periodo, ma sull’arco della stagione la proporzione si equivale. Ogni anno circoliamo per il pubblico dai 20 ai 25 giorni a dipendenza della situazione meteorologica e il numero di passeggeri è grossomodo costante, sopra i 5mila all’anno. L’Organizzazione Turistica Lago Maggiore e Valli inserisce regolarmente le nostre attività nel suo sito, accrescendo notevolmente la cerchia di potenziali passeggeri, così come non va dimenticata la preziosa collaborazione con i media locali. Da notare infine come a quelle ordinarie vanno aggiunte delle circolazioni speciali, per esempio quella gratuita in occasione delle porte aperte a fine stagione e quelle per scuole dell’infanzia ed Elementari, verso giugno». Un impegno non indifferente per un’associazione non a scopo di lucro, con i proventi dei biglietti sufficienti a coprire «solo una parte delle spese, che non sono poche. Fondamentali da questo punto di vista sono le entrate degli sponsor, i contributi volontari e le tasse sociali. Inoltre molti soci attivi mettono a disposizione le loro locomotive, soprattutto a vapore ma anche elettriche, assumendosi i costi causati dal maggior consumo generato dalla circolazione con pesanti convogli».

Parole dalle quali emerge forse l’ingrediente fondamentale per portare avanti l’attività degli Amici della ferrovia... «Ci vuole tanta passione. Ogni circolazione per il pubblico richiede la presenza attiva in vari ruoli di almeno 6-7 soci, che aumentano a 10 e più in caso di forte affluenza. Tutti soci che si mettono a disposizione a titolo gratuito. La buona notizia è che proprio la passione non ci manca e dopo alcuni anni in cui il numero di soci era stagnante (oggi tra attivi e sostenitori, se ne contano una settantina, tra i quali 12 “junior”, ndr), negli ultimi tempi abbiamo nuovamente accolto giovani appassionati e competenti rinforzi, per cui guardiamo al futuro con positività».

LOCARNO E VALLI

it-ch

2026-01-05T08:00:00.0000000Z

2026-01-05T08:00:00.0000000Z

https://epaper.laregione.ch/article/281646786511444

Regiopress SA