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Ex Casa comunale, il futuro può attendere

Appartamenti e spazi commerciali nel vecchio palazzo sulla piazza di Verscio? Per il gruppo Il Centro i tempi non sono ancora maturi

Di David Leoni

Ex palazzo delle scuole di Verscio, la lunga riflessione sul suo futuro, che ha visto impegnate le autorità comunali per più di una legislatura, sembrerebbe sfociare in una sua riattazione (con parziale ampliamento) in modo tale da potervi insediare delle attività commerciali. Almeno queste, secondo il gruppo il Centro – coinvolto nella discussione assieme agli altri schieramenti politici - sarebbero le valutazioni interne al Municipio, stando al quale “gli spazi ottenuti verrebbero prevalentemente affittati a privati o, eventualmente, in parte utilizzati per scopi pubblici ancora da definire”. Il gruppo, in un’articolata sua presa di posizione trasmessa all’Esecutivo, ritiene quest’idea un tantino prematura. Nel corso della discussione interna, sono infatti emerse diverse criticità al riguardo della scelta. «L’edificio attuale si trova in uno stato vetusto e può essere utilizzato solo parzialmente: non è tuttavia in uno stato pericolante. I costi di risanamento sono stimati attorno a 4 milioni, di cui 2,5 per il piano terreno e 1,5 per i piani superiori. Per l’affitto dei locali verrebbe aperto un concorso pubblico, anche se per il piano terreno esisterebbe un potenziale interessato. Il reddito che si potrebbe ricavare dagli spazi locati secondo il mercato attuale dovrebbe permettere di incassare un affitto di circa 6’500 franchi al piano terreno e grossomodo 1’500 al primo e al secondo piano, per un totale annuo di 114mila franchi”. Rifacendosi agli umori della piazza, che non vedrebbe di buon occhio la demolizione dello stabile, il Centro ricorda quelli che erano stati gli intendimenti del progetto aggregativo. In pratica, un utilizzo per altri scopi da quelli inizialmente previsti (considerata anche la centralità geografica dell’immobile) potrebbe urtare gli animi e rendere necessaria una spiegazione esaustiva da parte dell’autorità.

Un discorso che abbracci l’intero comparto

Nella sua disamina, il gruppo invita a non precorrere i tempi, dal momento che “non sussiste un’impellente necessità, per il Comune, di ricavare dall’ex Casa comunale degli spazi pubblici. Anche lo stato dell’edificio, seppur vetusto, non richiede interventi di riattazione urgenti, ma lascia spazio e tempo per ampie riflessioni sia sulle sue reali necessità di utilizzo, sia sulla sua integrazione nel contesto della piazza di Verscio. Il previsto spostamento dell’asilo comunale, la partenza dell’ufficio postale e un progetto organico di riqualifica della piazza del paese aprono nuove prospettive di valorizzazione che vanno assolutamente studiate”. Inoltre “vi è da chiedersi preliminarmente se debba essere il Comune a promuovere una simile operazione immobiliare, o se non sarebbe meglio lasciarla fare a chi è più avvezzo e organizzato per simili mansioni”. Fatte queste considerazioni, i firmatari si soffermano su quelli che sarebbero i futuri inquilini che gli intendimenti del Municipio porterebbero ad avere: “Il progetto preliminare prevederebbe di insediare al piano terreno un negozio con annesso tea room e un laboratorio, mentre ai piani superiori un appartamento per ogni piano da utilizzare per studi medici, fisioterapisti, abitazione o altro, a dipendenza dell’interesse dei potenziali locatari. Per quanto riguarda il tea room, occorre chiedersi se sulla piazza di Verscio possano convivere tre esercizi pubblici: verosimilmente non vi sono i numeri per una gestione redditizia di tutti e tre. Per gli appartamenti non sembra esserci una richiesta impellente, anche poiché probabilmente già disponibili negli stabili esistenti sulla piazza o nell’area limitrofa”.

Il costo dell’operazione

Quanto alle cifre, “un investimento del genere costa ogni anno al Comune parecchio: tra interessi bancari, ammortamenti, manutenzione l’investimento di 4 milioni comporterebbe costi di almeno 200mila franchi annui. Dedotti gli incassi dagli affitti, rimarrebbero dunque a carico dei contribuenti almeno 86mila franchi all’anno, pari a circa l’1% del gettito comunale. Da parte nostra ci chiediamo se sia ragionevole che il Comune investa questa cifra ogni anno allo scopo di vedere occupata la ex Casa comunale di Verscio, o per mantenere un ulteriore esercizio pubblico e un commercio sulla piazza. In un periodo di ristrettezze finanziarie, dove il moltiplicatore aritmetico risulta essere almeno dell’88% invece dell’85% applicato, dove nei prossimi anni occorre assorbire l’impatto degli ammortamenti della nuova palestra, sommato a una congiuntura in crisi e ai continui oneri ribaltati dal Cantone ai Comuni, non ci sembra opportuno e avveduto caricare sulle finanze del Comune, almeno nel breve termine, questo ulteriore onere. Nemmeno il recente Piano finanziario considera un tale investimento con gli oneri derivanti. Non trattandosi di un’opera strettamente necessaria, non si giustificherebbe nemmeno l’aumento del moltiplicatore. Semmai andrebbero approfonditi altri scenari di finanziamento, con il coinvolgimento di terzi e la concessione di un diritto di superficie”.

In conclusione, il Centro fa sapere di non essere affatto contrario alla riattazione della ex Casa comunale per ricavarne degli spazi pubblici. Ritiene tuttavia che i tempi non siano ancora maturi e che questo intervento possa attendere alcuni anni. Quando, cioè, le reali necessità di spazi pubblici saranno meglio chiarite, gli interventi più prioritari (come le nuove scuole dell’infanzia) saranno stati realizzati, la pianificazione complessiva del comparto piazza di Verscio sarà del tutto definita; a quel punto l’investimento risulterà meglio sopportabile dalle finanze comunali, senza dover aumentare le imposte. Nel frattempo, il nostro Gruppo ritiene che vada comunque proseguita un’analisi generale delle infrastrutture e dei servizi assolutamente necessari alla cittadinanza nel prossimo ventennio, stilata la reale priorità in considerazione degli investimenti realmente sopportabili dalle finanze comunali e semmai adeguato il Piano finanziario. Non escludiamo nemmeno l’alienazione di qualche bene comunale qualora non risultasse più necessario per gli scopi pubblici, per semmai finanziare altre opere o infrastrutture necessarie”.

LOCARNO E VALLI

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2026-01-19T08:00:00.0000000Z

2026-01-19T08:00:00.0000000Z

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