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Comportamenti inadeguati: in tre anni 28 segnalazioni

«Da giugno 2023 a marzo 2026, per quanto riguarda solo le scuole cantonali, sono state raccolte 28 segnalazioni che hanno portato a 12 richiami, 5 ammonimenti, 4 procedimenti in corso, 2 dimissioni, 2 multe, mentre 3 casi si sono risolti senza richiamo». Lo ha affermato ieri sera la consigliera di Stato Marina Carobbio Guscetti, rispondendo a due interpellanze presentate da Maura Mossi Nembrini e Tamara Merlo (Più Donne) relative al caso del docente delle Medie di Giubiasco arrestato per molestie sessuali ai danni di più allieve. «Sono stati decisi provvedimenti a seguito di comportamenti inappropriati, minacce, umiliazioni, discriminazione, linguaggio inadeguato, comportamenti irrispettosi o irresponsabili», ha poi precisato la direttrice del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (Decs).

Nuova formazione obbligatoria da maggio

Carobbio Guscetti ha poi ribadito che bisogna «investire nel rafforzamento dei servizi di ascolto». Per farlo, «servono però mezzi e risorse adeguate». In ogni caso «già da alcuni mesi stiamo riflettendo sul rafforzamento delle procedure di segnalazione». In questo contesto «lo scorso anno è stata adottata la nuova strategia per l’educazione affettiva e sessuale, che comprende la tematica dei comportamenti inadeguati» E «a maggio partirà una formazione obbligatoria su queste tematiche rivolta dapprima a tutti i docenti del settore obbligatorio». La consigliera di Stato ha poi sottolineato che già nel 2023 aveva chiesto «che i temi dell’integrità personale, del rispetto e dell’educazione affettiva e sessuale siano integrati nella formazione di base dei docenti e che si rafforzi la formazione continua» in quest’ambito. Non da ultimo «il governo ritiene necessario rafforzare gli strumenti di ascolto e prevenzione, anche con questionari anonimi sottoposti ad allievi e docenti così da rafforzare la chiarezza dei protocolli e la conoscenza dei canali di segnalazione». E questo «affinché in futuro segnalazioni analoghe possano essere intercettate e gestite se possibile in modo ancora più tempestivo».

‘Bisogna dare ad allieve e allievi strumenti per riconoscere queste persone’

Da parte sua Maura Mossi Nembrini si è dichiarata «non soddisfatta» delle risposte ricevute, in particolare perché si farebbe ancora troppo poco per quanto riguarda la formazione di allieve e allievi. «I casi eclatanti che continuano a emergere periodicamente dimostrano che non si interviene ancora in modo sufficientemente efficace per debellare questa piaga», ha detto presentando l’atto parlamentare, e quindi prima delle risposte ricevute da Carobbio Guscetti. «È necessario intervenire in modo deciso e strutturato fornendo a bambine e bambini gli strumenti per riconoscere come agiscono queste persone. Allo stesso tempo è necessario formare anche chi sta loro attorno affinché siano in grado di cogliere i segnali e intervenire quando qualcosa non va».

BELLINZONA E VALLI

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2026-04-22T07:00:00.0000000Z

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https://epaper.laregione.ch/article/281646786726471

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