Progetti parrocchiali al palo per... ‘ricorsite’
Il restauro della chiesetta di San Rocco finisce sui tavoli del Consiglio di Stato. È ferma anche la costruzione di un complesso residenziale nelle Campagne
Di Serse Forni
La Parrocchia di Losone non sa più a che santo votarsi. Da anni alle prese con il calo delle offerte e con conti spesso in rosso, ha lanciato recentemente due progetti, che però sono fermi al palo. Il primo è legato alla cessione – a un gruppo di imprenditori locali – del diritto di superficie di un terreno di circa settemila metri quadrati nel quartiere residenziale delle Campagne; sedime sul quale è prevista la realizzazione di un complesso abitativo con quindici case monofamiliari e due palazzine di sei appartamenti ciascuna. Il secondo è il restauro della chiesetta di San Rocco, l’antico oratorio che dà il nome a uno dei nuclei storici del comune.
Mercoledì sera, al Centro la Torre, il presidente del Consiglio parrocchiale Silvano Beretta ha illustrato all’assemblea (una cinquantina i presenti) la situazione finanziaria dell’ente: «Nel 2025 abbiamo registrato un notevole calo delle entrate per quanto riguarda le offerte. Dagli oltre 123mila franchi dell’anno prima, siamo scesi a 80mila». La diminuzione della generosità durante le questue o per i versamenti volontari è un fenomeno che appare difficilmente reversibile e che intacca la solidità economica della Parrocchia. Lo scorso anno i consuntivi hanno chiuso con un disavanzo di circa 20mila franchi (414mila alle uscite e 394mila alle entrate). A questo dato va a sommarsi il deficit di quasi 17mila franchi per il Centro la Torre, con la sua sala multiuso e con gli altri spazi messi a disposizione di tutti per momenti di socializzazione, eventi, riunioni e manifestazioni culturali.
Le proposte per cercare di riportare in attivo i conti non mancano. Prima fra tutte, ha ricordato Beretta all’assemblea, proprio la sottoscrizione del diritto di superficie sul mappale 427 in via Reslina per l’importante progetto edilizio: «Una proposta destinata a portare nelle casse parrocchiali 140mila franchi annui. Con la firma di questo contratto, pochi mesi fa, vedevamo finalmente la luce in fondo al tunnel. Purtroppo la luce si è offuscata. Sono infatti state presentate delle opposizioni contro la concessione della licenza edilizia; una, in particolare, non ci permette di dormire sonni tranquilli. Un abitante del quartiere, che non è neppure confinante, si è rivolto a un avvocato e ha dato l’impressione di non voler sentire ragioni; è intenzionato a mettere, a tutti i costi, il classico bastone fra le ruote. Questa opposizione rischia di far slittare un’entrata annua sicura e importante per la Parrocchia». Il presidente, nel corso del medesimo incontro, ha indicato che «questi soldi servirebbero non solo a ridurre i passivi, ma anche a garantire la manutenzione delle nostre chiese, necessaria e talvolta urgente. Senza dimenticare le attività religiose, concrete e quotidiane, e la gestione del Centro la Torre. Auspico che si possa trovare un accordo bonale con questa persona, che abbiamo invitato a sedersi al tavolo con gli investitori».
All’indomani dell’assemblea abbiamo incontrato Beretta, che spiega come il progetto di via Reslina sia stato ben ponderato dal Consiglio parrocchiale: «Abbiamo fatto di tutto per evitare speculazioni, ad esempio rifiutando la proposta di un imprenditore che veniva da fuori cantone e che intendeva costruire ben 24 case. Davvero troppe. Il progetto attuale ha la giusta dimensione e lascia ampi spazi verdi, dando respiro alle costruzioni. Di più. Nel contratto per il diritto di superficie abbiamo inserito una clausola che detta i tempi del cantiere, che dovranno essere contenuti. Ciò per evitare lungaggini nei lavori, con disagi per il quartiere, rumore e polvere».
‘Intervento urgente per evitare danni irreparabili’
Fatica a decollare anche il restauro dell’oratorio di San Rocco, costruito nel 1626 per un voto fatto dai losonesi in occasione dell’epidemia di peste del 1584. La sua forma attuale risale al 1800. Oggi la chiesetta, che è monumento tutelato a livello locale, versa in pessime condizioni: «La valutazione che avevamo fatto fare a suo tempo aveva dato un esito impietoso – afferma l’intervistato –. Dobbiamo agire urgentemente per evitare un ulteriore degrado e danni strutturali irreparabili. Il progetto di risanamento, per una spesa già approvata di 550mila franchi, è pronto. Il Municipio lo scorso 2 febbraio ha concesso la licenza edilizia, respingendo l’opposizione di un vicino. Quest’ultimo ha però impugnato la decisione, ricorrendo al Consiglio di Stato. Quindi siamo fermi». Il blocco tocca l’intero progetto, anche se inizialmente partiva dalla contrarietà alla creazione, da parte del Comune, di una camera ardente all’interno della chiesetta. Uno spazio realizzato con pannelli e una pedana, modulabili e smontabili, per un costo (approvato dal Legislativo due anni or sono) di 120mila franchi. Ricordiamo che l’attuale camera mortuaria al cimitero, vetusta e angusta, verrà dismessa; al suo interno troveranno spazio nuovi loculi.
La richiesta al governo: ‘Vietate l’utilizzo dell’oratorio’
Stando al ricorrente, l’uso di San Rocco per i funerali (cosa che già avviene), crea diversi disagi ai residenti, occupando strade, posteggi e piazzali (anche privati); per questa ragione chiede al governo, quale misura cautelare, di ordinare il divieto di utilizzare l’oratorio di San Rocco quale camera ardente, per la celebrazione di funerali e per qualsiasi altro scopo sino alla decisione sul ricorso.
LOCARNO E VALLI
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2026-04-24T07:00:00.0000000Z
2026-04-24T07:00:00.0000000Z
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