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Intoppi qualitativi ‘ma il rilancio prosegue’

Auto-sospensione dei lavori, verifica qualitativa di quanto realizzato e pagamento dei soli artigiani che hanno soddisfatto le aspettative del committente. Contrattempi nel rilancio architettonico, industriale e turistico della Cima Norma di Dangio-Torre, la storica fabbrica di cioccolato ferma ormai dal 1968. Spiega l’accaduto il nuovo proprietario, l’imprenditore belga-iraniano Abouzar Rahmani, raggiunto dalla ‘Regione’ dopo essere finito al centro di un’interpellanza orale in Consiglio comunale a Blenio. Il liberale radicale Elio Solari, a sua volta uno degli artigiani coinvolti, si era detto preoccupato per il mancato pagamento da parte dell’investitore e per i precetti esecutivi inviati da alcune ditte della valle; perciò sollecitava una verifica municipale temendo «un’iniziativa fumosa». Seduta stante la sindaca

Claudia Boschetti-Straub aveva confermato il «sostegno morale e istituzionale, ma non finanziario, del Comune». Il vicesindaco Loris Beretta, responsabile dell’antenna bleniese dell’Ente regionale sviluppo che segue da vicino l’operazione, aveva assicurato che «le autorità resteranno vigili sulla situazione». Detto fatto. Due giorni dopo lui e la sindaca hanno incontrato Rahmani che ha esposto loro la situazione. «Confrontato con l’insoddisfacente qualità di taluni lavori eseguiti dalle ditte – ci spiega lui stesso – ho sospeso il cantiere e il pagamento delle fatture. Alle autorità ho esposto in modo trasparente la situazione ribadendo la volontà di portare a termine il rilancio della Cima Norma in tutte le sue fasi previste da qui al 2030. Successivamente, come avevo già stabilito, ho convocato le ditte e verificato con esse la situazione. Nella gran parte dei casi, compreso l’interpellante Solari, è risultata conforme e ho versato quanto stabilito. Due soli artigiani hanno eseguito le opere in modo lacunoso e perciò non pago finché le cose non andranno a posto. La situazione è emersa confrontandomi con la direzione lavori, cui ho sospeso il mandato ritenendo esigibile più qualità anche da parte sua». Il programma registra dunque qualche mese di ritardo: «Anziché a fine 2025 la produzione del cioccolato alla Cima Norma (ndr: riavviata nel 2018 negli spazi della FoodYoung Labs di Balerna) prenderà il via il mese prossimo, poi seguirà l’allestimento del museo affidato a una fondazione e quindi entro il 2030 la parte esercentesca e alberghiera». Investimento complessivo, circa 50 milioni: «L’importanza storica del grande complesso, risalente alla Belle Époque, impone fermezza nell’esigere qualità. E intendo proseguire su questa linea», conclude Abouzar Rahmani.

BELLINZONA E VALLI

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2026-05-07T07:00:00.0000000Z

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