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Meno imposte del previsto: secondo rosso record consecutivo

Sopravvenienze più che dimezzate in soli due anni

A Sant’Antonino il peggior consuntivo di sempre, quello del 2024 con un rosso di 690mila franchi, è stato superato l’anno scorso da un disavanzo ancora più pesante, pari a 726’600 franchi, che ha letteralmente cancellato un preventivo dato in positivo con un utile di 48mila franchi. Lo si evince dal messaggio municipale appena pubblicato dove emerge un minore incasso di imposte rispetto alle previsioni: meno mezzo milione circa dalle persone giuridiche (“da ricondurre a un risultato negativo rispetto alle aspettative conosciuto da un’azienda in zona industriale”, di cui non si fa il nome) e meno 250mila franchi dalle persone fisiche.

Sembra ormai un lontano ricordo il filotto di conti chiusi in positivo sette volte negli ultimi undici anni, a parte il 2020 e il ’21, anni Covid, e appunto il ’24 e ’25. Peraltro, se nei penultimi conti a rendere ancora più vivo il colore rosso ci aveva pensato l’esplosione imprevista della spesa nel settore anziani (nel frattempo “si è riusciti a trovare una stabilità”), questa volta è il risanamento del Dicastero rifiuti a incidere con un’uscita straordinaria di 180mila franchi.

‘Complice anche il contesto geopolitico’

Negli ultimi tempi a pesare notevolmente sono dunque i mancati introiti da società e ditte, il punto forte che nell’ultimo quarto di secolo aveva trasformato il Comune del piano in quello fiscalmente più competitivo del Bellinzonese, passando dal 100% di fine anni 90 al record del 65% mantenuto per dieci anni di fila dal 2012 al 2021, poi salito al 70% fino al 2025 e da quest’anno al 78% per le persone fisiche all’83 per ditte e società, modifica resasi necessaria per evitare un accumulo eccessivo di deficit. Sul fronte imposte, dei 6 milioni incassati l’anno scorso 3,6 giungono dalle persone fisiche e 2,5 da quelle giuridiche. In questo secondo caso “la situazione di instabilità geopolitica ha avuto delle ripercussioni sui risultati di alcune nostre aziende, da qui la contrazione importante del gettito delle stesse”, spiegava un anno fa il Municipio a commento delle cifre 2024. Oggi, dodici mesi dopo, la musica non cambia: “Complice anche il contesto geopolitico internazionale”, si è registrata una marcata riduzione delle sopravvenienze d’imposta, che da sole rappresentano il 71,6% della perdita. Un calo netto visto che le sopravvenienze 2024 per 1,4 milioni si sono più che dimezzate scendendo a 630mila franchi, di cui 520mila garantite dalle persone giuridiche. “Le aspettative per le sopravvenienze sono state disattese – riconosce il Municipio – e questo principalmente ha comportato il deficit registrato”. A incidere è però anche stata l’introduzione nel 2025 dello sgravio fiscale dell’aliquota sugli utili dall’8% al 5,5% con l’abolizione degli statuti speciali. Quanto invece alle persone fisiche, dettaglia il Municipio, “le ponderazioni degli ultimi dati ufficiali aggiornati a gennaio 2026 ci indirizzano verso quanto inserito a consuntivo che sembrerebbe non confermare le maggiori entrate previste dall’aumento demografico”.

Per il nuovo asilo 15 milioni

In definitiva, conclude il Municipio, “l’incertezza sui gettiti fiscali delle persone giuridiche e l’importante investimento della nuova Scuola dell’infanzia in previsione nei prossimi anni, richiedono estremo rigore finanziario nella gestione del comune, sia nel breve termine che a livello programmatico”. Nuovo asilo per la cui costruzione il Municipio, come previsto, chiede al Consiglio comunale di stanziare 14,9 milioni. Futuro nero dunque per le casse comunali? Il Municipio non è troppo pessimista: “Fatta eccezione per i tre casi straordinari che hanno compromesso l’esercizio 2025, si può notare come nel complesso lo stesso abbia visto una situazione migliore di 170mila franchi derivante da una combinazione di risparmi sui costi e maggiori entrate nelle posizioni non legate a introiti fiscali”. Intanto però il prelievo fiscale è aumentato: “Il mantenimento del moltiplicatore al 70% per il 2025 era stato possibile solo grazie a entrate straordinarie di importanti sopravvenienze, che purtroppo non si ripeteranno nel 2026 e anzi, come spiegato, già non sono state tali nel presente esercizio. L’adeguamento del moltiplicatore nel 2026 si è quindi reso indispensabile per evitare nuovi deficit, così da garantire la continuità dei servizi senza intaccare ulteriormente le nostre riserve”.

BELLINZONA E VALLI

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2026-05-15T07:00:00.0000000Z

2026-05-15T07:00:00.0000000Z

https://epaper.laregione.ch/article/281646786773294

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