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Piemantiu, passione e investimento

A Campo il locale Patriziato ha portato a termine il rinnovamento completo di uno dei quattro corti che compongono l’Alpe Sfille, a 1’700 metri di altitudine

Di Davide Martinoni

Il solo dato numerico sui partecipanti (oltre 300) alla giornata d’inaugurazione del completo rinnovamento degli stabili del corte Piemantiu, nella Valle di Sfille, è emblematico di quanto determinate iniziative riescano a coinvolgere e appassionare la popolazione. Quanto vissuto sabato 11 luglio a 1’700 metri d’altitudine, in territorio di Campo Vallemaggia, è una risposta all’esigenza di tutelare e valorizzare il territorio, con le sue testimonianze e le sue tradizioni. Lo ha ben sottolineato il presidente del Patriziato di Campo Vallemaggia, Martino Pedrazzini, nel suo sentito discorso destinato a enti finanziatori, artigiani, progettisti, collaboratori e patrizi e incentrato su un particolare sentimento: l’orgoglio per quanto realizzato.

Un pezzo di storia per le generazioni future

«Oggi – ha notato Pedrazzini – non inauguriamo semplicemente un nucleo restaurato. Oggi restituiamo un pezzo della nostra storia alla comunità e alle generazioni future. Piemantiu è un luogo che racconta il lavoro, il sacrificio e l’ingegno di chi ci ha preceduti. Le sue pietre, i suoi muri, i suoi edifici alpestri non sono soltanto testimonianze del passato: rappresentano le radici della nostra identità. Conservare questi luoghi significa conservare la memoria di una civiltà alpina che ha saputo vivere in equilibrio con il territorio, trasformandolo con rispetto e intelligenza». Pronunciate da un giovane, sono parole che assumono se possibile ancora più peso.

La genesi del progetto è datata 2021, quando l’assemblea patriziale di Campo Vallemaggia accoglieva la proposta del suo Ufficio patriziale di avviare un “progetto paesaggio” con lo scopo di rivitalizzare alcune realtà importanti in territorio di Campo. Grazie a un investimento complessivo di 1,25 milioni di franchi si è così proceduto al restauro del muro del Pizzo Bombögn, al recupero di alcuni importanti alberi di castagno della selva nella frazione di Niva, alla creazione di un lariceto pascolato in zona alpe Quadrella, alla realizzazione di un percorso didattico per le famiglie (di prossima inaugurazione), nonché, appunto, al restauro degli edifici del corte Piemantiu, uno dei quattro corti che compongono l’Alpe Sfille, da decenni lavorata dalla famiglia Coppini.

La sola operazione Piemantiu ha comportato una spesa di circa 650mila franchi, distribuita su 3 anni di lavori, eseguiti soltanto durante le estati. In concreto sono stati recuperati 4 edifici che risultavano praticamente distrutti. Fra essi, lo stallone di 26 metri di lunghezza, che continuerà a essere utilizzato da Marzio Coppini con le sue manze e le sue capre.

Un lavoro di squadra

Nulla di tutto ciò, ha sottolineato Martino Pedrazzini, sarebbe stato possibile senza una collaborazione fra più attori: Comune di Campo Vallemaggia, Sezione enti locali, Sezione forestale, Sezione dell’agricoltura, Gemeinnütziger Fonds del Canton Zurigo, Fondazione svizzera per la tutela del paesaggio (rappresentata all’inaugurazione da Karina Liechti), Fondo svizzero per il paesaggio, Alpinfra ed Ente regionale per lo sviluppo del Locarnese e Vallemaggia.

Riguardo all’investimento complessivo, Martino Pedrazzini ha parlato di «una cifra da capogiro che grazie all’appoggio di tutti gli enti si è trasformata in opere concrete, resistenti e durature a favore di tutta la comunità di Campo Vallemaggia e dell’intera Vallemaggia». E ancora: «Quanto messo in opera dimostra che la tutela del territorio non è nostalgia del passato, ma una scelta di futuro. Un territorio curato è un territorio che vive, che attrae, che educa, che genera valore per chi lo abita e per chi lo visita». Parole di particolare vicinanza e ringraziamento sono state spese per Mauro Gobbi e Marzio Coppini, colleghi di Patriziato, per le molteplici ditte che hanno preso parte ai vari interventi del “progetto paesaggio” e in particolare per il falegname Cesare Pedrazzini, per lo studio Mignami e soprattutto per Rolli Canepa, con tutta la sua squadra. Infine, il presidente del Patriziato ha voluto ricordare con affetto una figura significativa: quella dello storico segretario patriziale Americo Gobbi, purtroppo scomparso a inizio giugno: «Per oltre quarant’anni ha servito il Patriziato con competenza, precisione, discrezione e uno straordinario senso del dovere. Dietro ogni progetto, dietro ogni pratica amministrativa,

dietro ogni domanda di finanziamento, c’era il suo lavoro paziente e spesso silenzioso. Anche il recupero di Piemantiu porta la sua firma invisibile. Senza la sua dedizione, la sua conoscenza delle procedure e la sua instancabile disponibilità, probabilmente oggi non saremmo qui a celebrare questo risultato. Ma il suo lascito va ben oltre questo progetto: Americo lascia un esempio di servizio alla comunità, di amore per il territorio e di impegno costante, svolto senza cercare riconoscimenti, ma semplicemente perché credeva profondamente nel valore del Patriziato e della nostra valle».

Alla parte ufficiale sono intervenuti, portando il loro saluto, anche il cancelliere uscente dello Stato Arnoldo Coduri, Tiziano Zanetti (presidente dell’Alleanza patriziale ticinese e deputato al Gran Consiglio), Andrea Pedrazzini (capo della Sezione forestale) e il sindaco di Campo Vallemaggia Mauro Gobbi. La benedizione degli stabili è stata impartita da don Nathan Fedier. L’organizzazione della cucina per il pranzo in comune è stata curata dall’Associazione Amici del risotto di Maggia e l’evento è stato allietato dalla musica folkloristica dei Tri Bütt e dal gruppo corni delle alpi da Curzönas.

LOCARNO E VALLI

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2026-07-20T07:00:00.0000000Z

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