Giovani in assistenza, la politica si muove
Richieste in crescita. Un’interrogazione interpartitica chiede se vi siano prospettive di reinserimento lavorativo e quali gli strumenti a disposizione della Città
È in crescita a Locarno il numero di giovani che fanno capo all’assistenza sociale. Il tema viene affrontato in un’interrogazione interpartitica, inviata nei giorni scorsi al Municipio cittadino, con domande sulle prospettive di reinserimento lavorativo e sugli strumenti comunali per favorire l’indipendenza economica.
Prestazioni di lunga durata
“Negli ultimi mesi è emerso con chiarezza un incremento delle richieste di assistenza sociale nella Città di Locarno – scrivono gli interroganti –. Secondo i dati resi pubblici dal Municipio, nel 2025 le nuove domande accolte sono aumentate rispetto agli anni precedenti, mentre le uscite dal sistema dell’assistenza sono risultate inferiori ai nuovi ingressi. Particolarmente significativo è il dato relativo ai giovani: una quota importante dei beneficiari dell’assistenza è costituita da minorenni e giovani fino ai 25 anni. Inoltre, oltre un terzo dei beneficiari percepisce prestazioni assistenziali da più di cinque anni, elemento che evidenzia come una parte delle persone assistite incontri notevoli difficoltà nel raggiungere una piena autonomia economica”.
Dati che sollevano un interrogativo rilevante: “I giovani che entrano in assistenza riescono effettivamente a inserirsi nel mercato del lavoro oppure esiste il rischio che una parte di essi rimanga dipendente dall’assistenza per periodi molto lunghi?”.
Le possibili iniziative
L’obiettivo dell’interrogazione è duplice: “Da un lato, si intende approfondire la situazione dei giovani beneficiari dell’assistenza sociale a Locarno. Dall’altro, si desidera verificare se, accanto alle misure cantonali già esistenti, la Città possa sviluppare iniziative comunali complementari volte a favorire l’inserimento professionale dei giovani e a prevenire situazioni di dipendenza dall’assistenza sociale di lunga durata”. In questo contesto viene posto l’accento su esperienze promosse da altri Comuni ticinesi, ad esempio Tresa che ha sviluppato progetti di attivazione e inserimento professionale con l’obiettivo di accompagnare le persone verso una maggiore autonomia.
Per quanto riguarda la realtà di Locarno, si legge ancora nel testo inviato al Municipio, “potrebbe risultare auspicabile rafforzare la collaborazione tra l’Ufficio sociale e quello del Promovimento economico. Entrambi dispongono di competenze, conoscenze del territorio e professionalità che potrebbero contribuire, nel rispetto delle rispettive competenze e della tutela dei cittadini, allo sviluppo di percorsi efficaci di inserimento lavorativo”.
‘Quali margini di miglioramento?’
Diverse le domande che vengono poste dai firmatari (i primi sono Filippo Beltrametti, Indipendente; Kevin Pidò, Lega dei ticinesi; Saso Lazarov, il Centro; Marko Antunovic, Verdi; e Frano Dragun, Udc). La prima: “Il Municipio ritiene che le misure oggi attivate da Cantone e Città siano sufficienti a favorire un rapido reinserimento lavorativo dei giovani beneficiari dell’assistenza, oppure individua margini di miglioramento attraverso iniziative comunali complementari?”.
Tra le richieste, l’avvio di contatti con aziende locali, associazioni economiche, enti di formazione o fondazioni allo scopo di creare opportunità di inserimento lavorativo specificamente rivolte ai giovani beneficiari dell’assistenza, come pure la ripresa dei concetti interessanti sviluppati dal Comune di Tresa. Ma anche la promozione di una collaborazione strutturata tra l’Ufficio sociale e quello del Promovimento economico e l’individuazione di incentivi o strumenti di collaborazione con il tessuto economico cittadino che facilitino l’assunzione o l’inserimento professionale dei giovani beneficiari dell’assistenza, nel rispetto delle competenze cantonali. Ovviamente monitorando nel tempo gli esiti delle misure adottate per poi individuare eventuali ambiti di miglioramento.
In conclusione gli interroganti ritengono che “investire nell’occupazione dei giovani rappresenti non soltanto una misura di politica sociale, ma anche una scelta di responsabilità finanziaria e di coesione sociale. Ogni giovane che riesce a inserirsi stabilmente nel mondo del lavoro costituisce un beneficio per sé stesso, per la collettività e per le finanze pubbliche”.
LOCARNO E VALLI
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2026-07-31T07:00:00.0000000Z
2026-07-31T07:00:00.0000000Z
https://epaper.laregione.ch/article/281646786937094
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