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‘Oltre le regole, priorità alla componente umana’

Secondo Ilario Lodi (Pro Juventute) al Decs servono nuove modalità per capire a fondo la complessità del problema e migliorare la gestione delle segnalazioni

Di Marino Molinaro

«I protocolli non possono non esserci, in quanto tali non sono mai definitivi e possono quindi essere affinati. Ma il buon esito dell’esercizio dipende in gran parte dalla capacità di ogni singolo direttore di assumersi completamente la responsabilità del ruolo per il quale è stato scelto in base alle sue qualità ed esperienze personali e professionali». Ilario Lodi, direttore di Pro Juventute della Svizzera italiana, propone una chiave di lettura un po’ diversa sul caso della Scuola media di Giubiasco, e meglio sulle ultime novità relative alle ripetute segnalazioni interne inoltrate alla Direzione di sede sul conto del docente infine arrestato lo scorso marzo con l’accusa di aver violato la sfera intima di alcune allieve sotto i 16 anni. Segnalazioni riguardanti il suo comportamento sul piano professionale e personale, a tratti predatorio nei confronti di colleghe insegnanti, come pure in occasione di cene e uscite di classe dove esagerava con l’alcol. Segnalazioni, numerose, che non sembrano aver innescato provvedimenti o in ogni caso miglioramenti nel suo comportamento. Fari puntati quindi sulla Direzione: ha seguito il protocollo istituito dal Decs per assicurare una corretta valutazione delle segnalazioni e l’applicazione dei dovuti provvedimenti? Mentre gli atti parlamentari si moltiplicano sul tema, i sindacati Vpod e Ocst sentiti ieri dalla ‘Regione’ rilevano una presunta eccessiva libertà d’azione lasciata al singolo direttore. O meglio, libertà che i direttori si prendono in autonomia, pensando così di fare la cosa giusta, dal loro personale punto di vista, anche se fuori dai binari dei regolamenti.

‘Non sono una garanzia di riuscita’

In attesa che l’inchiesta amministrativa annunciata dal Decs sulla sede di Giubiasco faccia luce anche su questo aspetto, Ilario Lodi sottolinea quanto la componente umana sia fondamentale nella corretta trattazione dei casi delicati: «È una forzatura credere che i protocolli siano da soli una garanzia di riuscita. Dal 2023 le Direzioni hanno l’obbligo di denunciare al Decs situazioni anomale e gravi, bene. Ma ad avere il peso più rilevante dev’essere in ogni caso la componente umana che subentra al momento di applicarli, i protocolli. Ossia la capacità di saper affrontare, mettendole sullo stesso piano, sia la legge sia la ricerca della verità e della giusta soluzione. È a questa capacità richiesta ai direttori che il dipartimento dovrebbe dedicare un’attenzione particolare, integrando questo tipo di riflessione con nuove modalità al fine di comprendere a fondo la complessità del problema». Quanto ai direttori – conclude Lodi – sono stati scelti e incaricati «perché, si presume, hanno delle qualità particolari. E la cui funzione va ben oltre quella amministrativa, essendo a loro volta insegnanti e in quanto tali sono un esempio per l’istituto che dirigono, per le persone che vi lavorano e i giovani che vi crescono. Inclusi i genitori, che dalla scuola si attendono un approccio educativo ampio, anche dal profilo etico laddove possono verificarsi situazioni incresciose. Tollerarle, sminuirle, banalizzarle non è un buon insegnamento. È a questo elemento che il Decs dovrebbe dedicare maggiori energie e risorse».

GRAN CONSIGLIO ‘Si crei un canale indipendente’

“Quando affidiamo i nostri figli alla scuola, dobbiamo poterci fidare”, attacca il granconsigliere leghista Stefano Tonini nel sesto atto parlamentare presentato sul caso della Scuola media di Giubiasco di cui abbiamo scritto negli ultimi due giorni rivelando che nell’ultimo decennio vi sono state ripetute segnalazioni interne sul comportamento problematico tenuto in vari contesti (verso colleghe e durante cene e uscite di classe) dal docente arrestato con l’accusa di aver violato la sfera intima di alcune allieve sotto i 16 anni. Campanelli d’allarme cui la Direzione di sede non avrebbe riservato la giusta attenzione. “Le informazioni emerse in questi giorni pongono interrogativi che vanno oltre il procedimento penale e che riguardano il funzionamento della nostra scuola e la capacità dello Stato di proteggere chi le viene affidato”. Segnali riguardanti comportamenti potenzialmente inappropriati di un adulto che lavora quotidianamente a contatto con dei minorenni “devono essere ascoltati, verificati, approfonditi. Quando sono coinvolti dei minorenni, la prudenza non può mai trasformarsi in superficialità e una segnalazione non può finire in un cassetto”.

Perciò Tonini chiede conferma al governo di quanto abbiamo scritto, e meglio i dettagli su tempistiche, forma e numero delle varie segnalazioni protrattesi per una decina d’anni, da quando il 37enne arrestato ha iniziato a insegnare con incarico limitato nell’anno scolastico 2014/15. In particolare il deputato chiede chi ne fosse a conoscenza nella Direzione e al Decs, se abbiano prodotto dei provvedimenti e se siano state trattate in modo adeguato. E qualora emergessero omissioni, sottovalutazioni o errori nella gestione delle segnalazioni, o anche violazioni del protocollo, chiede che siano accertate eventuali responsabilità a livello dirigenziale o amministrativo. Chiesti anche lumi sulla validità del protocollo stesso che prevede l’obbligo di segnalazione delle Direzioni al Decs, introdotto nel 2023 dopo il caso della Scuola media 1 di Lugano. Infine Tonini sollecita l’apertura di un canale cantonale indipendente attraverso il quale allievi, genitori, docenti e collaboratori possano segnalare situazioni delicate senza dover necessariamente passare dalla Direzione di sede.

‘Superata la soglia irreversibile’

Proprio su questo punto torna l’associazione ErreDiPi, la Rete per la difesa delle pensioni, ribadendo la richiesta già formulata in primavera “quando denunciavamo un silenzio non neutrale che crea le condizioni per normalizzare comportamenti inopportuni; e una segnalazione molto tardiva, giunta solo quando la situazione aveva superato una soglia gravissima e irreversibile”. In quell’occasione ErreDiPi insisteva altresì su una “criticità evidente del sistema di segnalazione introdotto dal Decs dopo il caso di Lugano: le segnalazioni devono passare per le Direzioni degli istituti. Col rischio, al di là di lodevoli eccezioni, che le Direzioni possano temporeggiare, esitare per non voler ‘mettersi contro’ un docente, per evitare conflitti interni, perché conoscono le persone coinvolte, perché temono ripercussioni sulla reputazione della scuola”. Alla luce di quanto denunciato dalle fonti de ‘laRegione’ ErreDiPi risollecita la creazione di spazi di segnalazione esterni e indipendenti, non subordinati alla gerarchia scolastica, organismi che garantiscano imparzialità, protezione e trasparenza; un potenziamento della formazione e della prevenzione, per docenti e allievi. Direzione e Decs, ricordiamo, al momento non forniscono spiegazioni limitandosi a dire che le verifiche amministrative seguiranno quelle penali. Intanto l’anno scolastico sta per cominciare e nella sede giubiaschese rischia di esserci un clima interno sempre più teso.

BELLINZONA E VALLI

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2026-08-21T07:00:00.0000000Z

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