Da formaggi a pompieri tutte le condizioni poste
Il Municipio ha respinto le obiezioni dei tre opponenti, ma in ottica futura chiede chiarimenti su posteggi, accessi, rumore e impatto sulla viabilità interna
Di Marino Molinaro
Una cosa è certa: la licenza edilizia preliminare ordinaria c’è ed è stata rilasciata dal Municipio di Sant’Antonino il 25 settembre. Ma la strada è ancora lunga e in salita per poter insediare all’ex Lati la nuova caserma dei pompieri di Bellinzona. Oltre alla questione politica che non è affatto una passeggiata – ossia la decisione del Legislativo cittadino prevista il 19 ottobre sui 14 milioni necessari all’acquisto, con tanto di divisioni tra favorevoli e contrari e un referendum quasi certo in caso di avallo – dovrà anche essere affrontato il côté più formale e tecnico. Lo si evince dalle tre pagine fitte fitte che costituiscono la licenza medesima, costata peraltro alla Città 10mila franchi. Pagine in cui si palesano i nomi di tre opponenti, le critiche da essi sollevate al progetto, le risposte date loro dal Municipio di Sant’Antonino e le diverse condizioni da esso poste in vista dell’inoltro, entro al massimo un anno, della domanda di costruzione definitiva, sempre che i 14 milioni vengano concessi e non siano poi bocciati in votazione referendaria.
Non indicata la possibilità di ricorso
Dettaglio uno: basandosi anche sul preavviso cantonale favorevole trasmessogli, l’Esecutivo locale scrive che “le contestazioni sollevate non evidenziano” in questo stadio preliminare “elementi tali da impedire la prosecuzione dell’iter edilizio”. Le argomentazioni degli opponenti “non rilevano un contrasto con le disposizioni pianificatorie ed edilizie”. Dettaglio due: la licenza non riporta sul finale i termini di ricorso al Consiglio di Stato. Non è dato sapere perché, eppure la facoltà di contestare la decisione municipale sarebbe data. Stando a un parere giuridico chiesto dalla redazione, “una licenza edilizia preliminare può essere impugnata, se è rilasciata nell’ambito della procedura ordinaria. In questo caso costituisce una decisione sulle questioni sottoposte all’autorità. Contro il rilascio, il diniego o eventuali condizioni poste è dato ricorso al Consiglio di Stato e successivamente al Tribunale cantonale amministrativo, secondo l’articolo 21 della Legge edilizia, purché siano adempiuti i requisiti di legittimazione”. Va da sé che gli opponenti, sempre qualora siano legittimati a opporsi, potrebbero ripalesarsi al momento dell’eventuale domanda di costruzione definitiva.
Modifica del Pr non necessaria
Nel merito delle contestazioni – si legge nella licenza – gli opponenti ritengono che si sia di fronte a un cambiamento di destinazione che richiederebbe una variante di Piano regolatore. Per poter trasformare l’ex fabbrica di formaggi in caserma dei pompieri, sede della Protezione civile e magazzini vari, a loro avviso la ‘Zona per industria e servizi’ dovrebbe essere mutata in ‘Zona per attrezzature d’interesse pubblico’. Non la pensa così il Municipio locale, secondo cui le Norme d’attuazione del Piano regolatore intercomunale (Napri) ammettono anche attività di servizio connesse a compiti pubblici.
Il nodo del traffico, già problematico
Altro tema sollevato dagli opponenti è la viabilità, essendo presenti un’area di servizio, altre ditte, negozi e centri commerciali. Tema ostico, essendo il comparto “già caratterizzato da importanti problemi di traffico” che si aggraverebbero con l’arrivo della caserma e di una diversa gestione della viabilità, specialmente per agevolare le partenze d’urgenza dei mezzi di spegnimento. “La Sezione cantonale della mobilità – scrive il Municipio locale respingendo la critica degli opponenti – nel suo preavviso favorevole ha indicato un fabbisogno di 50-51 posti auto; nella successiva domanda di costruzione definitiva dovranno essere ulteriormente precisati il fabbisogno dei posteggi e la loro distinzione tra servizi, fornitori e personale”. Ma non finisce qui, perché fra le ‘condizioni particolari’ poste il Municipio, facendo proprie le preoccupazioni degli opponenti, cita la necessità di presentare diversi studi e documenti.
Gli ulteriori approfondimenti richiesti
Dapprima una “perizia del traffico indotto, con quantificazione dei movimenti generati dalla caserma e analisi della loro distribuzione temporale”. Poi una “valutazione dell’impatto sulla viabilità del comparto, considerando il traffico già presente e quello generato dalle altre attività insediate o previste”, caserma inclusa dunque. Quindi una “analisi degli accessi al mappale” per il via-vai ordinario e quello d’urgenza. E ancora, un “concetto di gestione dei mezzi d’emergenza comprendente le modalità d’uscita e rientro dei veicoli, le eventuali interferenze col traffico ordinario e le misure necessarie a garantire la sicurezza e la tempestività degli interventi”. La Città dovrà pure presentare una “verifica della capacità delle principali intersezioni e degli impianti semaforici interessati (ndr: oggi assenti), con indicazione delle misure di regolazione o adeguamento necessarie”. Anche richiesto un “concetto di mobilità del personale comprendente turni, modalità d’arrivo e partenza, flussi veicolari e gestione posteggi”. La domanda dovrà anche contenere “precisazioni del fabbisogno di posteggi, distinguendo quelli destinati al personale, ai visitatori, ai fornitori e ai mezzi di servizio”. Temi questi, ricordiamo, pure evidenziati dalla Commissione della gestione del Cc cittadino nei due rapporti sui 14 milioni. Quello di minoranza contrario rileva che mancano “reali assicurazioni da parte dell’Ufficio federale delle strade (ndr: responsabile della ‘tirata’ fra Camorino e Cadenazzo e della cantonale fino a Quartino) di garantire canali riservati e sempre liberi dal traffico” in un comparto commerciale e produttivo spesso intasato. Perciò la maggioranza sollecita la ricerca di un accordo con Ustra.
Quale e quanto rumore
Altro punto sensibile toccato dagli opponenti, l’impatto fonico sia per l’attività normale, sia per le urgenze con sirene. Ebbene il Municipio oltre a ricordare che il Cantone ha preavvisato positivamente il progetto anche su questo punto, aggiunge però che “nella domanda definitiva dovranno essere aggiornate le valutazioni foniche e dimostrato il rispetto dell’Ordinanza federale contro l’inquinamento” rumoroso. Su questo punto il rapporto di maggioranza della Gestione rileva che nelle immediate vicinanze c’è una sola abitazione, con i cui proprietari “è stato avviato un dialogo volto a comprendere le eventuali preoccupazioni. Da tali contatti non sono emerse criticità particolari, anche perché il passaggio dall’attività industriale dell’ex Lati” a quella dei pompieri, Pci e magazzini vari “dovrebbe comportare nel complesso un miglioramento della situazione, visto che in passato” la fabbrica di formaggi “era attiva regolarmente anche nelle ore notturne con frequenti movimenti di autocarri per la consegna del latte”.
Meno attrattiva e meno imposte?
Per concludere, fra i timori degli opponenti c’era anche il fatto che la caserma possa “incidere negativamente sulla funzionalità e attrattività del comparto industriale, viste anche le attività già presenti”. Si teme che l’arrivo della caserma “comporti una riduzione del potenziale insediativo per attività industriali e, di conseguenza, anche dei possibili benefici economici e fiscali per il Comune”. Considerazioni – replica il Municipio di Sant’Antonino – che “riguardano valutazioni di opportunità” non collegate a quelle relative alla conformità edilizia e pianificatoria sulla quale si concentra la domanda preliminare. Detto altrimenti: meglio una caserma che una ditta.
BELLINZONA E VALLI
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2026-10-09T07:00:00.0000000Z
2026-10-09T07:00:00.0000000Z
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