Audiovisivo in ‘pole’, ma il Palacinema...
Strategia culturale, secondo il Municipio ‘la struttura non ha ancora espresso pienamente il proprio potenziale quale istituzione rivolta anche al pubblico’
Di Davide Martinoni
“La combinazione tra risorse limitate e un comparto culturale di rilevanza sovraregionale, nazionale e internazionale rende opportuna una riflessione strutturata sull’orientamento futuro della politica culturale”. Ciò va tuttavia inserito “in modo coerente all’interno di una strategia complessiva di sviluppo della Città, e non configurarsi come uno strumento isolato”. Emerge dalla risposta sprint del Municipio alla recentissima interrogazione (metà gennaio ’26) di Stefano Lappe e Orlando Bianchetti (entrambi del Plr) riguardo alla strategia culturale della Città di Locarno.
La candidatura Unesco
A confermare l’occhio di riguardo riservato all’audiovisivo, il Municipio ne ricorda il processo di pianificazione, dove “sono stati prodotti importanti documenti strategici”. In quest’ambito vi sono inoltre da segnalare la creazione di un tavolo di lavoro con i principali ‘stakeholders’ (portatori d’interesse, ndr) del settore e, attualmente, un ulteriore processo di definizione strategico quadriennale nell’ambito della candidatura di Locarno alla Rete delle Città Creative Unesco (Cinema) nel settore audiovisivo, con il coinvolgimento di partner e istituzioni presenti sul territorio.
Lappe e Bianchetti chiedevano poi come si preveda di “coordinare la futura strategia culturale con la pianificazione finanziaria e con gli investimenti infrastrutturali, così da evitare interventi isolati e garantire che la cultura sia considerata un asse strategico dello sviluppo cittadino”. Secondo il Municipio, è innanzitutto “fondamentale distinguere in modo chiaro tra costi ricorrenti e investimenti strutturali”. Nel Piano finanziario 2025-28, aggiunge, sono già state definite “le priorità progettuali, il ruolo strategico del comparto culturale e i principali assi di sviluppo”. In questo quadro, oltre all’ambito dell’audiovisivo, sono stati individuati come prioritari “l’innovazione, la creatività e la qualità di vita”.
L’utilità delle collaborazioni
Rimanendo sull’audiovisivo, alla Città viene chiesta una valutazione sulla Palacinema, eventualmente considerando un “riesame del modello di responsabilità pubblica e di indirizzo strategico”. La prima considerazione è che la struttura “svolge in modo efficace il suo ruolo quale hub B2B (“Business to business”, ndr), offrendo spazi e servizi di qualità per attività professionali, formative e di ‘networking’ legate al cinema e all’audiovisivo”. Tuttavia, risulta chiaro che la (e il) Palacinema “non ha ancora espresso pienamente il proprio potenziale quale istituzione culturale rivolta anche al pubblico”. Da ciò deriva l’auspicio di “un ulteriore consolidamento del profilo culturale, in particolare attraverso collaborazioni puntuali o regolari con altri enti presenti sul territorio, evitando ridondanze e favorendo lo sviluppo di un posizionamento chiaro e coerente all’interno dell’ecosistema culturale cittadino”, ma “mantenendo al contempo ambizioni a livello cantonale e nazionale, in linea con l’eccellenza di Locarno nel settore audiovisivo”.
Il Palacinema, si legge ancora, è “uno strumento essenziale per garantire visibilità a Locarno nell’ambito audiovisivo anche al di fuori della settimana del Festival”; come tale, “necessita di una linea culturale chiara e orientata, anch’essa, attorno a una strategia costruita in accordo e collaborazione con i partner del territorio nei settori audiovisivo, culturale e delle industrie creative”. Riguardo alla governance, “strumenti quali accordi di collaborazione o di prestazione, volti a disciplinare la messa a disposizione degli spazi, gli obiettivi culturali e il finanziamento annuale, possono contribuire a rafforzare l’indirizzo strategico, garantendo al contempo trasparenza e coerenza”. E “anche la presentazione regolare di rapporti di attività costituisce un elemento utile per il monitoraggio e la valutazione dell’azione svolta, elemento imprescindibile da integrare negli accordi che regolano il finanziamento dell’istituzione”.
Teatro, parte di un ecosistema
C’è, infine, il capitolo legato al Teatro di Locarno (struttura, aggiungiamo noi, oggi un po’ nel limbo in attesa di ampia ristrutturazione, ma anche oggetto di riflessioni su un’eventuale costruzione ex novo, che potrebbe essere favorita dai soldi provenienti da Lugano nell’ambito dell’accordo Accento, generosamente favorevole a Locarno). La suggestione degli autori dell’interrogazione riguarda un’eventuale gestione maggiormente pubblica, magari costituendo un ente autonomo. La premessa della Città è che il Teatro rientra in un ecosistema che include anche altre realtà come Teatro Paravento, Teatro San Materno o Accademia Dimitri. In questo senso viene ritenuto importante sia che tali istituzioni “possano agire in modo sinergico, mantenendo tuttavia un chiaro posizionamento”, sia che esse possano partecipare ai grandi progetti cittadini. Ciò che è in effetti avvenuto ad esempio con il Paravento (per il Centenario del Patto della Pace e, annualmente, con gli eventi collegati al Film Festival) e con l’Accademia Dimitri (coinvolta nel progetto di sviluppo del comparto Ex Gas Ex Macello).
Pur ritenendo “adeguata e sufficientemente flessibile” la gestione dell’offerta teatrale tramite forme esterne (associazioni o fondazioni) il Municipio ritiene “necessaria l’implementazione di accordi di collaborazione che definiscano in modo più chiaro le prestazioni richieste nell’ambito del sostegno pubblico, quali la tipologia e la quantità dell’offerta, le attività di mediazione culturale, il numero di fruitori e il coinvolgimento di operatrici e operatori culturali del Locarnese e della Svizzera italiana”.
LOCARNO E VALLI
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2026-02-28T08:00:00.0000000Z
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