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Deposito o caserma, pompieri a tetto

Accolto dal legislativo (al termine di un lungo dibattito) il messaggio per la nuova sede del Corpo vallerano. Luce verde anche allo studio per la pista

Di David Leoni

Magazzino, deposito o caserma, che differenza fa? Dopotutto ciò che conta è che i Pompieri della Lavizzara abbiano un tetto sopra la testa. Una sede operativa, seppur non definitiva, con la quale poter assicurare il prezioso servizio alla popolazione in caso di necessità. Per arrivare a tetto, tuttavia, giovedì sera, le discussioni attorno alla concessione di un credito di 1,38 milioni (poi ridotto a un milione netto) nella sala del legislativo si sono protratte per oltre un’ora e mezza. Parecchio, se si pensa che il messaggio lo scorso mese di settembre, viste le molteplici criticità emerse in sala, era stato ritirato dal Municipio per poi essere ripresentato con le modifiche del caso. Correttivi che, tuttavia, a detta di più consiglieri, il messaggio-bis non contemplava. Lo ha fatto notare, con un primo intervento alquanto critico, il presidente del Cc, Matteo Losa, che ha sottolineato la «mancanza di un lavoro approfondito da parte dell’esecutivo, limitatosi a semplici modifiche parziali. I nostri Pompieri e il nostro Comune attendono una soluzione e necessitano di una caserma». Ben più articolato l’intervento – a nome della commissione opere pubbliche che chiedeva il rinvio del messaggio – del consigliere Nelson Ernst, che non ha nascosto la delusione per quanto presentato: «Purtroppo stasera ci troviamo lo stesso, identico, messaggio di prima. Le nostre richieste non sono state prese in considerazione. La progettista è stata informata delle modifiche da apportare? Siamo favorevoli alla caserma, pur provvisoria che sia, ci mancherebbe altro. Ma deve costare il minimo necessario. Ci chiediamo se la persona incaricata del progetto sia la persona giusta. Secondo la commissione è necessario far capo a qualcuno che abbia una visione pratica delle esigenze di un corpo pompieri». Contrari al ritiro del messaggio (anche se in buona parte d’accordo con le osservazioni formulate dalla commissione edilizia) i capigruppo dei due schieramenti politici, Rudy Vedova (pure presidente della commissione gestione) e Marzio Demartini.

Dal canto suo Rolando Canepa ha ricordato l’origine, travagliata, di questo progetto, nato nell’urgenza. Ha poi invitato a non puntare il dito contro la progettista, proponendo di eliminare dall’elaborato previsto tutti quei ‘surplus e optional’ non necessari a un’opera provvisoria. Nella loro arringa al messaggio, il sindaco Gabriele Dazio e il municipale Lauro Rotanzi hanno difeso l’operato della progettista («certe critiche sono ingenerose, in quanto ha fatto esattamente ciò che noi, in quelle concitate settimane, abbiamo ritenuto corretto fare per trovare una soluzione con il materiale di costruzione che veniva offerto a un prezzo molto interessante. L’incaricata ha fatto il possibile, le dobbiamo delle scuse, lasciamola lavorare».

Evitare folli spese per un provvisorio

Sulla mancata comunicazione Municipio-progettista si è inserito, col suo intervento, Claudio Donati: «utilizziamo tutti quei soldi per cosa? Per un magazzino comunale? Questo progetto non va bene!». La proposta di rinvio della trattanda, dopo questo primo giro di considerazioni, non è stata accolta. Di nuovo Rolando Canepa, per la gestione: «Va dato atto che la progettista ha portato una soluzione che inizialmente è parsa valida. Ai pompieri la caserma occorre, è un dato di fatto. Non spostiamo in là la soluzione al problema. Costruiamo con ciò che abbiamo ma non andiamo al risparmio».

«Si faccia una struttura semplice, limitando l’investimento a un milione – ha osservato Claudio Donati –. Sarà un deposito pompieristico e non una caserma. Teniamo ben presenti le limitazioni date da imposizioni cantonali. Nel frattempo il Municipio si attivi per cercare una soluzione definitiva al centro comando, per finanziare il quale potremo far capo a quanto risparmieremo stasera». Ancora il sindaco a precisare come «di modifiche concrete con questa struttura di riuso (capannone, ndr) non se ne possono fare. Chiamatelo come volete, ma quel che conta è che il progetto è completo sotto tutti i punti di vista; potremo partire a breve con l’edificazione e la copertura dei costi è del 75%. Disponiamo inoltre del sostegno di enti finanziatori, non deludiamoli e non deludiamo i nostri militi temporeggiando ancora. Abbiamo gli occhi di tutti puntati addosso. Siamo pronti a rivedere il credito come da indicazioni della gestione». Sull’aumento dei costi iniziali (da 700mila circa a un milione) si è pronunciato Rolando Canepa, il quale ha ammesso che «si sono commessi degli errori di valutazione che hanno comportato un aumento della spesa». Vichy Fiori ha invece ribadito che «non è colpa del Consiglio comunale se i Pompieri non dispongono, oggi ancora, di una caserma», mentre Mattia Tormen ha messo in guardia i colleghi sul rischio di futuri sorpassi di spesa dovuti a cifre poco attendibili contenute nel rapporto della gestione. Contrario al credito, infine, Jurij Patocchi («per una struttura provvisoria impossibile spendere 1,38 milioni! Semplifichiamo al massimo»).

Al tirar delle somme, con 12 voti favorevoli, 5 contrari e zero astenuti, il progetto di magazzino/deposito pompieri emendato è stato accolto.

Business plan, quando la realtà poi dice il... contrario

Meno tribolata – ma altrettanto carica di raccomandazioni – l’accettazione del credito di 44mila franchi da destinare allo studio di fattibilità del futuro Centro sportivo Lavizzara. «Si tratta di uno strumento fondamentale per capire se l’impianto è fattibile e gestibile» ha affermato Anna Donati per la Gestione. Unica voce fuori dal coro del suo gruppo, quella di Rolando Canepa, che ha puntato il dito sull’attendibilità dei business, quasi sempre smentiti nelle cifre ottimistiche che riportano. Osservazioni condivise da Nelson Ernst («sulla carta tutto va sempre bene, nella realtà però, spesso le cose vanno diversamente») e Jurij Patocchi. Claudio Donati ha ricordato tutti i problemi di gestione del precedente Centro sportivo («dovremo perciò capire in che direzione andare. Da soli non ce la faremo. Occorre dar prova di pragmatismo e tenere gli occhi aperti. Tutto andrà ponderato con attenzione»).

Del sindaco Gabriele Dazio le considerazioni finali prima del voto: «lavoriamo su due fronti. Da una parte un architetto ha allestito uno studio di fattibilità attualmente al vaglio dell’Ufficio corsi d’acqua; dall’altra abbiamo incaricato uno Studio di approfondire i costi dell’opera (struttura totalmente coperta oppure pista aperta sui lati). Il nostro Comune potrà sostenere costi di gestione dell’ordine degli 80-100mila franchi all’anno. Il Cantone ci dirà se è fattibile o meno. Una volta che tutti gli aspetti del dossier saranno noti, sapremo se potremo andare avanti oppure se dovremo fermarci». Per dirla con le parole di Claudio Donati, «dovremo capire dove è la soglia del dolore e chi lo gestirà in futuro, dal momento che è impensabile che siano il Comune o la Società di pattinaggio Lavizzara».

LOCARNO E VALLI

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2026-03-14T07:00:00.0000000Z

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