laRegione

Preoccupazione per le case previste tra gli elettrodotti

Il progetto per realizzare il nuovo quartiere Gera non convince Elvio Bernardi, presidente della Piae: ‘Valori di elettromagnetismo poco rassicuranti’

di Fabio Barenco

“Incrementare l’offerta abitativa senza generare un impatto eccessivo sul contesto esistente, contribuendo al miglioramento della qualità urbana attraverso la realizzazione delle necessarie opere di urbanizzazione”. È quanto scrive il Municipio di Riviera nel messaggio con il quale chiede al Consiglio comunale di approvare un credito di 900mila franchi per realizzare il nuovo quartiere Gera a Iragna. Concretamente è prevista la costruzione di otto case monofamiliari, ma anche strade, parcheggi, sottostrutture, un parco e un’area di raccolta rifiuti. “La creazione di nuove unità residenziali rappresenta un’opportunità di crescita per la comunità locale, sia in termini sociali che economici, favorendo l’insediamento di nuovi nuclei familiari e la valorizzazione del territorio”, afferma l’esecutivo raccomandando di accogliere il credito. Tutti contenti quindi per questo progetto di cui si parla ormai da oltre tre decenni? No, affatto. Elvio Bernardi – presidente dell’associazione dei Proprietari di immobili attraversati da elettrodotti (Piae) – espone a ‘laRegione’ due criticità non di poco conto: elettromagnetismo e sovradimensionamento delle zone edificabili. Criticità che sono state inoltrate tramite una lettera al Municipio che tuttavia non ritiene di dover rivedere il progetto.

‘Possibile correlazione con leucemia infantile’

Il comparto sul quale è prevista la realizzazione del nuovo quartiere «si trova nelle immediate vicinanze di due grandi elettrodotti ad altissima tensione», sottolinea Bernardi preoccupato per eventuali effetti negativi sulla salute. «Misurazioni effettuate nel 2004 e nel 2025 indicano che in alcune parti dell’area i valori di campo magnetico potrebbero superare 1 microtesla, valore limite stabilito dalla legge per i luoghi a utilizzazione sensibile come le abitazioni». E le otto casette unifamiliari si troverebbero in un’area dove «i valori oscillano tra 0,3 e 0,999 microtesla». Valori «formalmente conformi alla legge, ma tutt’altro che rassicuranti». A questo proposito il presidente della Piae precisa che «la letteratura scientifica ha evidenziato possibili correlazioni tra esposizione a campi magnetici e leucemia infantile». Di conseguenza «per una giovane famiglia – alla quale sono teoricamente destinate queste abitazioni – si tratta di una criticità da tenere in considerazione, anche alla luce di esperienze già vissute nel nostro territorio». E non importa se in futuro gli elettrodotti potrebbero venire spostati: «Anche se così fosse, ci vorrebbero almeno 15 se non 30 anni».

‘I futuri dezonamenti ricadrebbero interamente sui proprietari privati’

In base a tali riflessioni e ad approfondimenti effettuati, la Piae – che aveva dato mandato a una ditta d’Oltralpe di effettuare misurazioni per rilevare la magnetizzazione a bassa frequenza nel comparto – lo scorso febbraio aveva scritto una lettera al Municipio nella quale si chiedeva di sospendere il progetto per permettere ulteriori approfondimenti. L’auspicio era quello di «applicare il principio di precauzione, prima di procedere alla realizzazione del nuovo quartiere», spiega il presidente. Così da fondare le decisioni «su basi tecniche complete, attuali e condivise». In altre parole si invitava l’esecutivo a «valutare una pausa di riflessione e di approfondimento tecnico sulla tematica dell’elettromagnetismo». In questo contesto si inserisce anche il tema dei potenziali dezonamenti di terreni edificabili. A questo proposito, stando alle stime raccolte da Bernardi, nel Comune di Riviera «le riserve edificabili supererebbero ampiamente il fabbisogno previsto per i prossimi quindici anni, situandosi nell’ordine di circa il 300%, quando il limite accettabile è del 120%. Questo significa che una parte rilevante delle superfici oggi edificabili potrebbe in futuro essere ricollocata in zona agricola». Di conseguenza, «anche ipotizzando che solo una parte delle superfici eccedenti venga effettivamente dezonata, la perdita per i proprietari privati potrebbe situarsi nell’ordine di 40-60 milioni di franchi». Bernardi si chiede quindi se «sia opportuno urbanizzare e vendere l’ultimo terreno edificabile comunale», tenendo conto che «il risultato sarebbe che i futuri dezonamenti ricadrebbero di fatto interamente sui proprietari privati». Un progetto, insomma, che non convince il presidente dalla Piae, nemmeno dal profilo strettamente finanziario. Con la vendita delle parcelle, il Comune stima infatti ricavi di almeno 850mila franchi. Tuttavia, «vendendo semplicemente il terreno, l’incasso potrebbe raggiungere circa 2 milioni: incassarne meno della metà non sarebbe quindi una scelta vantaggiosa per un Comune dalle risorse limitate».

A metà marzo il Municipio ha poi risposto alla lettera, concentrandosi sulla questione dell’elettromagnetismo. Municipio il quale ha precisato che già decenni fa l’esecutivo dell’allora Comune di Iragna aveva “analizzato in modo approfondito le caratteristiche e le criticità che interessavano il mappale” in questione, “tra cui gli aspetti legati al campo elettromagnetico derivante dalla presenza della linea elettrica ad alta tensione”. Analisi in base alla quale era stato deciso di costruire le otto case unicamente nella porzione del mappale che “dista almeno 37 metri dall’asse dell’elettrodotto. Tale distanza corrisponde al limite individuato affinché i valori di esposizione al campo magnetico risultino inferiori al valore limite dell’impianto di 1 microtesla”, come previsto dall’Ordinanza federale sulla protezione dalle radiazioni non ionizzanti. Inoltre pure il Tribunale cantonale amministrativo (Tram) nelle sue decisioni relative alla pianificazione del comparto aveva evidenziato che “la delimitazione della zona edificabile si fonda su verifiche e indicazioni tecniche fornite nel 2015 da Swissgrid Sa”. Tram che quindi non aveva “ritenuto necessario procedere a ulteriori accertamenti”.

Il Municipio non intende sospendere l’operazione

Non da ultimo, nell’ambito delle procedure pianificatorie, sono previsti “approfondimenti tecnici, consultazioni delle autorità competenti e possibilità di ricorso”. Procedure che “sono state regolarmente svolte e si sono concluse con l’approvazione della pianificazione vigente”. La relativa variante di Piano regolatore era infatti stata accolta nel 2016 dall’allora Consiglio comunale di Iragna e nel 2017 dal Consiglio di Stato. Di conseguenza il Municipio non ravvisava “i presupposti per riconsiderare le decisioni pianificatorie adottate né per sospendere l’attuazione del progetto in questione”.

Risposta che non ha soddisfatto Bernardi: «Le decisioni sul territorio segnano il futuro di un Comune per decenni. Proprio per questo meritano di essere prese con prudenza, trasparenza e piena consapevolezza delle loro conseguenze». A esprimersi sul tema – o meglio sui 900mila franchi – sarà in ogni caso il Consiglio comunale nella seduta di metà maggio.

Mozione: ‘Si informino gli acquirenti’

Legislativo che dovrà poi pure esprimersi su una mozione depositata recentemente da consiglieri comunali del Centro e di Lega/Udc. Il testo in sostanza chiede di informare in modo chiaro i potenziali acquirenti della presenza di campi elettromagnetici nell’area e di inserire nei rogiti una clausola che attesti che l’acquirente sia stato informato, così da tutelare il Comune da eventuali pretese future legate alla presenza di elettromagnetismo. «Una richiesta di trasparenza che appare quantomeno ragionevole», conclude il presidente della Piae.

BELLINZONA E VALLI

it-ch

2026-04-22T07:00:00.0000000Z

2026-04-22T07:00:00.0000000Z

https://epaper.laregione.ch/article/281651081693767

Regiopress SA