laRegione

Un pareggio che affossa il nuovo quartiere Gera

In Cc 15 ‘sì’ e 15 ‘no’, ma serviva una maggioranza. Il Municipio intende ora approfondire le criticità emerse, come suggerito da chi si opponeva al progetto

Di Fabio Barenco

Un pareggio che tuttavia non basta per promuovere la realizzazione del nuovo quartiere Gera a Iragna. Il Consiglio comunale di Riviera lunedì scorso ha di fatto respinto la richiesta di credito di 900mila franchi per le opere di urbanizzazione. In realtà i voti sono stati 15 a 15, ma per essere accolto il progetto necessitava di una maggioranza. Le divisioni emerse nelle commissioni sono quindi state fedelmente riportate anche nel plenum, con Centro e Lega/Udc da un lato che chiedevano ulteriori approfondimenti (in particolare sulla questione dell’elettromagnetismo) e Plr con Ps dall’altro che reputavano la realizzazione di otto case monofamiliari, strade, parcheggi, sottostrutture, un parco e un’area di raccolta rifiuti, un progetto di primaria importanza per il Comune. Anche il Municipio era favorevole alla costruzione del nuovo quartiere, reputandolo un’opportunità di crescita per la comunità locale. Di conseguenza «l’idea è quella di riproporre il progetto con dei correttivi», afferma a ‘laRegione’ il vicesindaco

Teodoro Matozzo. Correttivi che si baseranno sugli «approfondimenti che verranno svolti come suggerito» dalla metà dei consiglieri comunali. Infatti, «un progetto di tale importanza deve anche poter contare su un’ampia maggioranza», sottolinea il capodicastero Opere pubbliche. L’intenzione è dunque quella di «presentare una soluzione ampiamente condivisa da tutte le forze politiche», modificando il progetto laddove è necessario.

Del quartiere Gera si parla ormai da oltre tre decenni, durante i quali sono stati svolti studi, inoltrati ricorsi e prese decisioni da parte di autorità su diversi livelli. Ma quali sono concretamente i dubbi e le preoccupazioni che hanno fatto discutere? Riassumendo: i valori di elettromagnetismo presenti nel comparto, il timore di possibili futuri dezonamenti a causa del sovradimensionamento delle zone edificabili e la sostenibilità dell’operazione finanziaria.

Partiamo dai valori di elettromagnetismo. Il comparto si trova infatti vicino a due elettrodotti. Di conseguenza già nel 2004 l’allora Municipio di Iragna aveva commissionato uno studio per verificare se (e dove) nel comparto venisse superato il limite massimo di 1 microtesla, come stabilito dall’Ordinanza sulla protezione dalle radiazioni non ionizzanti (Orni). In base ai risultati di tale studio era così stato deciso di costruire le abitazioni ad almeno 37 metri dalla linea dell’alta tensione. Decisione che era poi stata confermata anche dal Consiglio di Stato nel 2017, nell’ambito dell’approvazione della relativa variante di Piano regolatore, e da una sentenza del 2023 del Tribunale cantonale amministrativo con la quale aveva respinto un ricorso. Per il Municipio di Riviera non sussistevano dunque i presupposti per rimettere in discussione il progetto al termine di un iter che ha incluso valutazioni tecniche, consultazioni delle autorità competenti e possibilità di ricorso.

Preoccupazione per l’elettromagnetismo

Non erano tuttavia dello stesso avviso né l’associazione dei Proprietari di immobili attraversati da elettrodotti (Piae) dapprima, né la maggioranza delle commissioni dell’Edilizia e Opere pubbliche e della Gestione poi. In sostanza – basandosi su una recente analisi commissionata dalla stessa Piae – i commissari non erano convinti che il valore limite di elettromagnetismo venisse rispettato in tutte le future abitazioni previste. Dubbi che hanno quindi portato la maggioranza della Gestione a raccomandare di respingere i 900mila franchi per le opere di urbanizzazione per poter svolgere ulteriori approfondimenti sulla questione dell’elettrosmog, così da escludere eventuali rischi per la salute.

Timore per futuri dezonamenti

Per quanto riguarda invece il sovradimensionamento delle zone edificabili, stando ai calcoli del presidente della Piae Elvio Bernardi, nel Comune di Riviera le riserve edificabili supererebbero ampiamente il fabbisogno previsto per i prossimi quindici anni, situandosi nell’ordine di circa il 300%, quando il limite accettabile, secondo la Legge federale sulla pianificazione del territorio, è del 120%. Di conseguenza, secondo la maggioranza della Gestione, gli eventuali futuri dezonamenti avrebbero potuto avere conseguenze finanziarie negative sui proprietari privati, almeno fino a quando i terreni del nuovo quartiere (di proprietà del Comune) non sarebbero stati interamente venduti ed edificati. Detto altrimenti – con le parole di Bernardi – ci si chiedeva se fosse opportuno urbanizzare e vendere l’ultimo terreno edificabile comunale, tenendo conto che così facendo eventuali futuri dezonamenti sarebbero ricaduti interamente sui privati.

Dubbi sulla sostenibilità finanziaria

Infine la questione della sostenibilità finanziaria dell’intera operazione. Operazione che, stando ai favorevoli, avrebbe permesso, attraverso la vendita dei fondi, di recuperare i 900mila franchi per le opere di urbanizzazione e di aggiungerne almeno altri 850mila quali ricavi straordinari. Il tutto attirando o mantenendo in loco giovani famiglie grazie a prezzi contenuti e non speculativi. Insomma, un’operazione che sarebbe stata positiva sia dal punto di vista finanziario, sia demografico, sia fiscale, sia scolastico. Anche in questo caso, però, la maggioranza della Gestione aveva sollevato dubbi: in base ai suoi calcoli riteneva che i prezzi difficilmente sarebbero stati considerati attrattivi per le famiglie. In sostanza, il timore era quindi che i terreni potessero rimanere invenduti. Toccherà ora al Municipio ripresentare un messaggio, approfondendo dubbi e preoccupazioni emersi, così da rassicurare popolazione e politica sulla bontà del progetto.

BELLINZONA E VALLI

it-ch

2026-05-20T07:00:00.0000000Z

2026-05-20T07:00:00.0000000Z

https://epaper.laregione.ch/article/281651081750331

Regiopress SA