laRegione

Il docente rischia almeno cinque anni

Con l’aggiunta delle accuse di violenza carnale e coazione si aggrava la posizione del 37enne rinviato a giudizio. Il CdS avvia sin d’ora l’inchiesta disciplinare

Di Marino Molinaro e Andrea Manna

Violenza carnale, coazione sessuale, atti sessuali con fanciulli, somministrazione a fanciulli di sostanze pericolose per la salute, messa a disposizione di un veicolo a motore a un conducente privo della licenza di guida. Sono nuove, diverse e più gravi – rispetto al quadro iniziale emerso al momento dell’arresto – le accuse contenute nell’atto d’accusa firmato dalla procuratrice pubblica Valentina Tuoni nei confronti del docente 37enne della Riviera, arrestato in marzo perché sospettato, sulle prime, di aver violato la sfera intima di alcune allieve minori di 16 anni della Scuola media di Giubiasco.

Chiesta la presenza degli assessori giurati

In un comunicato stampa diramato ieri il Ministero pubblico precisa che l’inchiesta si è conclusa col rinvio a giudizio davanti a una Corte delle Assise criminali. Stando a nostre informazioni, la pp Tuoni – considerato il quadro generale aggravatosi man mano che avanzavano le indagini – ha chiesto la presenza, durante il processo, degli assessori giurati accanto ai tre giudici del Tribunale penale cantonale; questo significa che in base al Codice la richiesta di pena supererà i cinque anni di carcere. Infatti finora si era sempre parlato del solo reato di ‘atti sessuali con fanciulli’ e mai anche di violenza carnale, coazione sessuale e somministrazione a fanciulli di sostanze pericolose per la salute; come pure della messa a disposizione di un veicolo a motore a un conducente privo della licenza. Si appesantisce dunque l’impianto accusatorio a carico del 37enne patrocinato dall’avvocato Mathieu Harchaoui.

Fatti protrattisi per un anno e mezzo

I fatti presi in considerazione vanno dall’autunno 2024 al marzo 2026, quando sono poi scattate le manette. Al termine dei primi verbali d’interrogatorio, svoltisi il 17 marzo, era stato disposto l’arresto e la misura restrittiva della libertà era stata quindi confermata dal giudice dei provvedimenti coercitivi. Gpc che ha successivamente prorogato l’arresto del 37enne in due occasioni, ritenendo che vi fossero validi motivi d’inchiesta. Mentre ora la Procura ha chiesto la carcerazione di sicurezza (altri tre mesi), la quale viene predisposta nei confronti degli arrestati in attesa di giudizio.

Verifiche su ‘ignoti dipendenti del Cantone’

L’esito del procedimento penale è atteso anche dal Dipartimento educazione, cultura e sport (Decs), che tramite un’inchiesta amministrativa, fino a ieri annunciata ma sospesa, mira anche a chiarire la presenza di eventuali lacune all’interno della sede scolastica e dei servizi del Decs. In una nota inviata ieri sera dal Decs a ‘laRegione’, si ricorda che il docente oggetto del procedimento penale non è più alle dipendenze dello Stato. Non solo: il Decs specifica che “il Consiglio di Stato, considerato che la fase istruttoria penale è conclusa, ha aperto un’inchiesta disciplinare nei confronti di ignoti dipendenti dell’Amministrazione cantonale allo scopo di fare luce anche su eventuali violazioni di carattere amministrativo”. Il Decs conclude specificando che comunicherà a tempo debito l’esito degli approfondimenti.

Comportamenti molesti e predatori

Inchiesta disciplinare dunque, senza attendere l’esito del processo penale. Come da noi svelato il 19 agosto, nell’arco dei dieci anni durante i quali il docente ha insegnato a Giubiasco più segnalazioni erano state inoltrare alla Direzione di sede riguardo ai suoi reiterati comportamenti ritenuti molesti e predatori nei confronti di colleghe insegnanti. Comportamenti problematici, inoltre, anche durante cene e uscite di classe e d’istituto, specialmente per l’abuso di alcol. Per qualche motivo che va ora chiarito tramite l’inchiesta disciplinare, quelle segnalazioni non hanno mai innescato un cambiamento nel docente. Come mai? Dove si sono fermate le segnalazioni? La Direzione di sede le ha sottovalutate e non ha predisposto un intervento adeguato? Oppure ha seguito le vie di servizio e le disposizioni interne trasmettendo le segnalazioni ai piani superiori del Decs, dove però qualcosa potrebbe non aver funzionato a dovere?

Le due versioni contrapposte

Rispondendo il 16 settembre in Gran Consiglio a un’interpellanza di Più Donne, la direttrice del Decs Marina Carobbio Guscetti ha spiegato che «prima dell’arresto dell’ormai ex docente, alla direzione del Decs e alla Sezione dell’insegnamento medio non erano giunte segnalazioni a suo carico». Questo farebbe presupporre che le segnalazioni inoltrate per anni alla Direzione di sede si sarebbero fermate alla... Direzione. Per contro, stando a nostre informazioni, la direttrice della Sezione insegnamento medio durante il plenum docenti di fine agosto, mentre la discussione stava riguardando proprio il collega arrestato, avrebbe detto di aver ricevuto negli anni tutte le segnalazioni e che quindi il direttore di sede avrebbe svolto correttamente il suo compito. Versioni e fattispecie che ora l’inchiesta disciplinare voluta dal governo dovrà chiarire.

Segnalazione immediata alla polizia

È comunque stato il Decs stesso, lo scorso marzo, a segnalare il 37enne alla Polizia cantonale: questo perché un’amica di una delle presunte vittime ne aveva parlato con un’insegnante sua conoscente (attiva in un’altra sede), la quale, intuita subito la gravità della situazione, si era rivolta direttamente al Decs. Che ha quindi immediatamente innescato la macchina giudiziaria.

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2026-10-02T07:00:00.0000000Z

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