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Case secondarie, decretato l’altolà

Nell’unico comune locarnese sotto il 20 per cento, il Municipio decide il blocco per fotografare la situazione e valutare una variante di Piano regolatore

Di Serse Forni

Losone è l’unico comune del Locarnese, valli comprese, con una percentuale di case secondarie sotto la soglia del venti per cento, oltre la quale non è più possibile concedere licenze edilizie per nuovi alloggi di vacanza. La notizia, che risale alla scorsa primavera, aveva suscitato l’interesse di imprenditori e investitori, con un conseguente aumento delle richieste di licenza edilizia per questa tipologia di residenze. Il Municipio, che sta monitorando l’evoluzione della situazione, nei giorni scorsi ha deciso di introdurre un blocco temporaneo delle residenze secondarie, in attesa di definire norme adeguate.

Le disposizioni sono state pubblicate all’albo comunale sotto il titolo “Variante di Piano regolatore concernente la regolamentazione delle residenze secondarie”. La premessa: “Nel contesto di un approfondimento, che si inserisce nel quadro della Legge federale sulle abitazioni secondarie (LASec) e degli indirizzi del Piano direttore cantonale, che richiamano la necessità di valutare misure pianificatorie adeguate alle caratteristiche territoriali e alle esigenze di sviluppo dei singoli Comuni, il Municipio ha conferito mandato alla pianificatrice comunale di elaborare una variante di Piano regolatore (Pr). Obiettivo: approfondire e definire eventuali disposizioni normative per regolamentare la formazione di nuove residenze secondarie e gli utilizzi abitativi destinati a soggiorni turistici di breve durata, con particolare attenzione ai comparti nei quali tali misure risultino territorialmente giustificate”.

Il capo dicastero Gambino: ‘Una pausa di almeno sei mesi’

Ci siamo rivolti al capo dicastero Piano regolatore Vincenzo Gambino, per avere chiarimenti sugli obiettivi di tale misura, in parte descritti anche nel testo pubblicato dall’Esecutivo: «Per prima cosa intendiamo scattare una fotografia della situazione attuale, per capire a che punto stiamo. Secondo i calcoli dell’Ufficio federale dello sviluppo territoriale (Are), le case secondarie a Losone sono il 16 per cento del totale. Ciò significa che c’è ancora spazio di manovra e una disponibilità per costruire circa 160 nuovi alloggi di vacanza. Ma è davvero così? Va detto che ultimamente abbiamo notato un netto aumento delle richieste per questo genere di abitazioni. Bisogna capire, però, se effettivamente saranno poi appartamenti secondari o se, a dipendenza delle richieste di mercato, verranno venduti come primari. Insomma, c’è davvero necessità di chiarezza. Per questa prima fase, ci prendiamo sei mesi di tempo. Poi valuteremo se proseguire con il blocco». Lo stop, per legge, può durare al massimo due anni. Il tempo necessario per elaborare una variante specifica del Piano regolatore. «Un lavoro durante il quale sarà approfondita, in particolare, la distribuzione delle residenze secondarie e degli alloggi destinati alla locazione turistica di breve durata, tipo “airbnb”, sul territorio comunale. Ma vogliamo anche individuare gli eventuali comparti nei quali risulti giustificata una regolamentazione specifica e la definizione delle possibili disposizioni normative, tenuto conto del quadro legale applicabile e degli obiettivi di sviluppo territoriale del Comune. In altre parole, dobbiamo capire se e dove è opportuno o interessante per la realtà di Losone concedere licenze per case di vacanza. Da una parte possiamo capire le esigenze del settore turistico, ma dall’altra vogliamo preservare la nostra vocazione. Siamo una località che da decenni punta sulle famiglie, con buoni servizi e un’ottima qualità di vita. Stiamo anche portando avanti un progetto importante legato al risanamento e all’ampliamento delle nostre scuole, con un investimento previsto di 30 milioni di franchi. Inoltre ritengo che sia importante contenere il numero dei cosiddetti letti freddi per salvaguardare il tessuto sociale, con quartieri oggi ancora vivaci e intergenerazionali».

‘Sospese tutte le procedure come misura di salvaguardia’

Nel corso dell’elaborazione della variante, indica ancora il Municipio nella nota all’albo, “abbiamo deciso di sospendere tutte le procedure edilizie per le residenze secondarie, quale misura di salvaguardia della pianificazione”. Ma anche per “evitare interventi suscettibili di compromettere o rendere più difficile il conseguimento degli obiettivi pianificatori perseguiti”. Va detto che a Losone, sempre nell’ambito pianificatorio, sono pure in corso valutazioni precise nell’ambito della scheda R6 del Piano direttore cantonale (in attuazione della Legge federale sulla pianificazione del territorio), con l’obiettivo di contenere l’espansione urbana e migliorare la qualità degli insediamenti. Il blocco delle case secondarie può essere d’aiuto, congelando la situazione e quindi permettendo un esame preciso sulla verifica dell’effettivo fabbisogno di edifici in una località che è in costante crescita. I prossimi passi, stando a Gambino, saranno decisi dal Municipio al momento in cui sarà a disposizione un prima attendibile fotografia della situazione: «Indicativamente – conclude l’intervistato – fra sei mesi circa».

Ricordiamo che l’attenzione sul tema è tenuta alta anche da parte del gruppo della Lista della sinistra di Losone, che lo scorso mese di agosto aveva scritto al Municipio, manifestando preoccupazione, parlando di “assalto alla diligenza” e chiedendo misure di contenimento.

LOCARNO E VALLI

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2026-11-03T07:00:00.0000000Z

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