‘L’offerta sulla Giustizia non è per nulla dignitosa’
Municipio critico sulla proposta di acquisto – 15,7 milioni per un sedime stimato a oltre 50 – dell’ex Ptt a Viganello. Ministero pubblico verso Bioggio
di Dino Stevanovic
C’è chi parla di «accanimento», chi addirittura di «ricatto». La proposta di acquisto da parte del Cantone del sedime ex Ptt a Viganello, per farne la sede provvisoria del Palazzo di giustizia, ha creato malumore a Lugano. Non tanto l’interessamento, d’altra parte l’Esecutivo cittadino si è speso parecchio negli ultimi anni per restare la capitale giudiziaria del cantone, a suscitare malcontento è l’offerta finanziaria: 15,7 milioni di franchi. Nettamente meno rispetto al suo valore secondo la Città, che supera i 50 milioni.
Della lettera ha riferito il ‘Corriere del Ticino’ sull’edizione di ieri e si tratta della formalizzazione di un incontro avvenuto lo scorso ottobre. Il consigliere di Stato Claudio Zali, durante il dibattito in Gran Consiglio sul Preventivo cantonale 2026, ha detto che si intende arrivare a discutere in governo un messaggio per l’acquisto di due terreni da destinare alla giustizia già durante la prossima primavera. Sul cammino però sembra palesarsi qualche ostacolo, o quantomeno contrattempo. «Al momento non abbiamo assolutamente detto di sì – spiega a ‘laRegione’ Michele Foletti –. Anzi, al Cantone abbiamo risposto che prendiamo atto dell’offerta e che faremo le nostre valutazioni e che faremo loro sapere».
‘Non è minimamente in linea col suo valore’
Sindaco, traspare poco entusiasmo dalle sue dichiarazioni. Giusto? «Per forza. L’offerta del Cantone non è minimamente in linea con il valore peritale che abbiamo. Noi riteniamo che ci sia un interesse pubblico a fare in modo che la giustizia rimanga a Lugano. Di offerte, tra settore pubblico e privato, dalla città a Bellinzona ne hanno ricevute diverse. E anche noi avevamo proposto, tramite la Lugano Next (ex Ail Servizi, società partecipata del Comune, ndr), l’acquisto di parte del comparto Efg in via Peri. Si parla di una zona centrale nei pressi della futura fermata Sant’Anna del Tram-Treno, che sarà il trasporto pubblico più performante che avremo nei prossimi anni. Ma Zali (che a seguito dell’arrocchino ha preso in mano la giustizia, ndr) ritiene che per una questione di indipendenza la giustizia non debba andare in affitto. Legittimo, ma a Berna è stata realizzata una Città della giustizia in partnership con dei privati, e sono in affitto...».
A fronte delle varie proposte arrivate da Lugano, a Zali piace il sedime di Viganello. «Ma è una zona con pochi ristoranti e negozi. Certo, potrebbe essere un’occasione di sviluppo per il quartiere. Ma sono tutte riflessioni che dobbiamo fare». E il Municipio è tutt’altro che entusiasta all’idea, a queste condizioni. «È vero – ancora Foletti –, la Città ha acquistato il comparto ex Ptt a un prezzo molto più basso rispetto a quello del perito e più vicino a quello proposto dal Cantone. Ma stiamo parlando di vent’anni fa... inoltre, per noi quel sedime dovrebbe avere o avrebbe dovuto avere un indirizzo più legato alla ricerca o all’università. Vediamo».
Il Cantone, in base a quanto spiegatoci dai nostri interlocutori, prevede di: acquistare il sedime, costruirvi nuovi edifici che possano ospitare provvisoriamente i contenuti dell’attuale Palazzo di giustizia durante i lavori di risanamento e ampliamento di quest’ultimo, per insediare poi a Viganello altri servizi dell’amministrazione cantonale. Per procedere sono necessari una modifica pianificatoria (con l’inserimento di adeguati parametri di costruzione), una licenza edilizia e naturalmente il via libera del parlamento. Il primo passo, però, dovrebbe essere una lettera d’intenti e questa, allo stato attuale, appare tutt’altro che scontata. Molto critici sono infatti anche i municipali Raoul Ghisletta e Marco Chiesa, direttamente interessati dal dossier.
‘Metodi trumpiani’
«È chiaro che siamo tutti preoccupati – osserva il capodicastero Immobili –. Sono metodi trumpiani, che sanno di ricatto: se non accettiamo, la giustizia potrebbe venir spostata da un’altra parte. Non ce l’hanno scritto nero su bianco, ma l’impressione che ne traiamo è questa». «Dal profilo tecnico non sembra una follia, anzi c’è una logica – aggiunge il municipale socialista –. Ma Lugano rimarrebbe con il cerino in mano. È vero, anche loro dicono di aver fatto una valutazione immobiliare, ma questa è un’offerta per nulla dignitosa. Mi auguro che si riesca a contrattare, ma rischiamo comunque di perdere minimo 10-20 milioni, in una fase finanziaria delicata come quella che stiamo attraversando. E resteremmo senza un sedime prezioso... ma la colpa di questo pasticcio è di chi un paio d’anni fa ha remato contro al progetto della Cittadella della giustizia», conclude Ghisletta, alludendo allo stabile Efg in viale Franscini, bocciato alle urne quale nuova sede del Terzo potere nel 2024.
‘Accanimento verso i luganesi’
Sulla stessa lunghezza d’onda anche Marco Chiesa, che utilizza parole altrettanto dure per descrivere l’offerta. «Dopo aver trasferito sui contribuenti della Città nuovi e pesanti oneri finanziari nell’ambito del Preventivo 2026, al punto da poter parlare di una vera e propria rapina (come l’aveva definita il sindaco presentando i conti, ndr), arriva ora anche una proposta che colpisce direttamente il patrimonio dei cittadini luganesi – osserva il capodicastero Finanze –. Si chiede a Lugano di cedere un sedime per meno di un terzo del suo valore stimato da una perizia. È difficile non leggere in questo approccio un accanimento nei confronti dei luganesi e un modo di procedere che mette seriamente in discussione la lealtà e il rispetto istituzionale tra Cantone e Città».
Migros? ‘Prendiamo atto’
La decisione del Cantone di mantenere a Lugano la giustizia, in ossequio peraltro alle norme, per il Municipio rischia di tramutarsi in un boccone amaro. Ma ad aver dimostrato interesse non era stato solo l’ente pubblico. Anzi, numerosi privati si sono fatti avanti con il Cantone, e tra questi Migros Ticino. Il gigante arancione ha infatti tre piani (il primo, il secondo e il terzo) completamente liberi nello stabile antistante a Palazzo di giustizia in centro città. «Sì, ci era stato comunicato l’interesse e ci era stato chiesto di attendere, cosa che abbiamo fatto – conferma Luca Corti, responsabile Comunicazione Migros –. Poi abbiamo appreso di una decisione del Consiglio di Stato e letto il giornale. Ne prendiamo atto. Abbiamo diversi altri interessati per i nostri tre piani, sono superfici pregiate. Restiamo in buoni rapporti con il Cantone. Se non dovesse entrare la giustizia, vorremmo dei partner con delle proposte interessanti che permettano di mantenere vivo e frequentato il centro commerciale».
La Procura? A Cavezzolo
Ma le novità non riguardano solo Lugano. Zali ha parlato in Gran Consiglio di due terreni da acquistare. Se il primo è, o sarebbe, l’ex Ptt a Viganello, l’altro – come appurato da ‘laRegione’ – è un terreno comunale a Bioggio. Cosa andrebbe lì? Il Ministero pubblico. «È vero, abbiamo incontrato anche noi il consigliere di Stato Claudio Zali e ora abbiamo ricevuto una lettera con un’offerta, che dobbiamo valutare – ci conferma Daniele Bianchi, vicesindaco facente funzione di sindaco di Bioggio –. Si tratta di un terreno nel comparto di Cavezzolo, vicino allo snodo centrale del Tram-Treno. La procedura è ancora all’inizio, non sono state informate le commissioni, pertanto su ulteriori aspetti è prematuro esprimersi». Le occasioni per farlo non mancheranno.
LUGANESE / MENDRISIOTTO
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2026-01-24T08:00:00.0000000Z
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