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Quando il Lago Maggiore diventa cassaforte d’oro blu

La Regione Lombardia: ‘Il livello minimo sarà alzato’

La Regione Lombardia annuncia l’innalzamento stagionale del livello minimo: una riserva d’acqua (fino a 20 milioni di metri cubi in più) per scongiurare problemi di siccità all’agricoltura.

Spiagge che si stringono leggermente, ma una maggiore riserva d’acqua, fino a 20 milioni di metri cubi in più. Obiettivo: far fronte a eventuali periodi di siccità estiva e scongiurare problemi all’agricoltura in Lombardia.

Entro fine aprile il livello del Lago Maggiore potrà essere mantenuto più alto, fino a raggiungere quota 135 centimetri sullo zero idrometrico (al posto di 125); in caso di bisogno si potrà arrivare fino a 140 centimetri. Poche spanne rispetto al passato, ma che corrispondono a un ingente stoccaggio di oro blu, successivamente utilizzabile per irrigare i campi.

A seguito di un accordo con la Svizzera, per garantire la stagione irrigua la Regione Lombardia ha deciso di innalzare il livello del Maggiore: tema caldissimo, al centro di polemiche soprattutto da parte della Confederazione, oltre che del Ticino, esclusi dalla consultazione su precedenti sperimentazioni e decisioni adottate negli anni passati. L’innalzamento rientra in un piano strategico per i grandi laghi del Nord Italia, fra cui quelli internazionali come il Verbano, e permette di trattenere volumi superiori nel bacino italo-svizzero. Attualmente a livello regionale (il dato è del 22 marzo scorso) la caren- za di risorse idriche in Lombardia è stimata a oltre il 20 per cento.

La notizia del provvedimento è stata data dall’assessore regionale lombardo Massimo Sertori (enti locali, montagna, risorse idriche e rapporti con la Confederazione elvetica) al termine di un incontro svoltosi al Pirellone di Milano con i Consorzi di gestione dei bacini idroelettrici: «La situazione non è critica come quattro anni fa, ma non possiamo abbassare la guardia: è necessario agire subito per garantire sufficiente risorsa idrica per la stagione irrigua. In questo senso va lo sforzo profuso da Regione Lombardia, nell’ambito dell’Organismo bilaterale italo-svizzero, per proseguire la sperimentazione dei livelli del Lago Maggiore, garantendo fin da questa stagione un livello massimo di 135 centimetri (al posto di 125), che potrà salire fino a 140 centimetri. Si tratta quindi di almeno 20 milioni di metri cubi d’acqua in più, stoccabili e successivamente utilizzabili dalle utenze sul fiume Ticino».

Nel corso dell’incontro milanese, svoltosi qualche giorno fa, è stato sottolineato che la stagione invernale 2025/26 è stata caratterizzata da anomalie tendenzialmente negative di precipitazioni in territorio montano, e da anomalie altalenanti nelle temperature; in Nord Italia si segnala soprattutto un deficit di riserva di neve. «A oggi – ha ricordato l’assessore regionale all’Ambiente, Giorgio Maione –, la Lombardia registra un deficit complessivo delle riserve idriche del 21 per cento rispetto alla media storica. Nello stesso periodo del 2022 il deficit era del 60 per cento. Tuttavia, la sfida che abbiamo davanti è chiara: l’inverno appena trascorso è stato generoso di piogge in pianura, ma purtroppo avaro di neve in quota. Il manto nevoso montano segna un meno 35 per cento, con punte preoccupanti del meno 44 per cento in alcune aree. Questo significa che la nostra ‘scorta’ naturale per l’estate è ridotta. Come abbiamo risposto? Attraverso una gestione cautelativa e strategica dei nostri grandi laghi. Abbiamo trattenuto risorsa preziosa: il Lago Maggiore è oggi al 99 per cento di riempimento, con livelli molto superiori al 2022. L’innalzamento del livello del Verbano è una garanzia, in grado di metterci al riparo da eventuali carenze idriche». A beneficiare del contenuto di quella che si può ben definire una “cassaforte piena di oro blu” sono oltre settemila aziende agricole e cinque centrali idroelettriche.

In Italia una battaglia legale fino alla Corte di Cassazione

Ricordiamo che il livello del Lago Maggiore è regolato a Sesto Calende, tramite lo sbarramento della Miorina, gestito dall’Italia tramite il Consorzio del Ticino. Per i comuni rivieraschi il mantenimento di un livello più alto dell’acqua dal 15 marzo al 15 settembre comporta la leggera riduzione delle superfici balneabili, ma anche un potenziale aumento del rischio di esondazione in caso di piogge persistenti o di forti nubifragi estivi. Negli anni scorsi la manovra aveva suscitato perplessità e resistenze; alcune località rivierasche del Verbano occidentale (Verbania, Cannobio, Cannero, Oggebbio, Ghiffa e Baveno) e della Provincia del Vco (Verbano-Cusio-Ossola) avevano portato la questione di fronte ai tribunali. Una battaglia legale iniziata nel dicembre 2021 e terminata un anno fa con la conferma, da parte della Corte di Cassazione, della sentenza del 2023 del Tribunale delle acque di Milano. Una sentenza che legittimava l’innalzamento iniziato nel 2022, con possibilità di proseguire nel 2025 e nel 2026 la sperimentazione.

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2026-04-10T07:00:00.0000000Z

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