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Ecco la bioplastica che non inquina... mais

L’imprenditore Andrea Colombo ha sviluppato, partendo dall’amido del cereale, il Plais, prodotto innovativo dagli svariati utilizzi, anche industriali

Di CELL

Biodegradabile, impermeabile, autoestinguente (ignifugo), resistente agli strappi, antistatico e compostabile al cento per cento. In sostanza, un’alternativa ecologica e sostenibile alla classica plastica, a cui assomiglia per funzioni ma dalla quale differisce nella composizione e nelle conseguenti caratteristiche, trattandosi di un biopolimero derivante dall’amido del mais, suo principale ingrediente e dal quale prende parte del nome, Plais. Un prodotto innovativo (soprattutto per i possibili utilizzi a livello industriale) sviluppato in Italia (a Novara) ma su impulso di una giovane società ticinese, la E-Colombo di Riazzino, che tra i suoi scopi ha proprio la distribuzione e l’esportazione a livello mondiale di prodotti strettamente ecologici e biodegradabili.

«L’inquinamento da plastica è uno dei problemi ambientali più urgenti e pressanti del nostro pianeta e me ne rendo conto quotidianamente anche in ambito lavorativo – afferma l’imprenditore losonese Andrea Colombo, attivo tra le altre cose anche nel ramo edilizio e in quello degli spettacoli pirotecnici, che assieme al fratello gemello crea ed esporta (ottenendo numerosi riconoscimenti) in tutto il mondo –. Negli ultimi decenni, l’uso massiccio della plastica e la sua gestione inadeguata hanno portato a un accumulo senza precedenti di rifiuti e ogni anno milioni di tonnellate di plastica finiscono nei laghi, mari, oceani, terreni e aree urbane, causando un impatto devastante sugli ecosistemi e sulla salute umana. La E-Colombo è nata nel 2024 anche per contribuire alla riduzione dell’inquinamento ed è partendo da questo obiettivo, evidentemente legato anche alle mie attività (ad esempio i teli che utilizziamo per coprire i fuochi d’artificio, ma anche la moltissima plastica che viene usata nell’edilizia), che sono arrivato al Plais». Un desiderio di «trovare una soluzione alternativa» che ha portato Colombo a informarsi e a scoprire che «esistevano sì delle plastiche biodegradabili, come ad esempio i sacchetti che si trovano nei supermercati, ma mancavano di alcune caratteristiche fondamentali per essere utilizzate in ambito industriale, su tutte la resistenza e la non incendiabilità». Le sue ricerche lo hanno quindi portato a Novara, «dove sono entrato in contatto con una persona, Fabiano Coccato, che possiede un’azienda che tratta proprio le plastiche e con la quale è iniziata una collaborazione infine sfociata, dopo un paio d’anni di tentativi in laboratorio in particolare per trovare il modo di far legare un prodotto vegetale come l’amido a un minerale (ciò che lo rende ignifugo, ndr), nel Plais, vera e propria alternativa ecologica, biodegradabile e ignifuga alla plastica che può essere considerata, per caratteristiche e possibile impiego in ambito industriale, una prima mondiale».

Svariati proprio i campi di utilizzo, in particolare quale copertura: dai citati rami dell’edilizia e dei fuochi d’artificio a quello sanitario (ad esempio per lettini e attrezzature varie), ma anche trasporti e veicoli, logistica e distribuzione e molti altri da sviluppare, in quanto «ciò che distingue il Plais è la capacità di adattarsi alle esigenze. Indipendentemente dal formato scelto, mantiene una composizione uniforme e di alta qualità, che garantisce una serie di vantaggi fondamentali, la massima biodegradabilità assicura il minimo impatto ambientale, l’impermeabilità protegge i materiali da qualsiasi agente esterno e la componente autoestinguente riduce i rischi legati alla sicurezza».

Brevetto e certificazioni mondiali

Qualità verificate dai test effettuati per tutto il 2025 dallo stesso Colombo utilizzando il Plais con le sue aziende, ma soprattutto certificate proprio nelle scorse settimane da (tra le altre) Tüv Austria per quel che riguarda la norma UNI EN 13432, lo standard europeo di riferimento che definisce i requisiti per i materiali recuperabili mediante compostaggio e biodegradazione… «Visti i risultati positivi dei test ho iniziato a depositare il brevetto in Svizzera, poi in Europa e ora ho da poco ricevuto il via libera anche a livello mondiale. Con la certificazione di un ente importante come Tüv, possiamo davvero pensare di espandere la produzione (al momento ancora in Italia ma che vorrei portare qui in Ticino) e soprattutto iniziare a commercializzare il Plais nel mercato svizzero e italiano, ma non solo. A tal proposito, sono già in contatto con diverse multinazionali interessate, sia europee sia da altri continenti, ad esempio una molto importante indiana. Si tratta di aziende che investono miliardi in tecnologie e prodotti innovativi, ad esempio proprio per trovare soluzioni alternative e sostenibili a problemi come quello della plastica. Una possibilità, in particolare per quel che riguarda i mercati più lontani, è di cedere (tramite royalty, ndr) la “ricetta” del mio prodotto ad altre aziende che coprono appunto le diverse zone del globo, ma vorrei comunque come detto portare e poi mantenere una produzione anche qui».

LOCARNO E VALLI

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2026-04-17T07:00:00.0000000Z

2026-04-17T07:00:00.0000000Z

https://epaper.laregione.ch/article/281655376651656

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